Utente 374XXX
Gentili Dottori,

Tre mesi fa mi è stata diagnosticata prostatite acuta. Ho seguito la terapia antibiotica e antinfiammatoria a seguito della quale i fastidi legati al dolore sembrano migliorati di molto (anche grazie a dieta ed attività fisica). Però rimane lo sgocciolamento post minzionale, un forte peso sovrapuberale, e difficoltà a mantenere l'urina.
Ormai sono circa 3 mesi.

La domanda che vorrei porvi è questa: Potrebbe centrare a questo punto non più una prostatite bensì di una ipertrofia prostatica benigna, che va curata forse diversamente? Oppure questo non è tecnicamente possibile per la mia giovane età? (41 anni)

Inoltre vorrei chiedervi una chiara e gentile spiegazione sul fastidio più forte che ho, ossia il peso sovrapuberale all'altezza della vescica (è come se portassi un peso di 10kg sulla vescica): questo fastidioso peso/tensione dipende dal fatto che la prostata tocca e spinge verso l'alto la vescica perché ingrossata? O perché la vescica si riempie molto? O entrambe le cose?
Io so che bisogna bere molto durante la giornata, però a piccoli sorsi. Purtroppo io ho il brutto vizio di fare delle gran bevute esagerate (anche più di un litro) alternate a momenti in cui non bevo. Potrebbe darsi che la vescica diventa subito molto piena e mi fa male per questo? Potrebbe forse da piena toccare di più la prostata infiammandola?
Aiutatemi a capire per favore.
Ultima cosa: è da diverso tempo che non ho rapporti sessuali. C'entra con tutto questo? Eventualmente sarebbe opportuno masturbarsi nell'immediato a fini decongestionanti? O è ininfluente?

Grazie anticipatamente per la pazienza

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Prof. Bernardo Rocco

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gentile paziente,
Alla sua età è più verosimile che si tratti di un processo infiammatorio ( prostatite) non completamente risolto che di un quadro di vera e propria ipertrofia prostatica.
la sintomatologia, soprattutto se è comparsa in modo acuto confermerebbe una situazione infiammatoria.
Un'attività sessuale regolare, lo scarso consumo di alcolici e una vita sana e sportiva possono aiutare nel ridurre i sintomi riferiti.
Non è escluso che, previo controllo urologico, sia opportuno effettuare qualche altro ciclo di terapia antibiotica e/o antiinfimmatoria.
Cordialità.
prof. Bernardo Rocco
Università di Modena e Reggio Emilia
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Dr. Paolo Piana

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Se è vero che le prime avvisaglie microscopiche dell'ingrossamento prostatico dell'età matura possono essere ossevate già prima dei 40 anni, è veramente molto difficile che alla sua età si possano già manifestare dei disturbi tipici. Pertanto, avendo ragionevolmente escluso ogni altra possibile causa (sufficiente una visita accurata ed una ecografia) il suo prblema parrebbe essere riconducibile ad una prostatite a decorso polungato. Senz'altro bere molta acqua in tempi brevi non può che accentuare qualsiasi disturbo urinario, diremmo non sia proprio una buona abitudine. Una attività sessuale troppo intens o troppo rarefatta sono entrambe controproducente. Due-tre eiaculazioni la settimana sono perlopiù il miglior compromesso.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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