Utente 415XXX
Buongiorno a tutti

scrivo qui per mia madre, 58 anni. Premetto che mia nonna materna circa alla stessa età di mia mamma subì una mastectomia al seno destro. Io ho 34 anni e due anni fa sempre al seno destro ho asportato un fibroadenoma, con esito bioptico che parlava di adenosi sclerosante complessa. Due giorni fa mia madre effettua mammografia di controllo, prima di questo esame ha eseguito due anni fa una risonanza magnetica con mdc perchè dalla precedente mammografia vi erano dei dubbi in merito a delle calcificazioni. La RM consigliava un controllo mammografico a sei mesi invece mia mamma ha ben pensato di far passare due anni. Comunque il referto della mammografia di due giorni fa dice questo:

L'esame mammografico odierno mostra ghiandole mammarie a dominanza della componente parenchimale disposta in forma fibrosa e nodulare associata. Nel QII di destra si apprezza la presenza di alcune microcalcificazioni a morfologia, dimensioni e densità eterogenea, che si estendono per circa 2,5 cm. Altre microcalcificazioni, con le medesime caratteristiche morfologiche, si osservano tra i quadranti interni, omolateralmente. Le particelle calcifiche appaiono lievemente aumentate di numero rispetto ad un precedente esame in visione. Appare necessario caratterizzazione istologica tramite biopsia percutanea sotto guida mammografica con tomosintesi per stabilire la corretta strategia terapeutica o di follow up. Non sembrano riconoscersi elemnti radiologici di sospetto nè microcalcificazioni atipiche a sinistra. Presenza di alcune calcificazioni vascolari da ambo i lati. In relazione alla disomogeneità ed alla elevata densità mammografica è necessaria integrazione diagnostica con esame ecografico per una corretta valutazione strutturale del parenchima.

Dunque, sabato mia madre farà l'ecografia e il 30 giugno la biopsia. Vi scrivo perchè di primo acchitto mi sembra allarmante il fatto dell'eterogeneità delle calcificazioni...sono un'infermiera. Ho davvero paura. Grazie a tutti.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Comprenderà bene che dovremmo consultare direttamente le immagini per poter interpretare correttamente il significato di "microcalcificazioni eterogene", che quindi dovremmo classificare come DUBBIE (non sospette) e per tale ragione forse è stata richiesta una microbiopsia di approfondimento.

In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)
e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie", “sospette” e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.

Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.
http://www.senosalvo.com/approfondimenti/agobiopsia_della_mammella.htm

Tanti saluti
Salvo Catania

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 415XXX

Grazie mille dottore, si comprendo benissimo ciò che dice. In effetti il referto da solo non specifica bene la natura delle singole calcificazioni. La ringrazio. Ora aspettiamo la biopsia.
Buona giornata