Utente 434XXX
salve dottori, come potrete vedere dal mio primo post precedente ho un problema al meato urinario che mi causa un getto doppio, nel senso che quando urino vedo il getto che si divide ma poi si riunisce formando un getto solo, non è che uno va a destra/sinistra ed uno dritto.

mi era stata fatta una dilatazione perchè le mucose del mio meato tendono ad appiccicarsi anche se si aprono tranquillamente.
la dilatazione per un pò ha lasciato il meato in condizioni normali tutta via l'urina continua ad uscire come sopra descritto. credo sia normale, (fa schifo, ma ho visto un mio amico urinare e anche a lui veniva questo getto).
secondo il mio urologo dovrei fare più dilatazioni ogni tot mesi, ma ho paura che cosi facendo posso infiammare l'uretra e favorire in futuro una stenosi interna, voi che mi consigliate? melo tengo cosi questo meato in quanto questo getto non è cosi problematico..?

cmq il post di oggi era per chiedere..
praticamente quando faccio tanta urina, apparentemente finisco nel senso che non c'è più la pressione vescicale che espelle l'urina.. ma 2-3 minuti dopo torno in bagno e faccio almeno altri 50-60 cc, a volte pure 100.

l'urina che faccio poco dopo sarebbe il residuo post minzione oppure un residuo post minzione rimane in vescica e non esce successivamente?

in pià vi chiedo se si può "simulare" un uroflussometria con il fai da te.
intendo urinare in un contenitore graduato e cronometrare, poi dividendo il volume vuotato per il tempo di svuotamente mi da un risultato che dovrebbe corrispondere al flusso medio.
tipo sta mattina ci ho provato, urinando ben 620 ml in 26 secondi, e il flusso medio dovrebbe corrispondere a 23 ml/s.
però mi è successo come descritto sopra, nel senso che tempo di vestirmi son tornato in bagno facendo altri 40-50 cc.
specifico che i pochi cc he escono poco dopo la 1 minzione, escono senza una spinta, cioè molto piano quasi senza pressione.
insomma sembrerebbe che in un unica minzione non svuotassi del tutto la vescica ma ho bisogno di urinare in più fasi.
ciò nonostante dopo aver fatto la 2 minzione, mi rimaneva comuque la sensazione di insoddisfazione, come se sentissi altra urina da dover espellere ma non usciva niente.
ho anche notato che ultimamente a volte ma non sempre, ho una eiaculazione senza spinta con lo sperma che esce piano colando sul glande.
mercoledi vedo l'urologo, nel mentre vorrei un vostro parere sulla mia situazione e se questo calcolo uroflussometrico è sensato o meno?
con il fai da te si può risalire anche al flusso massimo?
cordialmente

un ultimissima cosa, ieri sera nel giro di pochi minuti ho bevuto quasi 1.5 lt d'acqua, un ora dopo avevo la vescica che scoppiava, in bagno avrò fatto circa 450 ml in 15 secondi e praticamente ogni 15 minuti anche meno tornavo in bagno facendo 100-200 cc a minzione.
è normale avendo bevuto cosi tanto?
grazie

[#1] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Lasci perdere gli esami "caserecci": già non è sempre semplice far riuscire bene quelli tecnicamente ben eseguiti, soprattutto in termini di interpretazione, figurarsi quelli autogestiti in casa. Poi non mi sembra che lei abbia bisogno di una uroflussometria: urina abbastanza per quanto non in modo uniforme, ma l'uroflussometria non può dire nulla sulle ragioni della tipologia del suo flusso, né sulle ragioni della sua sensazione di un residuo minzionale, ammesso che 50-100 ml di urina abbiano un reale significato. Meglio preoccuparsi delle ragioni che possono essere in una congestione infiammatoria pelvico-prostatica, condizione alla sua età decisamente più frequnete di un qualunque altro problema vescicale o uretrale. Una ecografia doppler sia per via sovrapubica che transrettale, entrambe con fase doppler potranno dare buone indicazioni e far eventualmente decidere per una uretrografia radiologica o ecografica. Sulla base dei risultati di queste valutazioni poi si potrà decidere come proseguire nelle valutazioni diagnostiche o se si possa attivare direttamente un percorso terapeutico.

[#2] dopo  
Utente 434XXX

se ho ben capito dunque l'uroflussometria offre un risultato "tecnico", se il flusso si interrompe, rallenta ecc ma non rivela la causa di un getto "particolare" o di un residuo?
il residuo può essere dovuto ad una prostatite che non permette alla vescica di svuotarsi completamente?
prima mi è successa una cosa strana, dopo la defecazione ho notato che il glande si è ricoperto di una secrezione trasparente, filante e appiccicosa.. mi devo preoccupare?

oggi è il giorno della visita, la ringrazio per la disponibilità e la aggiorno.

[#3] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Certamente. L'uroflussometria determina il dato della velocità del flusso e calcola il volume, registra eventuali interruzioni, ma nulla può dire sulle ragioni del problema... sia esse emozionali, stressogene, strutturali, infiammatorie. Un piccolo residuo può derivare da una congestione-infiammatoria prostatica che impedisce il totale svuotamento, così come a difetti della capacità di contrazione della vescica. La secrezione che osserva è frutto della secrezione delle ghiandole periuretrali, probabilmente coinvolte nel quadro congestizio-infiammatorio, che lo sforzo dell'evacuazione ha fatto spremere e secernere. E', come vede, fondamentale non inseguire il sintomo ma capirne e definirne le ragioni.

[#4] dopo  
Utente 434XXX

salve dottore, l'urologo ha decreato prostatite.
al momento mi ha prescritto gli esami colturali, tampone uretrale e solo topster supposte per 15 giorni da abbinare ad un eventuale antibiotico successivamente.

le vorrei porre un ultima domanda, può sembrare banale ma..
da quando ho i disturbi urinari, mi sono abituato ad urinare in questo modo ed ho quasi dimenticato come urina una persona sana..
le chido dunque, una persona che sta bene a quanti ml di urina in vescica comincia ad avvertire lo stimolo lievemente?
a quanti ml lo stimolo diventa impellenza?
quando si parla di urinare ogni 3-4 ore, si intende quando la vescica raggiunge uno stimolo impellente?

considerando una assunzione di liquidi regolare.

grazie del supporto

[#5] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Il tampone uretrale non è detto che sia in grado di rilevare la presenza batterica nella prostata. Meglio eseguire la coltura del secreto prostatico estratto al meato (atto che deve eseguire l'urologo o l'andrologo). Solo una presenza significativa batterica può giustificare l'impiego di un antibiotico. L'impiego del cortisone (topster) in prima battuta mi sembra esagerato, soprattutto non avendo messo a fuoco le ragioni del problema. La vescica comincia a mandare segnali con circa 200 ml di urina e lo stimolo diventa impellente quando supera circa 500 ml di urina. Poi dipende dalla sensibilità e dallo stato stressogeno, nonché dalle abitudini di ciascuno: per esempio i grandi bevitori di birra arrivano a tollerare anche più di 1 litro di urina.

[#6] dopo  
Dr. Eduard Bercovich

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da quanto descritto si tratta di una stenosi (restringimento ) dell'uretra. Tale situazione non si risolve con le dilatazioni,in quanto la situazione ritorna come prima dopo un periodo variabile. Anzi, ogni dilatazione produce un trauma che causerà un'estensione del tratto uretrale ristretto.
Lo sgocciolamento successivo alla minzione è dovuto all'urina rimasta a monte nell'uretra.
L'uroflussomertria non è dirimente in quanto se la muscolatura vescicale è valida ,soprattutto negli individui giovani. Tale esame risulta più attendibile se associato alla valutazione del residuo post-minzionale mediante ecografia.
Va infine detto, che .la terapia consiste in una plastica del meato uretrale che risolve il problema definitivamente
Dr. eduard bercovich

[#7] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Il suggerimento del Dr. Bercovich va tenuto in buona considerazione come possibilità terapeutica dopo aver adeguatamente valutato tutto il quadro. Infatti la sclerosi del meato uretrale a volte si associa agli stati infiammatori prostatici o locali (anche in ragione delle condizioni del prepuzio) e quindi la plastica del meato almeno risolve stabilmente tale condizione. In sintesi: vanno eseguiti i necessari esami come già sottolineato da me e dal Dr. Bercovich e poi decisa la strategia terapeutica. Tentare di risolvere solo il sintomo non serve a nulla e rischia di far aumentare i problemi.

[#8] dopo  
Utente 434XXX

grazie della replica.
l'urologo mi avrebbe lasciato senza niente, nel senso che si rimandava tutto dopo l'esito degli esami.
però io ho insistito per via del dolorino e alla fine mi ha dato questa supposta.
lui in realtà voleva darmi il permixon per 1 mese ma io gli ho chiesto qualcosa che facesse subito effetto sulla prostata.. ho sbagliato?

sempre sulla questione urinaria, è normale che propio quando il getto finisce devo dare gli ultimi colpi con l'addome per uscire ancora un pò di urina? cioè non è che in mezzo alla minzione mi si interrompe e devo spingere, intendo propio quando il flusso finisce ma spingo per farne uscire ancora 1-2 "schizzi"

ah dottore, non so se si ricollega al problema prostatico ma cmq soffro di emorroidi e colon irritabile

[#9] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Penso che avrebbe fatto meglio a non insistere sull'avere un farmaco a tutti i costi e che è meglio che l'urologo svolga le utili indagini così da poterle dare delle utili risposte. La presenza di una disfunzione intestinale e delle emorroidi possono concorrere al quadro ed è bene che anche questo aspetto sia adeguatamente integrato nella valutazione complessiva.

[#10] dopo  
Utente 434XXX

dr bercovich io non ho gocciolamento post minzione, l'unica cosa è che dopo aver urinato mi rimangono delle gocce nel meato e devo "strizzare" il glande per farle uscire, in più volevo chiederle questa meatotomia vedo che si pratica in soggetti con meato completamente stenotico, io preciso che le mucose del mio meato tendono si ad appiccicarsi dando la percezione di un meato chiuso ma poi si apre manualmente, si allarga senza problemi ecco.
ho fatto anche delle visite dermatologiche e mi hanno dato chi creme cicatrizzanti chi mi ha fatto mettere cortisone senza risultati in quanto il mio meato fuori è sempre infiammato e le mucose vanno ad appiccicarsi.

dr rando, posso una curiosità? cosa c'entra lo stato del prepuzio( nel mio caso esuberante) con tutta la faccenda?

comnuque ho già prenotato una uroflussometria con residuo.

io nonostante tutto finchè possibile vado avanti con le dilatazioni..
mi direte, a che serve rimandare l'inevitabile? rimando il più possibile, sia mai che riesca a risolvere..
ebbene se prima o poi moriremo, a che serve continuare a vivere e rimandare l'inevitabile? (ironia)