Utente 385XXX
Gentili Dottori, a gennaio dell'anno scorso ho avuto un episodio di cistite emorragica, per il quale il mio medico mi ha prescritto monuril. Successivamente per 6 mesi sono stata bene, dopodichè una calda giornata di agosto dopo una giornata all'aperto, al mio rientro ho iniziato ad avere dei bruciori. Allora ho bevuto parecchio e assunto fermenti lattici con cranberry, ma il giorno dopo ho presentato nuovamente cistite emorragica. In quella circostanza monuril ha diminuito il problema per meno di una settimana dopodichè ho avuto nuovamente sintomatologia emorragica e mi è stato prescritta ciprofloxacina per una settimana 250x2cps/gg. Non sono più guarita, dopo pochissimi giorni ho iniziato a stare male di nuovo (nonostante circa 5 litri di acqua al giorno e assunzione di cranberry e fermenti lattici), con forte disuria mi sono recata nuovamente dal medico che mi ha prescritto levofloxacina. Nel frattempo ero esausta e ho deciso di ordinare del Mannosio, che ho iniziato ad assumere insieme a fermenti lattici una volta terminato l'antibiotico, a seguito di continui episodi di disuria. Dopo alcune settimane di assunzione di mannosio la situazione è migliorata, ma senza passare e, soprattutto la sera, avvertivo fastidi che mi costringevano ad assumere nuovo mannosio prima di coricarmi per riuscire a dormire e svegliarmi sentendomi bene. A dicembre ho ridotto il mannosio perchè stavo finendo la confezione e i dolori hanno iniziato a farsi sentire per sfociare nuovamente in cistite emorragica. Il medico mi ha prescritto 10 giorni di ciproxin 1000, senza risultati: una settimana ed ero da capo, fortunatamente mi era arrivato del nuovo mannosio, che ha alleviato i miei fastidi. Ho deciso di recarmi da un urologo esasperata, dopo aver domandato al mio medico di prescrivermi un esame delle urine per capire di che infezione si trattasse, dal momento che lui ha sempre sospettato la presenza di ceppi di E.coli ma io non ne ero più convinta. Risultato dell'urinocoltura: urine perfette. Ho iniziato a temere anche di aver compromesso il campione perchè ho impiegato circa un'ora nel trasporto o di aver commesso qualche errore o che l'assunzione di mannosio possa aver compromesso in qualche modo la crescita in piastra dei batteri (possibile che siano scomparse tutte le tracce di flogosi?). Insomma a marzo il medico mi prescrive un'ecografia delle vie urinarie perfetta (anche a livello addominale tutto nella norma) e l'urologo che mi prescrive unidrox 1cpsx1 volta a settimana per 2 mesi. Dopo 5 giorni da ogni compressa riprendevano i sintomi (per non parlare del bruciore periuretrale la mattina dopo). Ora il fastidio che presento è diverso, non ho più bruciore durante la minzione, ma prima con anche un continuo fastidio pelvico, oltre ad avere più volte al giorno sensazione una fastidiosa sensazione di tremore. A breve nuova visita da urologo più ginecologa. Vorrei gentilmente avere una vostra opinione in merito e che eventuali altri accertamenti consigliereste.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

sicuramente ci troviamo di fronte ad una infiammazione complessa delle vie urinarie, vescica compresa e qui solo dopo una attenta valutazione clinica diretta potremmo darle una nostra opinione mirata.

Se comunque desidera avere altre notizie più dettagliate su tale problematica urologica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/199-cistiti-ed-uretriti-urina-brucia.html .

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 385XXX

Buongiorno dottore, innanzitutto la ringrazio per la Sua risposta. Vedrò cosa mi dirà il nuovo urologo, sperando magari che voglia farmi effettuare qualche analisi più specifica, al di là di accertamenti ginecologici che preferisco comunque fare, data la situazione che non tende a migliorare. Un tampone uretrale a suo parere potrebbe essere utile visto che dall'urinocoltura non era risultato nulla? Inoltre ho un altro dubbio, riguardante l'assunzione di Mannosio nelle ore precedenti alle analisi. Ovviamente non è nè un antibiotico nè un chemioterapico, ma ho pensato più che altro che il problema che possa aver causato la "scomparsa" dei batteri (che sono pressochè certa essere stati presenti) all'esecuzione dell'urinocoltura possa essere legata ad una "neutralizzazione" degli stessi da parte del Mannosio e che questo tipo di azione ne abbia anche inibito la crescita. La trova un'ipotesi plausibile? Perchè in tal caso, piuttosto, la prossima volta vedrò di star male qualche giorno, evitando l'assunzione dello zucchero, ma di effettuare un esame più corretto!
La ringrazio nuovamente per la Sua disponibilità.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

un tampone uretrale potrebbe essere sicuramente un'indagine utile.

Senta comunque ora anche il suo urologo di riferimento.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta M.D.
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http://www.centrodemetra.com

[#4] dopo  
Utente 385XXX

Salve dottore, le scrivo nuovamente dopo alcuni anni. Purtroppo la mia situazione non è più tornata alla normalità, nonostante varie visite da urologi e ginecologi. Mi hanno già consigliato indicazioni dietetico-comportamentali che seguo alla lettera senza alcun beneficio.
Tre anni fa mi sono stati fatti fare i resguenti tamponi.
Tampone vaginale: esame colturale per gardnerella negativo
Tampone vaginale: Lattobacilli presenti, micetti negativo, batteri negativo
Tampone vaginale: esame microscopico discreta flora lattobacillare
Tampone vaginale: trichomonas vaginalis esame a fresco negativo
Tampone vaginale: ricerca mycoplasmi genito-urinari negativo
Tampone vaginale: esame colturale per neisseria gonorrhoeae negativo
Tampone vaginale:coltura streptococco beta emolitico B (S.agalactiae) negativo

I tamponi li avevo eseguiti dopo circa 10 giorni dal termine dell'assunzione di ciproxin. Può ciò aver alterato il valore di uno di quei parametri? Se si quale di quegli esami mi consiglia di ripetere? Inotre mi chiedevo se non la dicitura corretta non dovrebbe essere tampone cervicale anziché vaginale e, perciò, se non siano da ripetere degli esami di questo tipo (nonostante io abbia avuto un solo fidanzato in vita mia, con il quale ancora sto da tanti anni, e che mi ha detto che sono la prima e unica ragazza con cui ha mai avuto rapporti, per cui dal punto di vista di mst mi sono sempre fidata di lui).

Dopodiché, nuove visite da urologi e ginecologi. Mi fanno fare una citologia urinaria di cui riporto il referto:
Prelievi caratterizzati dalla presenza di materiale amorfo, frammisti al quale si osservano rare emazie, qualche granulocita, numerosi elementi epiteliali di tipo pavimentoso superficiale e rari elementi uroteliali che non evidenziano chiare atipie.
Cosa sarebbe questo materiale amorfo?
A seguito di questo esame vado da un'altro urologo, che decide di farmi ripetere esame urine, urinocoltura con abg, ecografia reno-vescicale e io gli chiedo se non sia il caso di effettuare una cistoscopia e se non fosse il caso di fare un tampone uretrale (del quale avevo già domandato in precedenza ad altri urologi). Mi risponde che se volevo potevo farmela prescrivere dal mio medico di base (la cistoscopia) , però secondo lui era prima il caso di rifare gli esami che mi diceva lui e dopo si sarebbe visto cos'altro fare. Avendo la possibilità di consultare il mio medico di base ogni 2-3 mesi (studio lontano da casa), ho preferito farmela prescrivere subito, insieme a esame urine e ecografia (fine settembre dell'anno 2017) e oltre ad esame urine (inizio ottobre) effettuo un tampone vaginale generico (stesso giorno delle urine) che rileva lo sviluppo di flora microbica saporita.
L'esame urine rileva i seguenti dati:
Colore giallo opalescente
Aspetto opalescente
Peso specifico 1.011
pH 5.00
Proteine 5.00 mg/dL
Emoglobina, glucosio, corpi Chetonici e bilirubina tutti 0 mg/dL
Urobilinogeno 0,2 mg/dL
Nitriti Assenti
Sedimento: eritrociti 4, leucociti 18, cellule squamose 19, cellule non squamose 0, cilindri ialini assenti, filamento di muco assenti, cellule transizioni 0, cellule renali 0, cilindri granulosi assenti, cilindri ialini/granulosi assenti e, infine, BATTERIURIA NUMEROSI/E
Purtroppo l'infermiera dell'ospedale non ha voluto usare il campione che avevo correttamente raccolto in provetta sterile (mitto intermedio delle prime urine del mattino dopo detersione genitali esterni), dicendomi che avrei dovuto urinarie in un bicchiere di plastica e poi travasare nella provetta che mi ha dato lei per fare l'urinocoltura, nel bagno dell'ospedale. Io avevo raggiunto l'ospedale il prima possibile per non alterare il campione, non avevo quasi per nulla urina in vescica e penso che a causa di ciò l'urinocoltura abbia dato ESITO NEGATIVO.
Quali batteri possono dare infezioni delle vie urinarie senza produrre nitriti?

Ho effettuato poi una cistoscopia i cui esiti sono:
Introduzione disagevole di cistoscopio flessibile Olympus 16.5Ch per verosimile uretra ipospadica. Accesso in vescica: vescica normodistensibile e di normale capacità. Osti bilateralmente in sede. Collo vescicale lievemente iperemico. A carico della cupola evidenza di impronta di tipo compressive. A carico del trigono presenza di lieve "cervico-trigonite". Non si segnalano lesioni a carattere endoproliferativo aggettanti nel lume vescicale visualizzabili nei limite di rosoluzione della metodica.
Durante l'esame tra l'altro non mi sono sentita nelle condizioni igieniche migliori, dal momento che l'infermiera con i guanti toccava il tubo dov'era appesa la fisiologica e poi mi ha toccata nelle zone intime per aiutare la dottoressa. Penso che hn comportamento di questo tipo, anche in considerazione dell'invasivita dell'esame, sia particolarmente antigenico.
Ho assunto monuril per due sere di fila come profilassi post-cistoscopia e, per un periodo di un paio di mesi mi sono sentita un poco meglio (non benissimo certo, ma meglio).
Ho eseguito una nuova urinocoltura a due mesi circa dalla cistoscopia in cui, brevemente, alla voce BATTERIURIA l'esito é ASSENTI, e l'esame colturale delle urine da esito sterile con par test negativo, inoltre ho effettuato durante la stessa analisi la coltura delle urine per miceti con risultato negativo (consigliata dall'urologa che mi ha effettuato la cistoscopia).
Riferisco inoltre gli esiti di altri esami urine da me effettuati prima e dopo tale periodo in altri laboratori.
Giugno 2017 esame urine senza urinocoltura:
Colore paglierino
Aspetto sublimpido
Ph 5,8
Peso specifico 1025
Proteine < 15
Glucosio chetoni e bilirubina assenti
Urobilinogeno 0,2
Emoglobina assente
Nitriti assenti
Esame sedimento (40x):
Cellule epiteliali alcune squamose
Leucociti 2-4 c.m.
Emazie: 1-2 c.m. normoconformate
Batteri Alcuni

Quindi anche quì batteri senza nitriti.

Febbraio 2016 (quindi l'anno precedente)
Colore:paglierino
Aspetto: sublimpido
Ph 5,5
Peso specifico 1020
Proteine <15
Glucosio,chetoni e bilirubina assenti
Urobilinogeno 0,2
Emogliobina assente
Nitriti assenti
Esame sedimento (40x):
Cellule epiteliali: rare squamose, rare transizionali
Leucociti 4-6 c.m.
Emazie 1-2 c.m.
Batteri: rari
Filamenti di muco: rari
Urinocoltura: negativa per germi comuni e miceti

Può essere stato il fatto che i batteri risultassero rari a non farli evidenziare nell'urinocoltura? Altrimenti mi consigliate di mettere la ricerca di batteri particolari nelle urine che possano causare questo bruciore e dolore continuo?

Infine novembre 2018 esame urine+urinocoltura+abg in altro laboratorio ancora:
Colore giallo paglierino
Aspetto lievemente torbido
Reazione acida
Densità 1025
Proteine tracce
Glucosio, acetone, pigmenti biliari assenti
Urobilina tracce fisiologiche
Sangue assente
Muco-pus assente
Nitriti assenti
Esame microscopico sedimento:
Cellule epiteliali alcune
Leucociti alcuni isolati e ben conservati
Emazie assenti
Cilindro assenti
Flora microbica scarsa
Cristalli di ossalato, fosfato-triplo, acido urico assenti
Filamenti di muco assenti
Urati amori assenti
Fosfati amorfo assenti
Urinocoltura: sterile dopo 48 h di osservazione pertanto non si esegue antibiogramma

Come mai è segnata una scarsa flora microbica e l'urinocoltura è negativa? Può essere che sia trascorso troppo tempo da quando ho raccolto il campione a quando l'hanno analizzato? Può essere invece che sia definito sterile perché i bateeri erano pochi (ero stata molto peggio I giorni precedenti, perciò ho prenotato l'urinocoltura, ma il giorno in cui mi hanno dato appuntamento stavo meglio).

Ho eseguito a fine novembre 2018, in preda a sintomi dolorosi, una visita uroginecologica nel centro di medicina pelvica di un noto ospedale. Durante la visita il dottore ha rilevato una forte dolorabilità alla palpazione vescicale, sia esterna, sia con visita vaginale. Ha deciso di eseguire una nuova cistoscopia ed esami urodinamici, che però dovrò attendere fino a inizio febbraio per effettuare. Nel frattempo mi ha detto che mi avrebbe dato una cura che mi avrebbe fatta stare meglio: uroial 2 bustine al giorno. In passato avevo provato ialurol soft gels che mi aveva permesso di stare meglio un'estate ed andare in vacanza senza avere episodi acuti di cistite, ma con il solito fastidio di base che si attenua a assumendo d-mannosio. Purtroppo il mannosio ora non mi fa quasi più efeetto da un paio di mesi a questa parte. Anche uroial non ha apportato benefici in realta: sono stata leggermente meglio i primi 5 giorni di assunzione, poi ho avuto un forte peggioramento con bruciore fortissimo che si irradiava a tutta la pelvi. Non sapendo più cosa fare ho assunto monuril 1 bustina (avevo solo quella a disposizione e non resistivo più) che mi aveva dato il mio precedente medico di base, martedì scorso (11 dicembre), dopo che ho tentato di eseguire urinocoltura in hn altro laboratorio privato, ma dopo 2 ore dalla raccolta del campione, essendo ancora in attesa di eseguire l'accettazione, ho deciso di desistere perché ormai il campione non sarebbe stato più valido. Quindi molto sconfortate e con forte dolore ho assunto monuril.
Il monuril non mi ha dato nessun miglioramento purtroppo, e ora continuo ad avere forte dolore e le urine presentano filamenti bianchi al loro interno. Secondo voi cosa può essere? Quanto devo aspettare per poter fare urinocoltura e avere un esito non negativo per l'assunzione di monuril (1 bustina, che comunque non mi ha portato giovamento).
Un'ultima cosa. Ho notato un peggioramento complessivo in concomitanza del fatto che il mio ragazzo aveva un odore particolare a livello del sacco scrotale di cui lui stesso mi aveva riferito (come di fungo se può rendere l'idea), un paio di mesi fa. Cosa poteva essere?
Io non so più cosa fare, a chi rivolgermi. Sono notevolmente depressa da questa situazione in cui nessuno sembra sapermi aiutare e in pochi ci provano veramente. La prego, se può consigliarmi qualche esame particolare da fare (non so, la ricerca di batteri particolari o altro), perché non riesco proprio ad andare avanti in questa situazione. La ringrazio.