Prostatite cronica e PSA alto: biopsia necessaria?

Buonasera,

Sono un uoma di 55 anni e da oltre 25 anni sono soggetto a piu' riprese ad episodi di prostatiti.

Nel 2012 ho avuto un episodio di prostatite batterica con epididimite, poi superata con 4 settimane di antibiotico.

Negli anni ho imparato a riconoscere i sintomi e so orami con una certa precisione quali siano gli alimenti ch contribuiscono all'insorgere dei sintomi o a farli esacerbare (e sono sempre riuscito negli ultimi anni a controllare tali sintomi fino alla loro remissione, spesso utilizzando solo la Serenoa - Permixion).

Tuttavia, poichè a novembre/dicembre si sono ripresentati i soliti sintomi, e non passando ho effettuato una visita urologica, in seguito alla quale:
- prostata dolente alla palpazione
- assenza di noduli
-dimensioni compatibili con età
Ho quindi effettuato una spermiocultura risultata positiva a citrobacter Koseri e trattata con 3 settimane di Bactrim (2 al giorno) in seguito ad antibiogramma.

Tuttavia i sintomi non sono passati anzi ultimamente sono diventati piu' fastidiosi (soprattutto nicturia e fastidio al basso ventre).

Ora, a breve ripetero' spermiocultura e successivamente dovrei anche effettuare esame sangue per PSA totale e libero, ha senso effettuare esame per PSA già sapendo che avendo prostatite, sarà verosimilmente piu' alto del normale?

Non vorrei che se dovesse uscire un PSA piu' alto mi facessero fare biopsia... per niente
Si puo' capire da esame psa libero e totale se si tratta di prostatite oppure di altro?

Vista la mia storia pregressa di ripetuti episodi di prostatiti, vista la " negatività " all'esplorazione rettale (assenza di noduli) e la positività a citrobacter Koseri si possono ragionevolmente escludere altre problematiche piu' serie?


Grazie

Cordiali saluti
Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
In genere la positività della spermiocoltura al Citrobacter ed alti mico-organismi - atipici - viene considerata come risultato di una contaminazione esterna da parte di batteri che colonizzano superficialmente l'area ano-genitale. In assenza di febbre ed altre evidenti complicazioni, in genere non si consiglia la terapia antibiotica, per non indurre resistenze ed eccessivi squilibri della preziosa flora batterica intestinale (microbiòta). D'altronde, buona parte delle prostatiti ad andamento cronico non hanno, ovvero non hanno piùuna causa infettiva individuabile.
Al di là di questo, diremmo che in un momento di particolare recrudescenza dei sintomi infiammatori non sia il caso di eseguire il PSA, a meno che alla visita diretta si manifestino dei franchi sospetti, non ci pare il suo caso. L'esame può essere dunque rinviato di qualche mese ad alreo momento ed il risultato comunque valutato con bun senso, alla luce della storia clinica.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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Buonasera, la ringrazio per la celere risposta.
Quindi, se l’antibiotico non è la soluzione giusta ma i sintomi persistono ( probabilmente compatibili con una forma cronica ) , come mi consiglia di procedere, e’ sufficiente il permixion ?
C’è’ la possibilità che l’antibiotico indicato ( dal medico ) non fosse qlo migliore possibile ( pur essendo incluso nell’antibiogramma allegato ed indicato come Sensibile ma con valori di MIC alti e più vicini al Breakpoint di altri ) .
Altrimenti dovrei praticamente aspettare che passi da sola .
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.7k 2k
A distanza non è ovviamente possibile dare delle indicazioni precise. In linea di massiama noi sempre affermiamo che:
- gli integratori alimentari come l'estratto di palma nana (serenoa repens) nelle sue combinazioni più varie e fantasiose hanno un'efficacia assolutamente variabile ed imprevedibile, ma la sostanziale assenza di effetti collaterali ne rende molto popolare l'assunzione, anche per auto-prescrizione;
- più di farmaci ed integratori, sono quasi sempre essenziali le attenzioni dirette allo stile di vita, i cui elementi principali (alimentazione, idratazione, funazione intestinale, attività fisica ed attività sessuale) devono essee indirizzati ad una ragionevole regolarità.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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