Utente 391XXX
Salve.
Una decina di anni fa mi è stata diagnosticata la presenza di un adenoma prostatico, di dimensioni non grandi (da 8 a 18 cc, in una prostata da 22 a 37 cc, non tanto perchè sia cresciuta ma piuttosto a seconda della stima soggettiva non semplice dell'ecografista) in posizione purtroppo tale da interferire con una corretta minzione.
Questo ha portato col tempo all'ispessimento della parete vescicale e alla formazione di due diverticoli, di dimensioni trasversali di alcuni cm, oltre che a un residuo minzionale significativo (a volte 200 cc, altre anche di più).
PSA sempre intorno a 0,5 (zero virgola cinque)
Dopo alcuni mesi di cura con alfa-inibitori, il mio urologo di fiducia mi ha messo in lista per una TURP con associata asportazione a cielo aperto dei diverticoli.
Nel frattempo però mi ha anche consigliato di guardarmi in giro per terapie alternative, ad esempio la disostruzione dell'IPB col laser.
Il mio medico di base mi ha consigliato di interessarmi alla tecnica al "laser verde", dicendomi che i diverticoli in quanto tali possono in un primo tempo esseer anche lasciati stare.
UN urologo di un ospedale lombardo, consultato via mail, mi ha proposto l'asportazione dell'adenoma con laser ad holmio (che è una alternativa al bisturi, quindi non molto diversa dalla TURP tradizionale) e contestuale, previa valutazione, asportazione a cielo aperto dei diverticoli.
Un altro urologo, che opera in Piemonte anche con la tecnica a laser verde, mi ha consigliato addirittura l'asportazione sia dell'IPB che dei diverticoli a cielo aperto, aggiungendo che "altrimenti i diverticoli potrebero continuare a dare disturbi" (ma io questi disturbi in realtà non li sento, nè ho una storia di frequenti cistiti o infezioni urinarie).
Compio 55 anni domani, ma mi sento ancora giovane e in forma sotto tutti i punti di vista, per onestamente vorrei ridurre il più possibile i rischi di disfunzioni sessuali, oltre che di incontinenza. Nello stesso tempo non vorrei neanche, trascurando il problema, crearne di più seri, come insufficienza reale o tumore alla vescica.
So che queste consulenze on line non sono risolutive, ma possono essere di aiuto.
Grazie.
Alfredo Fiume

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Ma quantto grandi sono codesti divericoli? Dovrebbe essere più preciso, perché questo è l'elemento di giudizio più significativo.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 391XXX

6 cm.
Quello che non ho ancora capito, a proposito dei diverticoli, è quale sia il danno che possono fare qualora si riesca, attraverso un intervento disostruttivo, tradizionale o laser che sia, a risolvere il problema minzionale.
Anche perchè la prima volta che il radiologo me li ha riscontrati non è che gli abbia dato troppoa importanza.
E l'urologo, quando mi ha prescritto gli alfa-bloccanti, mi ha detto che se nel giro di qualche mese il residuo minzionale si fosse significativamente ridotto, si poteva evitare o almeno rimandare l'intervento: e i diverticoli ci sarebbero stati comunque.
Insomma, da un lato voglio evitare guai più grossi, ma dall'altro non voglio imbarcarmi in interventi che non siano indispensabili.
Scusi per la "contorsione verbale" e grazie.

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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La presenza di voluminosi diverticoli vescicali in un soggetto relativamente giovane è inequivocabilmente legata, più che ad un ingrossamento prostatico, ad una rigidità del collo vescicale (stènosi/sclèrosi), su base congenita che ha ostruito per decenni (non necessariamente con sintomi evidenti), portando allo sfiancamento progressivo delle pareti vescicali. Nella nostra esperienza queste situazioni vanno oggi risolte endoscopicamente (con qualsiasi tecnica) per quanto riguarda l'ostruzione prostatica e chirurgicamente a cielo aperto per quanto riguarda i diverticoli. Questo può essere eseguito anche in un unico intervento da un operatore esperto e relativamente rapido. E' noto a tutti gli urologi che la disostruzione chirurgica (adenomectomia) sia disagevole e dia scarsa soddisfazione nelle prostate piccole, fibrose e nelle sclèrosi del collo vescicale, mentre l'approccio endoscopico sia sempre più controllato, completo ed elegante. Parimenti, se ovviamente i diverticoli non possono essere asportati endoscopicamente (e la laparoscopia parrebbe un inutile equilibrismo), vi sarebbe la possibilità conservativa di eseguire unicamente una elettro-coagulazione della loro mucosa. Questo porta ad una guarigione con retrazione parziale del diverticolo, ma se le dimensioni di partenza sono di 6 cm potrebbe non essere considerata sufficiente.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 391XXX

Ringrazio anzitutto il Dr. piana per la risposta così sollecita e circostanziata.
Qualche disagio minzionale ce l'ho, potrei dire, da sempre, quindi avevo in qualche modo intuito che ci fosse qualche problema di vecchia data, ma è la prima volta che mi viene decritto così esplicitamente.
Una domanda, a questo punto ormai più di curiosità, perchè col senno di poi non si risolve molto: questo mio problema potrebbe essere in qualche modo legato al fatto di non aver avuto praticamente nessuna attività sessuale per i primi 27 anni della mia vita?
Ma veniamo all'oggi:
- posto che, pur non escludendo a priori i miracoli, è assai improbabile che una mattina mi svegli con una minzione perfetta e i diverticoli scomparsi, la mia speranza è di migliorare la situazione nel modo meno invasivo possibile e con i minori effetti collaterale.
In particolare mi preoccupa l'eventuale rischio di problemi nella sfera sessuale e, in secondo luogo, quello di incontinenza.
Inoltre non mi entusiasma l'idea di farmi tagliare la pancia, se non è indispensabile.
Ho anche letto però che una delle controindicazioni dell'intervento con il laser puù essere la non possibilità di effttuare un'esame istologico che potrebbe servire per individuare, sia pure casualmente, eventuali cellule tumorali.
MI preoccupa relativamente poco l'eiaculazione retrograda in quanto già da tempo ho un'eiaculazione scarsissima, considerando oltretutto che sto assumendo da alcuni mesi un farmaco alfa-bloccante.
E i diverticoli in quanto tali, se lasciati lì dove sono, o magari semplicemente ridotti, quali problemi possono dare?
insomma, sto raccogliendo un po' di materiale informativo per non scegliere a chi rivolgermi solo in base alla vicinanza, alla simpatia o al caso, ma compiendo una scelta più ponderata.

[#5]  
Dr. Paolo Piana

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Di aver atteso fino a 27 per iniziare l'attività sessuale si può rammaricare per altri motivi ... ma certamente questo non può aver influito sullo sviluppo di questo poblema, che è fondalmente congenito nella sua causa iniziale. Per quanto rigurada l'iintervento disostruttivo, come le abbiamo detto la tecnica è sostanzialmente indifferente, non ultimo per il fatto che se si associa una qualche forma di intervento sui diverticoli il catetere andrà comunque mantenuto per pochi giorni in più, quindi anche i vantaggi del laser diventano ancora più relativi. Per quanto riguarda l'esame istologico, se il PSA è in limiti e non vi sono sintomi palpatori, non vi è alcun motivo di condizionare la tecnica operatoria alla disponibilità di materiale da esaminare.
Ovviamente la disostruzione cervico-prostatica è prioritaria, la rimozione dei diverticoli è invece un modo per chiudere la partita e non avere pendenze per il futuro. Certamente, anche con la migliore delle disostruzioni, i diverticoli di 6 cm non si riduranno. Di per loro potrebbero anche non dare alcun fastidio, ma per quanto tempo nessuno lo può dire. In conclusione, se lei è fatalista, potrebbe optare anche solo per la disostruzione e poi "stare a vedere", assumendosi qualche rischio, in effetti non grave, ma che nessuno specialista sarebbe disposto a negare.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 391XXX

Gent. Dr. Piana.
mi rivolgo direttamente a Lei in quanto è l'unico professionista che ha fino ad ora risposto al mio quesito.
Potrà immaginare che sono un po' confuso dato che
l'urologo di Brescia mi ha proposto TURP più diverticolectomia a cielo aperto,
Un Urologo di Bergamo mi farebbe asportazione endoscopica con laser dell'adenoma (ma non il "laser verde", quello all'Holmio, che a quanto ho capito è molto più simile al bisturi) e diverticolectomia a cielo aperto.
Un altro urologo di Torino opterebbe per fare "tutto" a cielo aperto, ma Lei mi scrive che, in un caso come il mio "E' noto a tutti gli urologi che la disostruzione chirurgica (adenomectomia) sia disagevole e dia scarsa soddisfazione nelle prostate piccole, fibrose e nelle sclèrosi del collo vescicale, mentre l'approccio endoscopico sia sempre più controllato, completo ed elegante".
Poi, quanto ai diverticoli, che sono temo il fattore di complicazione, non ho ancora francamente capito quali potrebbero essere le conseguenze di una non rimozione,
e comunque, se esiste la possibilità di una disostruzione endoscopica "controllata completa ed elegante", e soprattutto a minore rischio di effetti collaterali quale la disfunzione erettile, se anche in un futuro dovrò poi fare un intervento a cielo aperto per i diverticoli, pazienza, ma, insisto, quali sono i disturbi reali (cioè con probabilità significativa) che i diverticoli mi potrebbero dare?
E per concludere: se Lei fosse nei miei panni, quale strada intraprenderebbe?
grazie!




[#7]  
Dr. Paolo Piana

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La medicina non è fatta di certezze, inoltre il medico è tenuto a dare dei consigli il più possibile dettagliati se vi sono delle opzioni diverse di trattamento, ma la decisione ultima spetta al paziente. Non è corretto "mettersi nei panni" perché ciascuno di noi ha nella vità aspettative e priorità diverse. Ma di questo abbiamo già parlato in un nostro precedente contributo. Sostanzialmente, noi ci troviamo in linea di massima d'accordo con una risoluzione endoscopica dell'ostruzione prostatica e chirurgica dei diverticoli, se possibile in un tempo operativo unico. La tecnica endoscopica è sostanzialmente ininfluente. Se non si rimuovono ora i diverticoli, la situazione non è risolta per sempre. E' molto probabile che lei a tempi brevi e medi non andrà incontro a nulla di particolare, a lungo termine nessuno lo può affermare.
Dr. Paolo Piana
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[#8] dopo  
Utente 391XXX

Be', non ricordo chi lo ha detto, mi pare un famoso economista, ma "a lungo termine saremo tutti morti".
Nella mia vita ho subito un solo intervento chirurgico a cielo aperto, consistente nella ricostruzione di una complessa frattura condilomandibolare causata da un incidente in bicicletta: è andato tutto bene, ma se posso evitare di farmi tagliuzzare sono più contento.
Ma quello che non ho ancora ben capito è quali possono essere, realisticamente, i problemi creati dai diverticoli: cistiti ricorrenti....insufficienza renale.....tumore....detto che, evidentemente, se, in accordo ANCHE con il mio medico di base (il quale, checchè se ne possa pensare dei medici di base, è una persona interessata e attenta) decidessi di soprassedere all'intervento ai diverticoli, dovrei mettere in conto di monitorare la situazione onde, se del caso, procedere all'intervento in futuro.

Buona giornata e grazie ancora

[#9]  
Dr. Paolo Piana

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Il discorso è articolato e complesso, trascende abbastanza i limiti della nostra funzione di generica informazione. Ci pare strano che i Colleghi con cui Lei ha avuto un rapporto diretto non le abbiano chiarito questi dubbi. Molto sommariamente ... i diverticoli non si svuotano di urina alla minzione se non in minima parte, quindi sono causa di ristagno cronico. Questo non è mai una bella cosa, perchè il ristagno può infettarsi ed andare incontro nel tempo ad un ulteriore incremento progressivo. In quanto tempo si possono manifestare queste complicazioni nessuno può affermarlo con certezza, senz'altro però non a breve termine. Se lei è un fumatore, il rischio di tumore vescicale potrebbe essere sensibilmente incrementato, altrimenti no. Vi è poi un atteggiamento personale più o meno ansioso, più o meno fatalista. Su questo il medico ha scarsa voce in capitolo.
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 391XXX

mai toccato una sigaretta in vita mia.
Ora penso che metterò insieme i vari pareri e ne parlerò con il mio medico.
Poi magari, eventualmente, mi rifarò vivo con Lei per canali diretti e ufficiali.
grazie.
Alfredo fiume