Utente 131XXX
Gentili medici,
ho avuto oggi il risultato della mammografia, la prima che ho fatto. Il referto mi pare tutt'altro che rassicurante per cui in attesa delal visita dal senologo vorrei avere un vostro parere. Riporto qui quello che c'è scritto:
Seno denso a struttura fibronodulare e conseguente difficoltà a esprimere un sicuro giudizio diagnostico.
Diffuse microcalcificazioni luerulenti, più evidenti in C-C destra, a sede retroareolare.
Nodulazioni linfonodali ascellari d'ambo i lati.
Indispensabile integrazione ecografica e vista anche la familiarità (una mia zia materna ha avuto un tumore al seno), approfondimento con esame RM.

Riporto anche il risultato dell'ultima ecografia, che risale a 7 mesi fa:

Ecostruttura mammaria a prevalenza ghiandolare.
Plurime microcisti sparse bilaterali, la maggiore a sinistra ... [non leggo la scrittura] 9 con dimensioni massime di mm 8,9x2,9 (grappolo cistico),
Adenomegalie reattive ci cavi ascellari bilateralmente.
BIRDAS 2
Tra sei mesi praticare mammografia e tornare a controllo.

Il dottore della ASL dove ho effettuato la mammografia mi ha detto di rifare l'ecografia e in generale che dovrei farla ogni 6 mesi e non ogni anno. Quindi quest'ultima magari ha valore limitato perché risale a 7 mesi fa.
Insomma devo preoccuparmi? Il dottore ha detto che ho un "seno complesso" e che quindi devo fare più controlli.
Vado dal senologo prima di fare gli altri esami (eco, che in ogni caso potrebbe farmi lui, e rm) o è meglio che faccio prima gli esami?
Grazie fin d'ora.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Per poterla tranquillizzare del tutto sarebbe necessario consultare direttamente la documentazione strumentale della quale allega i referti.
Purtroppo non ci sono dettagli sulle caratteristiche delle microcalcificazioni che si vedono meglio alla mammografia piuttosto che alla ecografia.

In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)
e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.

Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/agobiopsia_della_mammella.htm

Tanti saluti
Salvo Catania


Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Utente 131XXX

Gentile dottor Catania,
la ringrazio molto per la risposta. Le uniche indicazioni che trovo sulle caratteristiche delle microcalcificazioni sono "diffuse" e "pulverulente", aggettivo quest'ultimo che cercando on line (lo so non si dovrebbe) non mi pare molto positivo. Forse mancano altre indicazioni perché, come il referto stesso dice e come mi ha ripetuto il dottore della asl, la lastra non è tanto "trasparente" perché il seno è denso. O no?
In ogni caso per il momento come accertamenti mi sono stati indicati ecografia e rm, lei dice che è il caso di fare anche questo tipo di biopsia che ha citato? O dipende dal risultato degli altri due esami? E mi chiedo anche la rm è utile in un caso del genere? Sarà in grado di dare qualche caratteristica in più delle microcalcificazioni? (E' un esame che mi spaventa un po' perché ho paura di sentirmi oppressa in quello spazio così stretto...).
Grazie ancora.

[#3] dopo  
Utente 131XXX

Aggiungo solo che mi sono accorta adesso che nel primo messaggio, nel copiare il referto, ho digitato (non so davvero come mai) "luerulenti" invece che "pulverulenti", annullando così l'unica indicazione presente per descrivere le microcalcificazioni. Con la parola giusta cambia qualcosa?

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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http://www.senosalvo.com/approfondimenti/quando_perche_fare_RMM.htm
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[#5] dopo  
Utente 131XXX

Grazie, dottore. Non nego di essere molto in ansia. In ogni caso aspetto la visita senologica, che ho fra qualche giorno, prima di fare altri esami. Giusto?

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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[#7] dopo  
Utente 131XXX

Gentile dottore,
volevo aggiornarla sulla situazione. Ho effettuato la visita senologica e l'ecografia, che ha evidenziato solo delle cisti e i linfonodi ingrossati.
Le riporto il referto:
Mammelle dense a struttura fibroghiandolare. Qualche microformazione asonica di tipo cistico in ambo i lati. Linfoadenomegalia ascellare sin. di mm 20 e multiple a destra (max 12 mm). Per quanto consentito dalla metodica non si rilevano lesioni infiltranti.

Il dottore mi ha detto che posso stare tranquilla. Ha guardato la mammografia e mi ha detto (o almeno così ho capito) di non vederci niente di anormale. In ogni caso mi ha consigliato di fare comunque per sicurezza la RM.

D'altro canto leggo su internet che comunque l'ecografia non vede le microcalcificazioni. E al di là di questo mi stupisce la tanto diversa interpretazione dello stesso referto.

Lei che ne pensa?
E i linfonodi ingrossati significano qualcosa? Erano ingrossati anche nella precedente ecografia. E anche quelli del collo lo sono spesso da molti anni.
Grazie ancora e mi scusi per la lunghezza, spero non eccessiva, del messaggio.

[#8] dopo  
Dr. Salvo Catania

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[#9] dopo  
Utente 131XXX

Gentile dottore,
ecco il referto della rm:

"Esame eseguito con paziente prona, strati sottili e sequenze FSEfs T2 pesate secondo piani assiali, sequenze GEfs 3D basali e in dinamica secondo piani assiali, sequenze FSEfs T1 pesate basali e tardive secondo piani assiali e coronali. Valutazione delle curve I/T e MIP.
Modico ispessimento delle strutture duttali retroareolari.
Bilateralmente qualche zolla di parenchima ghiandolare a maggiore enhancement contrastografico con curve I/T di tipo I, indicative di assenza di neoangiogenesi.
In considerazione del dato mammografico, a giudizio clinico l'opportunità di ulteriori approfondimenti diagnostici.
Qualche linfonodo in sede ascellare."

Sono molto in ansia. Ho parlato al telefono con lo specialista che mi ha visitata, che mi ha detto che posso limitarmi a fare un controllo ecografico fra sei mesi ed eventualmente, dopo l'ecografia, rifare mammografia.
Lei che ne pensa? E' sufficiente? Perché nel referto parlano di "ulteriori approfondimenti diagnostici"?
Grazie fin d'ora

[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania

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E cos'altro vorrebbe fare dopo la Risonanza e >>volevo aggiornarla sulla situazione. Ho effettuato la visita senologica e l'ecografia, che ha evidenziato solo delle cisti e i linfonodi ingrossati.>>

I linfonodi hanno caratteristiche reattive e quindi non ci pensi più
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[#11] dopo  
Utente 131XXX

Grazie mille, non sa quanto la sua risposta mi rassicuri.
Ero preoccupata non solo per il linfonodi (che comunque non capisco perché qualsiasi esame io faccia risultino sempre ingrossati), ma anche per quei "Modico ispessimento delle strutture duttali retroareolari" e "zolla di parenchima ghiandolare a maggiore enhancement ". E poi per il fatto che il medico che ha firmato il referto della RM, pur avendo visto i referti di mammografia ed ecografia, suggerisse "ulteriori approfondimenti diagnostici".
Grazie ancora a lei e a questo sito che offre un servizio davvero utile.

[#12] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Francamente io non conosco ulteriori approfondimenti diagnostici dopo Visita-Ecografia-Mammografia- Risonanza Magnetica
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