Esito citologico urine in diagnosi di polipo vescicale

Buongiorno,
lo scorso 13 gennaio ematuria, il 19 tramite ecografia addome riscontrato polipo vescicale sessile di 13x16 mm.
Sono attualmente in attesa di ricovero per intervento TURB di asportazione + contemporanea riduzione volume prostata.
Oggi ho ritirato l'esame citologico delle urine e questo è il risultato:

Data del prelievo: 21/ 01/2O26.

Notizie cliniche:
Ematuria.

Materiale inviato:
A) Urina 1" campione.

B) Urina 2" campione.

C) Urina 3" campione
Descrizione macroscopica:
Pervenuti 3 campioni di urine in fissativo, che si processano con Thin-Prep.

Descrizione microscopica:
cristalli di ossalato di calcio monoidrato ++
flora batterica +
istiociti +
emazie rare
granulociti neutrofili ++
cellule pavimentose +
cellule uroteliali++, in parte con Iievi alterazioni riferibili in prima ipotesi a fenomeni reattivi
GIUDIZIO DIAGNOSTICO:
MODIFICAZIONI CELLULARI REATTIVE IN CONTESTO DI CRISTALLI.

Utile ricontrollo previa esclusione di calcolosi.


Alla luce di questo referto cosa significa "cellule uroteliali++, in parte con Iievi alterazioni riferibili in prima ipotesi a fenomeni reattivi" e in maiuscolo "MODIFICAZIONI CELLULARI REATTIVE IN CONTESTO DI CRISTALLI"?

Significa che non sono state rilevati, e quindi si possono escludere, elementi o cellule atipiche/indifferenziate (e quindi di natura tumorale) riconducibili alla tipologia più o meno "maligna" che ancora non conosco (ma che saprò solo dopo intervento) del polipo stesso?
Insomma... è un referto rassicurante in tal senso?

Grazie.
Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
Se vi è già una diagnosi ecografica od endoscopica di piccola neoformazione vescicale, la citologia urinaria è un esame sostanzialmente inutile. Questo esame ha comunque una scarsa specificità e sensibilità, viene ancora utilizzato come supporto generico alla diagnosi, ma di per sé è molto difficile che assuma un significato decisivo.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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Grazie per la sua risposta, Dottore. Quindi devo dedurre che questo esito sia poco significativo e che, comunque, non garantisca che elementi atipici o indifferenziati riconducibili alla neoformazione possano invece essere presenti nel campione di urine esaminato... anche se mi pare buona cosa il fatto che, comunque, non ne siano stati individuati... nel qual caso, penso, sarebbe stato peggio, o sbaglio?
Grazie ancora, Dottore.
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Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
E' abbastanza raro trovare una citologia francamente positiva e questo avviene perlopiù per neoformazioni vescicali voluminose e ad atteggiamento aggressivo.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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La ringrazio per le sue preziose risposte, ora sono un po' più tranquillo, grazie ancora Dottore!
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Buongiorno Dottore, approfitto ancora della sua gentile disponibilità per una domanda: questo polipo vescicale (che lei stesso definisce di piccole dimensioni) mi è stato diagnosticato tramite semplice ecografia dal radiologo che me l'ha effettuata, dopodichè l'urologo cui l'ho mostrata e che è quello che dovrà fare l'intervento di rimozione, ha letto il testo del referto ecografico ma non ha fatto gran caso, dandoci solo una rapidissima occhiata, alle immagini ecografiche allegate considerando unicamente il testo: ora io, da profano, mi sono posto una domanda, ossia... essendo questo polipo piuttosto piccolo e refertato tramite ecografia (che non mi pare, sempre da profano che sono, un esame disgnostico dei più "nitidi" e particolareggiati rispetto a risonanze o tac) e non avendo l'urologo ritenuto necessario effettuare nessun altro esame per immagini più approfondito o specifico per avere l'assoluta certezza e conferma che si tratti proprio di una neoformazione... in casi come questo non c'è il rischio (pur senza voler mettere in dubbio le competenze sia del radiologo che dell'urologo, sia chiaro) che invece che una neoformazione possa trattarsi di tutt'altro e che questa errata valutazione la si scopra poi solo a intervento in corso? Ci sono altre patologie endovescicali che potrebbero, a fronte di una semplice e unica ecografia, ingannare i medici specialisti, sia radiologi che urologi, ed essere scambiate per un polipo (nel mio caso NON peduncolato)? Lei, personalmente, a fronte di un semplice ed UNICO referto ecografico di questo genere procederebbe senza avere dubbi sulla sicura natura della patologia refertata dal collega radiologo oppure prescriverebbe almeno un altro esame per immagini di livello siperiore per averne la certezza assoluta? Mi scusi se mi sono dilungato ma volevo spiegarle bene i miei timori... che spero ingiustificati. Grazie ancora Dottore, le auguro una buona giornata.
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Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
In medicina non esistono certezze ma solo probabilità. L'aspeetto ecografico porta con elevata probabilità alla diagnosi di neoformazione vscicale, che solo l'indagine endoscopica può confermare oltre ogni possibile dubbio. Ora sarebbe poco efficiente eseguire una endocopia unicamente diagnostica, se vi fossero posiibilità così elevate di dover far seguire una seconda endoscopia (in anestesia) per la rimozione della neoformazione. Corretto quindi cercare di risolvere tuttto in un tempo unico.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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La ringrazio per la sua risposta Dottore, ho già appuntamento in ospedale per sottopormi ai cosidetti "esami di pre-ricovero" in seguito agli esiti dei quali capirò molte più cose riguardanti la mia patologia e i miei dubbi/timori su di essa.
Grazie ancora per la sua disponibilità. Le auguro una buona serata.
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Buongiorno Dottore, ho la data del ricovero e dell'intervento di TURB, il prossimo 19 febbraio: le chiedo, approfittando ancora della sua cortesia, per quanto tempo mediamente, se non ci sono complicazioni, si deve tenere il catetere dopo l'intervento (parlo di sola TURB senza contemporanea riduzione della prostata come invece prospettato inizialmente dall'Urologo), se il catetere, a giudizio del medico, dovrà essere tenuto anche a casa e, soprattutto, se la sua rimozione è dolorosa e quali rischi potrebbe comportare se la manovra di estrazione non andasse a buon fine, insomma... può succedere che non si riesca a sfilare correttamente e del tutto il catetere o rimanga bloccato in vescica/uretra? E in quel caso cosa succede? Se invece tutto va bene quanto è frequente una successiva stenosi uretrale da irritazione? Mi scusi se le faccio queste domande ma non sono mai stati cateterizzato in vita mia...
Grazie ancora, Dottore.
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Dr. Paolo Piana Urologo 51k 2k
Dopo la resezione di una neoformazione di piccole-medie dimensioni, il catetere viene mantenuto in sede per 24 ore. Talora per piccole neoformazioni viene già rimosso alla completa risoluzione dell'anestesia spinale, nein trattamenti in ospedalizzazione diurna.
A tutto il resto non ci deve neanche pensare.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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Grazie ancora Dottor Piana per le sue sempre gentili e precise risposte ai miei mille quesiti e alle mie paure. Le auguro una buona giornata.
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