Utente 454XXX
Buonasera, scrivo nella speranza che qualcuno leggendo le mie parole possa capirmi e magari consigliarmi.
Sono una ragazza di 18 anni e da ormai due anni la mia vita è diventata un vero incubo.
I problemi sono iniziati nel gennaio-febbraio 2016. Durante un periodo di intenso studio(stavo preparando un esame di violino in conservatorio), ho iniziato ad avvertire: intorpidimento e degli arti superiori e inferiori con dolore e perdita di forza ( mi cadevano le cose dalle mani), dolore cervicale acuto e continuo, cefalea, dolore costante e forte alla mandibola e ai denti, stanchezza debilitante ( che non passava dormendo) che mi impediva persino di alzarmi dal letto, grande fatica nel compiere anche gesti apparentemente semplici( es scrivere, asciugarmi i capelli). A poco a poco i sintomi non hanno fatto altro che peggiorare e si sono aggiunti: sensazione costante di avere le orecchie tappate, acufeni sporadici, perdita di parte della sensibilità nella zona della mandibola e di tutto il cuoio capelluto, dolore lancinante alla mandibola che parte dall'occipite destro e coinvolge anche l'orecchio ( è come se avessi l'otite e insieme il mal di denti da 2 anni senza interruzione). Sono stati due anni infernali in cui nessuno, medici compresi, ha mai preso sul serio la mia grande sofferenza. Tutti gli specialisti che mi hanno visitata mi liquidavano con frasi del tipo "è tutta una cosa psicosomatica" , o "rilassati" e cose del genere riconducendo il tutto a un problema su base psicologica, non capendo però che il mio (innegabile) cambiamento psicologico/caratteriale altro non era che una conseguenza di una terribile sofferenza fisica che mi stava togliendo qualsiasi forza. Durante la primavera-estate 2017 i sintomi si sono aggravati sempre di più e diffusi in ogni regione del corpo, tanto che ad oggi io posso sinceramente affermare che non ci sia parte del mio corpo in cui io non provi dolore. Un neurologo che mi ha visitata in aprile, definendo il mio problema una sensibilizzazione al dolore a livello centrale mi ha prescritto dulexitina 60mg al giorno , che ho preso per 4 mesi e ho interrotto perché inefficace. Da quest'estate prendo sirdalud 4 mg al giorno senza risultati. Due settimane fa una reumatologa mi ha diagnosticato con fibromialgia con 18/18 tender points, mi ha detto che una cura definitiva non esiste( e che fra l'altro una delle terapie farmacologiche maggiormente utilizzate in questi casi, la dulexitina,con me non aveva funzionato) , e mi ha prescritto magnesio e vitamina D.
Ad oggi la mia vita è un inferno, è come se a 18 anni il mio futuro mi fosse stato negato. Passo tutto il giorno in casa paralizzata dal dolore. Non riesco più neanche ad andare a scuola perché non riesco a stare seduta a causa dei dolori. Il mio è un appello disperato: c'è una possibilità, un modo, per far sì che questa condizione migliori almeno un po' per permettermi di andare avanti? Qualcuno ha conosciuto casi simili al mio ?
Ringrazio chiunque vorrà rispondere.

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Dr. Mauro Granata

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Quello che salta agli occhi leggendo il suo racconto è la mancanza di qualunque riferimento all'esecuzione di esami strumentali e di laboratorio che abbiano potuto giustificare la diagnosi di fibromialgia. Chi si interessa di tale malattia sa benissimo che tale conclusione rappresenta una diagnosi di esclusione ed è necessario porre molta attenzione alla diagnostica differenziale per evitare di misconoscere una patologia organica sottostante. Cordiali saluti.
Mauro Granata