Utente 368XXX
Dopo più di tre mesi di terapia con alfalitici (terazosina)per sospetta IPB, dopo una ecografia vescicale che ha evidenziato un residuo post minzionale di ml1500, venerdì il mio urologo mi ha fatto fare la cistografiaretrograda con fase minzionale: e' stato un disastro, la vescica risulta enorme, sformata con pareti omogenee ma ispessite, non risultano dilatazioni dell'uretere, una volta riempita la vescica con liquido di contrasto, tolto il catetere non riuscivo a urinare e non avevo lo stimolo! ( con almeno un litro di liquido in vescica!), sono terrorizzato! L'urologo lo sento lunedì ma mi è sembrato di capire che sono un caso unico! Mi è stato detto che Vesciche come la mia si vedono nei novantenni con IPB, io ho solo 48 anni e non ho mai avuto problemi del genere.
Può essere che sia vescica neurologica?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
è vero, la causa più comune di ritenzione urinaria importante è l'ingrossamento prostatico, ma alla sua età è quasi impossibile che questo accada. Pertanto è necessario indagare oltre, nei modi più opportuni che ogni buon specialsita conosce. Ma prima di tutto ci pare ovvio che lei non possa rimanere ancora a lungo con una vescica così distesa, pertanto sarebbe senz'altro consigliabile inserire nuovamente il catetere e mantenerlo in sede almeno fino a quando la situazione non sarà stata meglio definita. Le consigliamo dunque di rivolgersi con sollecitudine al pronto soccorso di un grande ospedale dove esista una guardia urologica attiva.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 368XXX

Quando ho fatto la cistografia in ospedale, anche se facevo fatica a urinare subito, mi hanno lasciato andare, successivamente ho ripreso a urinare, ma sicuramente non mi svuoto completamente, su consiglio dell'urologo e del radiologo mi sforzo per svuotarmi il più possibile, dopo la cistografia però mi è tornata probabilmente un'infezione, le urine sono torbide e hanno un pessimo odore anche se non ho bruciori o dolori, sto prendendo gli antibiotici prescritti dal mio medico, lunedì dovrei vedermi con l'urologo che mi segue per decidere il da farsi.
Vi chiedo, come si può portare il catetere fisso? Dovrò prendere antibiotici per una vita, e rinunciare a una vita normale?
Ho letto di cateterismo a intermittenza, in cosa consiste?
Si può intervenire chirurgicamente per ridurre il lume vescicale e riportarlo nella norma?
Prima di questo accertamento clinico, a seguito di un trauma nel basso torace per il quale andai al P.S. a fine novembre, mi riscontrarono casualmente una ritenzione acuta di 2800cc, con infezione e febbre alta, catetere 10gg e dimissioni, sino ad oggi alfalitici, ho fatto durante e dopo il ricovero visite neurologiche e neurochirurgiche perché ho un'ernia lombosacrale,schiacciamenti cervicali e lombosacrali, con RSM,TAC e Raggi, finora escluderebbero una causa neuroliga
Non riesco a capire cosa può essermi successo
Non ho alcun altro problema, continuo a fare sport (corsa nuoto e palestra), ho un'attività sessuale normale, e recentemente mi sono sottoposto anche a cure odontoiatriche importanti (estrazioni e impianti) , mi sento in forma, anche se risulta che ho questa vescica così ipotonica, dilatata e sformata, con residuo minzionale alto!..
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non è assolutamente detto che il catetere a permanenza la debba accompagnare a lungo, senz'altro questa sarà una soluzione affatto temporanea in attesa che sia doverosamente posta una diagnosi. Portarsi appresso un ristagno vescicale così cospicuo è francamente pericoloso.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 368XXX

Buongiorno,
Ho ritirato l'esito della cistografia retrograda con fase minzionale, riporta quanto segue:
Non immagini radiopache riferibili a calcoli all'indagine diretta.
La vescica e' marcatamente distesa con sfiancamento della cupola che supera la linea bicresto-iliaca, pareti ispessite e contenuto omogeneo.
In fase minzionale il collo vescicale e l'uretra posteriore sono dorsalizzati e appiattiti.
Il flusso menzionale e' ridotto non permette una corretta valutazione del restante canale uretrale che non presenta alterazioni di rilievo.
Abbondante il residuo post minzionale senza reflussi vescico-ureterali di tipo attivo e/o passivo
Cosa può significare tutto questo? L'urologo che mi segue mi ha anticipato per telefono che bisognerà fare valutazioni su un probabile intervento chirurgico, ma non capisco se è un problema di IPB o altro
Nel frattempo ho avuto un'altra Ivu che sto curando con antibiotici, la minzione adesso è' regolare, delle volte ho anche un "bel getto", anche quando eiaculo...
Sono ormai 4 mesi che prendo la terazosina...
Grazie

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ancora una volta ci lascia piuttosto stupiti il fatto che, a fronte di un residuo vescicale così evidente, lei venga ancora lasciato senza catetere. D'ogni modo, i passi successivi doverosi sono a nostro parere una endoscopia delle basse vie urinarie ed uno studio funzionale (indagine urodinamica). Entrambi questi risultati sono imprescindibili per poter definire in che modo sia opportuno intervenire. Così certamente non può rimanere ancora molto a lungo.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottor Piana,
Ieri il mio urologo era meravigliato del mio ottimo stato di forma malgrado la ritenzione cronica e la vescica dilatata, visualizzando la cistografia retrograda con fase minzionale, mi ha diagnosticato una sclerosi del collo vescicale che molto probabilmente e' congenita, devo comunque fare un'altra indagine, la neurouretroflussometria, a cosa servirà secondo voi? Per escludere lesioni neurologiche?
Mi ha detto che molto probabilmente dovrà operarmi e dopo l'intervento dovrò fare della ginnastica riabilitativa per la vescica,
in cosa consiste? Secondo voi si può recuperare la funzionalità e le dimensioni originarie della vescica con questo intervento e la ginnastica?
Grazie

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La sclerosi del collo vescicale è una delle malformazioni congenite più comuni delle basse vie urinarie. Non sappiamo a cosa lei voglia riferirsi con quel termine, peraltro in una simile condizione è ovviamente opportuno eseguire una flussometria minzionale, o meglio ancora una vera indagine urodinamica. Solo quando si disporrà di tutti gli elementi, si potranno perfezionare le indicazioni ad un eventuale intervento. All'utilità della "ginnastica vescicale" noi sostanzialmente non crediamo, per una serie di motivi che non ci pare qui il caso di discutere. Utile può essere invece la pratica dei cateterismi ad intermittenza. Ripristinando un flusso accettabile, la distensione vescicale tenderà a ridursi, ma molto difficilmente tornerà entro limiti normali. L'entità del residuo vescicale dovrà quindi essere attantamente valutata e gestita per evitare l'insorgenza di complicazioni a lungo termine.
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[#8] dopo  
Utente 368XXX

Gentili Dottori
Giovedì farò la "neuro uretroflussometria", l'urologo che mi segue mi ha detto che probabilmente nell'attesa dell'eventuale intervento forse dovrò mettere il catetere, ma non ho capito e sono terrorizzato, mi chiedo come farò a lavorare e svolgere una vita normale con un catetere a permanenza? Secondo Voi posso comunque guidare e andare in giro? Anche se fosse per un periodo di tempo limitato per me sarebbe un disastro😭
E' possibile secondo Voi eventualmente usare cateteri a intermittenza?
Grazie per i vostra preziosi consigli

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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In un adulto con capacità manuale accettabile, in caso di necessità, la pratica del cateterismo ad intermittenza è certamente di gran lunga più indicata di quello a permanenza. Con una breve fase addestrativa si è generalmente in grado di apprendere la tecnica, che sta tra il semplice ed il banale. Questo semplifica abbastanza dal punto di vista logistico, poiché non vi è necessità di sacche di raccolta. Quello che invece ci permettiamo di sconsigliare vivamente è la pratica del catetere a permanenza tenuto chiuso con un tappo e svuotato periodicamente. Questo, che a prima vista potrebbe sembrare abbastanza semplice, è invece destinato a causare nel tempo quasi certamente problemi e malfunzionamenti di vario tipo.
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 368XXX

Secondo voi quanto tempo dovrò portarlo?
Grazie

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dipende essenzialmente dall'attesa per l'eventuale intervento.
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[#12] dopo  
Utente 368XXX

Dopo l'intervento non dovrò continuare ad usarli per "ristabilizzare" la vescica sfiancata?
Ad ogni modo mi confermate quindi che Il catetere a intermittenza su può usare anche in caso di sclerosi del collo vescicale o IPB ( in attesa dell'intervento)? Normalmente quante volte in 24h bisogna usare il catetere a intermittenza?
Io mi sto facendo seguire da un urologo in "libera professione" ma tutti gli esami clinici li sto facendo presso un policlinico universitario, tramite asl, a chi devo rivolgermi per farmi insegnare come usare il catetere a intermittenza e come si fa ad averli?
Grazie

[#13] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
queste sono domande molto specifiche che possono avere risposte diverse a seconda degli intendimenti dei nostri Colleghi che l'hanno in cura. Noi possiamo darle risposte molto generiche, ma è assolutamente indispensabile che su questi temi lei si confronti con i suoi curanti in modo aperto, completo ed esauriente.
Il cateterismo ad intermittenza può essere usato quasi sempre al posto di quello a permanenza, ma il presupposto è che possa essere autogestito. Questo è il motivo per il quale in soggetti anziani o variamente debilitati non è applicabile. Il numero di cateterismi nella giornata dipende essenzialmente dalla quantità di urine prodotta, considerato che non si dovrebbe evacuare più di 300 cc per cateterismo. Questo mediamente equivale a 4-5 al giorno, considerando un'assunzione di liquidi non eccessivamente elevata. Il nostro Collega certamente saprà indicarle a chi rivolgersi, se non occuparsi lui stesso della breve fase "di istruzione". Nei centri di riferimento vi sono invece spesso degli infermieri particolarmente dedicati a questa formazione.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#14] dopo  
Utente 368XXX

Buongiorno,
Oggi dovevo fare l'esame neuro uroflussodinamico, ma non è stato possibile effettuarlo, mi hanno riscontrato una ritenzione di 1800cc! Oltre l'nfezione e resistenze agli antibiotici risultante dall'urinocoltura
Il mio urologo non c 'era, ma un altro urologo mi ha fatto mettere il catetere a permanenza aperto, dicendomi che devo assol. Portarlo x almeno una settimana per far "riposare la vescica che è troppo distesa e sfiancata" e mi ha dato antib. Fortissimi intramuscolo, dopo di che forse si potrà passare a catetere con tappo, ho provato a chiedere per il cat. A intermittenza, ma mi è stato detto che ho una ritenzione troppo elevata per usarlo!
Sono molto demoralizzato, non so come fare per lavorare e per la mia vita sociale con il catetere e i sacchetti appesi, ho solo 48 anni e ho sempre goduto di ottima salute, sono un grossista di attrezzature per ristoranti e per lavoro giro molto..poi la cosa che più mi preoccupa è che ormai da fine novembre che sono stato ricoverato, ho fatto visite ed esami clinici, ma non ancora nessuno riesce a capire quall'e' il mio problema!
Secondo voi c'è la possibilità anche minima che io sia condannato a portare il "catetere a dimora" per dei mesi o per sempre?
Mi sembra di impazzire!
Grazie tante

[#15] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Che questo provvedimento si rendesse prima o poi necessario l'abbiamo sospettato già all'inizio di questo consulto ed a questo punto più che una scelta è ovvio che si tratti di una assoluta necessità, quantomeno però transitoria. Una volta ricondotta la situazione entro limiti accettabili, che non possano preludere a pericolose complicazioni, si potranno prendere i provvedimenti alternativi di cui abbiamo dettagliatamente discusso in precedenza.
Dr. Paolo Piana
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[#16] dopo  
Utente 368XXX

Buongiorno,
Gentile Dottor Piana, come viene fatto l'intervento per "ostruzione cervicouretrale inveterata"( questa e' la diagnosi che mi hanno fatto), in che percentuale di casi è risolutivo? Lo potrei fare subito o bisogna aspettare che la vescica sfiancata torni un po' nella norma?
Quando mi ricoverarono per ritenzione acuta a fine novembre, mi fecero una TAC con contrasto all'addome, se c'era un tumore alla vescica si sarebbe evidenziato con la TAC o con la cristo grafia retrograda che ho fatto successivamente?
Chiedo queste cose perché l'urologo mi ha detto: " devo operarla per capire cosa c'è .."
Grazie ancora

[#17] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
una volta confermata endoscpicamente la diagnosi in modo definitivo ed inequivocabile, l'intervento eseguito contestualmente e per la stessa via è sostanzialmente banale e consiste perlopiù in 1-2 incisioni logitudinali che vanno ad interrompere l'anello rigido del collo vescicale ristretto, rendendolo più compiacente e maggiormente simile ad un imbuto, come dovrebbe normalmente essere. Questo almeno è l'approccio generico, caso per caso vi può essere l'indicazione ad applicare tecniche diverse, ma che comunue pervengono ad un risultato simile. Diremmo che se la funzione renale è normale (come parrebbe) non sia necessario attendere, compatibilmente con i tempi d'attesa delle strutture pubbliche. Dopo l'intervento, si manterrà il catetere ancora per alcuni giorni, quindi dovranno comunque essere eseguiti i cateterismi ad intermittenza, per un periodo dfficile da prevedere, variabile in funzione della contrattilità residua della sua vescica. Considerati gli esiti della TAC e la sua storia e la sua età, non è verosimile che la causa di questa ostruzione sia tumorale.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#18] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore,
Potrebbe trattarsi di "stenosi dell'uretra posteriore", invece di sclerosi del collo vescicale o IPB ?
Ho letto che la sintomatologia è pressoché la stessa, in tal caso che tipo di intervento viene fatto? E' Più invasivo della
Turp o Tulip?
Grazie

[#19] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le stenosi dell'uretra hanno un aspetto inequivocabile all'indagine radiografica e comunque non ci pare una diagmosi ipotizzabile visto il suo caso e la sua storia.
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[#20] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore,
l'ecografia e la uretrocistoscopia fatte precedentemente avevano evidenziato un adenoma prostatico, e' possibile che io abbia IPB ? O che abbia sia IPB che sclerosi del collo vescicale?
Secondo lei e' possibile che questo sia sufficiente a giustificare l'enorme ritenzione urinaria di cui soffro, o si può ipotizzare che si tratta di un disturbo neurologico?
Grazie tante per la sua pazienza e disponibilità


[#21] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il tipo di ritenzione, con sfiancamento vescicale, alla sua età è assolutamente tipico per una sclerosi del collo vesciacle inveterata. Un simile effetto può averlo anche un ingrossamento prostatico benigno perlopiù di notevoli dimensioni, tipico di un'età almeno due decenni superiore alla sua.
Dr. Paolo Piana
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[#22] dopo  
Utente 368XXX

Buongiorno ,
Da qualche mattina quando mi sveglio trovo un grumo di sangue nella sacca del catetere, questa mattina un po' più grande delle altre ( 1 cm circa), toccandolo dall'esterno, si è subito sfaldato in sangue vivo rosso, secondo Voi può essere? E' preoccupante?
La notte la sacca la tengo attaccata alla coscia, succederà come mi muovo?
Grazie ancora è buona giornata

[#23] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Nel cateterizzato a permanenza è normale riscontrare saltuariamente tracce di sangue o piccoli coaguli nelle urine, questo puó dipendere da numerosi fattori, perlopiú legati allo sfregamento del catetere contro la fragile mucosa delle vie urinarie. Non vi sono ragionevoli provvedimenti da prendere. Ricordi solo che se di giorno è ammissibile portare sacche di raccolta a cosciale, nei momenti di riposo e durante il sonno è necessario utilizzare i sacchetti a tubo di raccordo lungo. In ogni caso, lo scarico del catetere deve essere sempre il piú libero e rettilineo possibile.
Dr. Paolo Piana
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[#24] dopo  
Utente 368XXX

Buonasera Dottore,
Oggi ho visto il suo collega che mi ha in cura, finalmente dopo due settimane di "catetere permanente aperto" mi ha detto di togliere i sacchetti, di usare il tappo e svuotarmi ogni due ore, mentre la notte dovrò continuare a collegare il catetere alla sacca.
Mi ha detto che mi dovrà operare attraverso l'uretra asportando un po' di tessuto della prostata che comprime l'uretra e anche una porzione del collo vescicale. L'intervento sarà tra un paio di mesi, nel frattempo dovrò portare il catetere con il tappo e fare indagini "manometriche" sulla vescica per capire lo stato di funzionalità visto che è troppo dilatata ( 2 litri di ritenzione cronica!).
Mi ha avvisato che molto probabilmente con l'intervento perderò l'eiaculazione e si è mostrato ottimista sul recupero della funzionalità della mia vescica perché tutto sommato sono ancora giovane e in buona salute.
Sono in ansia, Mi conferma anche Lei che l'eiaculazione viene persa con questo tipo di intervento?
Anche la mia virilità ed erezione potrebbero risentire dell'intervento?
Infine Le chiedo, se la funzionalità della vescica risulterebbe compromessa, dovrò fare autocateterismi per sempre?
La ringrazio e saluto cordialmente

[#25] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
in verità, la prassi del catetere "tappato" non ci ha mai visto favorevoli per tutta una serie di motivi. E' pur vero che si tratta di una notevole semplificazione per chi conduce una vita attiva, unicamente le raccomandiamo di non lasciar mai distendere troppo la vescica e continuare a bere moltissima acqua per mantenere le urine più chiare possibile. L'indagine urodinamica va ripetuta, anche se le attuali condizioni di sfiancamento della vescica potrebbero portare a risultati difficili da interpretare. Tutti gli interventi volti ad "allargare" il collo della vescica portano ad una riduzione dell'emissione all'esterno del liquido seminale, per il manifestarsi della "eiaculazione retrograda". L'entità di questa riduzione è molto variabile a caso a caso. Se lei intende ancora generare dei figli, le si consiglierà di provvedere ad un deposito di liquido seminale per il congelamento. D'ogni modo, questo influisce sulla fertilità, ma nn ha alcun altro effetto sul resto dell'attività sessuale. Per quanto alla sua ultima domanda la rimandiamo alla nostra risposta del 25 Aprile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#26] dopo  
Utente 368XXX

Buonasera Dottore,
Sono ormai tre settimane che ho il catetere a permanenza, una con il "tappo", non so per quanto tempo dovrò tenerlo.. Secondo lei se l'intervento è' tra due mesi dovrò portarlo per tutto il periodo o potrò nell'attesa fare autocateterismi?
Ormai mi sono abituato, non mi dà fastidio, riesco a fare tutto, ma non posso avere attività sessuale e questo mi crea molta ansia, soprattutto se penso che devo passare dei mesi in queste condizioni, inoltre mi manca molto anche l'attività fisica, a questo proposito secondo lei potrei andare a fare jogging o nuotare con il catetere "a permanenza"?
La ringrazio e saluto cordialmente

[#27] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Per l'attività fisica forse pitrebbe esser accettabile il nuoto, la corsa diremmo proprio no. Il passaggio agli autocateterismi diremmo potrebbe essere preso in considerazione in questa fase, ne parli con il suo urologo di riferimento.
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[#28] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore,
Il suo collega che mi segue stamane mi ha detto che per essere sicuro di farmi l'intervento prima devo rifare l'esame urodinamico (già prenotato tra due settimane), deciderà se operarmi o meno in base all'esito, mi ha consigliato vivamente di tenere ancora il catetere a permanenze (con il tappo).
Sinceramente non capisco più nulla..Se dall'urodinamica dovesse risultare una "ipoattivita detursionale", il problema come si risolve senza l'intervento sulla prostata e collo vescicale? O forse non ha soluzioni?
Dovrò usare cateteri tutta la vita?
Grazie ancora
Le Auguro una Buona serata

[#29] dopo  
Utente 368XXX

Gentili Dottori,
In aprile ho ripetuto l'esame Urodinamico, che ha confermato la dilatazione della vescica e l'ipocontrattilita..Dopo due mesi e mezzo di catetere a permanenza ( con il tappo di giorno svuotando ogni due ore e aperto di notte..), i primi di luglio ho ripetuto anche la cistografia retrograda con fase minzionale, con sommo piacere a soli circa 500cc di riempimento sentivo lo stimolo, mi hanno tolto il catetere e, anche se a fatica con torchio addominale e con flusso "filiforme", sono riuscito in più riprese a svuotare completamente la vescica, e' stata quindi definitivamente confermata la diagnosi di ostruzione cervici uretraria inveterata, non divuta a IPB in quanto la prostata risulta piccola e ipertrofica in linea con la mia età, e la vescica sembra che si sia ridotta nello sfiancamento e dimensioni, non sono presenti diverticoli e reflussi attivi o passivi sui reni
Da allora sto facendo 4 cateterismi al giorno in previsione dell'intervento a metà settembre
La mia qualità di vita è decisamente migliorata, ma ho notato che quando mi cateterizzo ho un forte stimolo quando ho una quantità di circa 5/600cc e comunque per urinare da solo devo sforzarmi molto, altrimenti non avverto stimoli, poi la quantità di urina ad ogni cateterismo varia molto, delle volte solo 150cc, altre ( soprattutto la mattina e pomeriggio) 5/600cc
Secondo voi e'normale? Delle volte temo di aver sbagliato la manovra di cateterismo e di non essermi svuotato totalmente..
Vi chiedo anche secondo la vostra esperienza che probabilità posso avere per recuperare una buona funzionalità vescicale dopo l'intervento turp
Vi ringrazio di cuore

[#30] dopo  
Dr. Paolo Piana

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È impossibile prevedere ora se con la rimozione dell'ostruzione lei riuscirà a svuotare in modo accettabile la vescica, d'ogni modo le dobbiamo fin d'ora dire che il risultato non si potrà giudicare che dopo almeno 2-3 mesi. Nel frattempo lei dovrà proseguire con i cateterismi, verosimilmente in minor numero rispetto ad oggi. In un periodo così caldo è comunque difficile valutare il bilancio dei liquidi, che possono essre condizionati da una sudorazione più o meno importante, anche se inavvertita. Ci aggiorni dopo l'intervento, se lo desidera.
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[#31] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore
Martedì scorso finalmente sono stato operato di TURP, con rimozione di adenoma prostatico di piccole/medie dimensioni, l'operazione è andata bene, in anestesia totale (su mia richiesta) venerdì mi hanno tolto il catetere e ho fatto urine sufficientemente chiare senza problemi, dopo l'ultima minzione di circa 500cc, sempre su mia richiesta, con mia grande sofferenza mi hanno inserito di nuovo un catetere monouso (di quelli che ho usato negli ultimi mesi x autocateterismo) e hanno rilevato un residuo post minzionale di 140cc, mi hanno rassicurato che ciò era dovuto all'edema post intervento, mi hanno dato solo antibiotici da prendere x 5 giorni e mi hanno dimesso.
Comunque io da allora riesco a urinare da solo e il getto dell'urina è notevoe, ma devo spingere facendo torchio addominale, sto espellendo all'incirca la stessa quantità di urina giornaliera che espellevo con i cateterismi (la continuo a misurare), ma il mio grosso timore è che non si riformi il residuo cronico senza che io me ne accorga.
A fine mese ritiro l'esame istologico, secondo voi è il caso che mi faccia di nuovo un controllo per vedere se devo continuare ad aiutarmi con i cateteri?
È normale che per svuotarmi debba ancora fare del torchio addominale pur non essendoci più l'ostruzione e avendo un getto buono?
Ringrazio e porgo cordiali saluti

[#32] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se lei continua ad assumere all'incirca la stessa quantità di liquidi e raccoglie un volume comparabile di urine con un getto che lei definisce "notevole", si può indirettamente dedurre che non si stia instaurando un residuo. D'ogni modo, considerati i precedenti, sarebbe a nostro avviso saggio controllare magari in ecografia piuttosto che con il cateterismo, diremmo una volta entro le prosime due settimane.
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[#33] dopo  
Utente 368XXX

Il fatto che per urinare devo comunque spingere e fare torchio addominale può significare qualcosa?
Per quanto tempo di solito continuano le perdite ematiche e bruciori?
Grazie

[#34] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dopo qualsiasi intervento disostruttivo sulle vie urinari, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, una discreta stabilizzazione è da attendresi in media non prima delle 6 settimane. Pertanto non è ancora questo il momento per giudicare la qualità della minzione. Gradualmente, potrebbe anche sentire di meno la necessità di attivare il torchio addominale per urinare.
Dr. Paolo Piana
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[#35] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore,
Sono ormai passati quasi 20 giorni dall'intervento di TURP
Riesco ad urinare senza difficoltà e da un paio di giorni ho anche meno sangue nelle urine, prima mi usciva sempre, soprattutto all'inizio della minzione, ho però un po di bruciore, prima e dopo la minzione, inoltre oggi ho notato che il meato uretrale è infiammato e un po' gonfio,di cosa potrebbe trattarsi? Secondo lei posso mettere un po di gentalyn oppure cosa mi consiglia per sfiammare la zona?
Grazie infinite e buona serata

[#36] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Come le abbiamo già scritto, si può pensare che dopo 3 setimane il percosro di stabilizzazione sia giunto a metà strada. Vi sono ovviamente delle variazioni soggettive, ma i 40 giorni costituiscono la tempistica media più frequente. Arrossamento e gonfiore non vogliono necessariamente dire infezione, anzi, è assai poco probabile che lo sia. Pertanto eviti gli antibiotici ed applichi solo un po' di ... pazienza. E' molto probabile che anche questa manifestazione tenda a risolversi gradualmente nel prossimo futuro.
Dr. Paolo Piana
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[#37] dopo  
Utente 368XXX

Gentile Dottore
Ieri dopo un mese e mezzo dall'intervento lo specialista che mi ha in cura mi ha visitato, ho avuto un un infezione urinaria da E.Coli e ho preso la cifloxacina, alla palpazione la prostata (quello che ne rimane..)è riultata non ingrossata e la vescica svuotata, in effetti io adesso urino normalmente e avveroto lo stimolo, l'unica cosa che mi rammarica è la "retroeiaculazione" inoltre dopo l'orgasmo ho dolore a livello perineale che si irradia nell'uretra, e' normale? Mi passera'?
Quello che però mi ha sorpreso e'' che il dottore mi ha detto che io in effetti non avevo una ipb, bensì un'infiammazione cronica della prostata, questo ha provocato un'ostruzione tale da impedirmi di urinare ed è stato inevitabile intervenire chirurgicamente. Tutto ciò risulta anche dal l'esame istologico che parla di tessuto prostatico altamente infiammato
Chiedo un Vs parere a riguardo
Cordiali saluti

[#38] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'eiaculazione retrograda è l'inevitabile effetto di una buona disostruzione, interventi prudenti e limitati, indirizzati a preservare l'eiaculazione portano molto spesso a risultati parziali od addirittura insuccessi dal punto di vista idraulico. Con pazienti di giovane età talora si è costretti a scendere a compromessi, diremmo che alla sua età la fertilità non dovrebbe più esssere una priorità assoluta. Considerando anche il fatto che con le attuali tecniche raffinatissime della fecondazione artificiale, gli spermatozoi possono essere comunque recuperati in qualche modo. Diremmo che i disturbi legati all'eiaculazione siano ancora una "coda" della stabilizzazione, quindi destinati a svanire gradualmente nel corso dei prossimi mesi. Che lei non fosse portatore di un ingrossamento prostatico tipico noi modestamente lo affermammo già nel nostro primo contributo del Marzo scorso, diremmo che l'esame istologico non poteva che confermare. Non è comunque quasi mai la "prostatite" ad ostruire di per sè, ma una base di rigidità congenita delle strutture anatomiche, cui si sovrappone nel tempo l'infiammazione.
Dr. Paolo Piana
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[#39] dopo  
Utente 368XXX

Sono trascorsi quasi quattro mesi dalla TURP
La settimana scorsa ho fatto una flussimetria e eco alla prostata presso il reparto dove mi hanno operato. Mi era stato detto di andare con vescica piena, ho bevuto un litro d'acqua nelle due ore precedenti, e quando mi hanno fatto urinare ho fatto più di un litro di urina!
Fortunatamente dall'ecografia non è stato evidenziato R.P.M., ma il dottore che mi ha visitato mi ha detto che la vescica difficilmente tornerà come prima e che rper ora riesco a svuotare grazie alla disostruzione e al torchio addominale, ma purtroppo mi ha detto che in futuro potrei non riuscirci neanche col torchio addominale e in tal caso dovrei tornare ad aiutarmi con i cateteri!
Mi ha consigliato di fare l'esame del R.P.M.una volta ogni anni
Altra cosa che ho notato:
Ultimamente dopo i rapporti sessuali non vedo più tracce di sperma neanche nell'urina dopo il rapporto, cosa significa questo?
Ringrazio per i vostri sempre gentili e preziosi pareri e suggerimenti
Buonasera

[#40] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Per comprendere la reale contrattilità della sua vescica (al netto del torchio addominale) bisognerebbe ripetere l'indagine urodinamica. Diciamo che in assenza di ristagno post minzionale per il momento ci si potrebbe anche accontentare, a patto che lei non accusi disagio particolare nell'urinare. D'ogni modo, abbia pazienza, ma il ristagno ecografico dovrà essere valutato spesso, diremmo ogni sei mesi massimo. Per quanto riguarda il liquido seminale, l'aspetto visibile dell'urina ha scarso significato, basta eseguire un semplice esame delle urine per togliersi la curiosità.
Dr. Paolo Piana
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[#41] dopo  
Utente 368XXX



Gentili Dottori Buonasera
Lo scorso novembre a distanza di un anno dall'intervento Turp, ho fatto l'ecoggrafia vescicale ed è stata di nuovo più che soddisfacente, infatti pur avendo quasi un litro di urina in vescica (perché avevo bevuto tanta acqua e ho dovuto attendere più di un'ora ed l'esame!), ho svuotato completamente con un forte stimolo e senza grossa fatica. Il dottore che mi ha operato dice che sono guarito perfettamente e che devo solo ricordarmi di urinare ogni due ore (anche se non ho stimolo, per non far riempire molto la vescica) e fare un controllo ecografico e visita una volta all'anno. Ma il mio problema adesso è un altro, mi succede che a volte, pur sentendo eccitazione sessuale, con una erezione discreta, durante il rapporto questa diminuisce e non riesco a concludere...oppure arrivo all'orgasmo che però e decisamente di intensità nettamente minore rispetto a prima dell'intervento, altre volte pur avendo desiderio non ho una buona erezione subito, e poi una volta ottenuta l'erezione, non riesco ad arrivare all'orgasmo!
Secondo voi è normale dopo la Turp? Dipende dai miei 50 anni? Devo fare un controllo più approfondito?
Ringrazio per l'attenzione e saluto cordialmente

[#42] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'unica manifestazione della sfera sessuale che può essere condizionata dall'intervento disostruttivo è l'eiaculazione, tutto il resto (desiderio, sensibilità, erezione), non può avere legami diretti. Pertanto se c'è qualcosa di non soddisfacente, questo dovrà essere valutato separatamente da uno specialista competente.
Dr. Paolo Piana
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[#43] dopo  
Utente 368XXX

Grazie Dottor Piana
Quale specialista mi consiglia? Un urologo non è anche andrologo?
Cordialità

[#44] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le specialità sono diverse, diciamo che i disturbi della sfera sessuale sono trattati dagli andrologi (posto che non vi siano indicazioni operative, come quasi sempre accade), oppure anche dagli urologi che si occupano anche di andrologia, quindi non tutti, ovvero non tutti con pari competenza.
Dr. Paolo Piana
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