Utente 346XXX
Buonasera,
mia madre 66 anni in buone condizioni di salute generali, ha fatto delle analisi come prevenzione ed alla risposta è risultato un valore di 47 dell'antigene ca 15,3(oltre alla VES a 38).Il ns medico di famiglia ha prescritto un'altra analisi da eseguire, il CEA (antigene carcino-embrionario).
I risultati saranno disponibili la settimana prossima.
Nel frattempo sono molto preoccupato in quando da informazioni prese su internet quell'antigene è associato al carcinoma mammario. Vi chiedo gentilmente in che percentuale può essere che abbia questa temibile malattia.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Sig.ra,
come ribadito dalle linee guida internazionali, il dosaggio dei Marcatori tumorali in esami di routine, ove non espressamente indicato ( vedi il PSA nella prevenzione del cr prostatico) è inutile e lo è ancora di più in assenza di indicazione clinica.
I marcatori tumorali non sono utili per fare diagnosi : sono utili per il follow up di neoplasie che li esprimano.

Il valore 47 di CA15.3, poco sopra la norma, ci dice nulla.
La VES a 38 in assenza di sintomi significa nulla.
Eseguire il CEA che senso ha? Cui prodest: a che giova?
Se sua madre ha una infiammazione bronchiale o è fumatrice risulterà alterato in assenza di tumore.

Il CA15.3 non serve come screening per il carcinoma mammario che deve essere fatto da un senologo con visita annuale e corredato da ecografia mammaria e mammografia secondo l'età e il giudizio del senologo.
Idem per la prevenzione del carcinoma tubo - ovarico, in cui il CA 15.3 può talvolta elevarsi specie se vi sia interessamento tubarico,che va screenato con visite ginecologiche corredate di ecografia transvaginale, specie in età > 50 anni quando il rischio di Cr epiteliale dell'ovaio risulta significativamente aumentato.
E se test genetici ormai molto diffusi e/o la storia clinica di familiarità per la patologia neoplastica tubo-ovarica sono fortemente predittivi, va considerata la ovaro - isterectomia preventiva, che abbassa il rischio del 95%. Ma deve farlo un ginecologo oncologo.
Quello dei Marcatori Tumorali eseguiti in Routine è una abitudine malsana, a mio avviso, che dovrebbe essere abbandonata.
Tragga le conclusioni da quanto le ho risposto.
Non è possibile ed è inutile stare a quantizzare quale rischio corre sua madre di avere un CR mammario con un valore di 47 di Ca 15.3!
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Con simpatia.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 346XXX

Nel ringraziarla per la celere e cortese risposta, volevo aggiungere che ha fatto il pap test un mese fa risultato negativo, e che conduce una vita sana senza fumo o alcol ecc. Approfitto della sua cortesia per chiederle un ulteriore delucidazione, ho capito male o anche un infiammazione potrebbe causare un alterazione del c.a 15,3? Grazie mille ancora.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
ho già spiegato la inutilità di dosare il CA 15.3 per la diagnosi di qualsivoglia tumore.

Non sapremo mai la causa di quel valore di 47! Non ci deve nemmeno interessare.

Sua madre, ridadisco, deve sottoporsi a screening mammografico regolare, se non l'ha mai fatto è l'occasione giusta per iniziare.

Per quanto riguarda il PAP test, il medesimo non è utile per la diagnosi precoce o precocissima del carcinoma tubo - ovarico, ma per quello del collo dell'utero.
In quest'ottica La invito, se non l'ha fatto, a rivolgersi al suo ginecologo di fiducia per una accurata ecografia transvaginale eventualmente integrata da color doppler.

Le rammento infine, senza allarmismi che, indipendentemente dalle abitudini di vita sane e dal Ca 15.3, il carcinoma epiteliale dell'ovaio, nelle sue varianti istopatologiche più o meno aggressive, specie se vi è una specifica mutazione genetica e/o casi in famiglia, è in ogni caso dopo i 50 anni un maledetto killer silente per il quale la diagnosi viene posta quasi sempre allo stadio IIIB o IIIC secondo la FIGO!
Da questo tumore, se aggredito chirurgicamente in fase iniziale, si può GUARIRE: serve una stretta sorveglianza medica e nel caso di accertata mutazione genetica la Ovaro Isterectomia, che come già affermato riduce l'incidenza del 95%. Resta un 5% di rischio per Cr peritoneale primitivo, che può svilupparsi nonostante tutto a motivo della mesesima derivazione embriogenetica del mesotelio peritoneale e dell'epitelio ovarico.
Infine la informo che vi è un nuova combinazione di esami ematochimici, che devono essere PRESCRITTI SOLO dal ginecologo, il cui acronimo è R.O.M.A. test, approvato nel 2011 dalla FDA in USA, che attraverso un algoritmo calcolato dosando il CA 125 ed il livello della proteina HE4 fornisce una utile predittività sul rischio di sviluppare un CR epiteliale ovarico.
Spero di esserle stato utile.
Cordialità.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.