Utente 448XXX
Buongiorno, Sono un ragazzo di 36 anni e dal 2006 soffro di coliche renali a entrambi i reni causate da calcoli di piccole dimensioni e renella. Da circa un paio d'anni gli attacchi sono più frequenti e localizzati al rene destro, da una media di un attacco ogni 2 anni siamo passati ad un massimo di 6 mesi con picchi di 3, ma si concludono solitamente con l'espulsione del calcolo in modo naturale durante la permanenza al pronto soccorso o dopo la cura espulsiva fatta a casa. Dopo l'ultimo attacco però, avvenuto un mese fa, ho spesso dolori al fianco, schiena all'altezza del rene, lato destro dell'addome, punture alla vescica, dolore all'uretra e frequente stimolo ad urinare che peggiora la notte tornando anche dopo meno di un'ora dall'ultima minzione. Esercitando una pressione sull'addome, al lato destro si presentano anche dolori alla vescica sotto forma di punture. I dolori si intensificano leggermente quando sono costretto a trattenere l'urina.
Le ultime due ecografie fatte al pronto soccorso e in urologia il mese scorso, hanno rilevato una leggera dilatazione del rene destro ma non hanno evidenziato la presenza di nessun calcolo. Nelle 3 precedenti fatte 6 mesi fa, era stata rilevata la presenza di un altro calcolo a destra oltre a quello che avevo appena espulso e nella diretta addome di un anno fa era risultata solo la presenza di renella in entrambi i reni. Il genere di disturbi elencati sopra, solitamente terminava poco dopo la cura espulsiva a base di Bentelan e Silodix che seguiva le coliche, ma questa volta i fastidi sono rimasti. Sto assumendo da qualche mese compresse di Litosolv che a detta del mio urologo dovrebbero contrastare la formazione di nuovi calcoli.
Essendo un tipo molto ansioso (soffro anche di colite nervosa) che si preoccupa pensando avere patologie gravi ogni volta che sento un sintomo particolare, vorrei chiedere un vostro parere in aggiunta a quello del mio urologo. I sintomi che ho e che stanno diventando piuttosto fastidiosi anche nella vita quotidiana, possono essere riconducibili alla presenza di renella o una conseguenza dell'ultimo attacco di coliche del mese scorso? Quali altre cause potrebbero esserci?
Ho pensato anche ad una cistite ma la cosa che mi sembra strana è che non sia stato visto nulla nelle ultime ecografie.
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I disturbi che ci riferisce sono abbastanza tipici per la presenza di un piccolo calcolo in prossimità dello sbocco dell'uretere in vescica. In queste situazioni il dolore renale tipico viene appunto sostituito,da disturbi irritativi vescicali, molto spesso scambiati per "cistite". L'ecografia talora non riesce a definire con chiarezza queste situazioni pertanto, a fronte della persistenza di sintomi, è necessario approfondire le indagini con una TAC dell'addome senza mezzo di contrasto. Questa indagine è l'unica in grado dimdare informazioni inequivocabili sulla presenza, posizione e dimensione di eventuali calcoli. Al di là della situazione contingente, la sua spiccata tendenza alla formazione di calcoli, che fa presupporre una robusta predisposizione costituzionale, necessiterebbe dimessere studiata con una valutazione metabolica. Si tratta di una serie di esami eseguiti sul sangue e sulle urine delle 24 ore, che possono evidenziare alterazioni di interesse nefrologico, le quali possano meritare provvedimenti diversi rispetto a quelli normalmente messi in atto dall'urologo (citrati, alcalinizanti, eccetera).
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 448XXX

La ringrazio per la risposta. In attesa di poter fare ulteriori accertamenti, vorrei chiedere un altro parere su alcuni dubbi che mi sono venuti. E' possibile che questo stimolo frequente che porta poi a qualche dolore alla vescica, sia dovuto anche ad un modo errato di bere? Io solitamente bevo circa 3 bicchieri d'acqua pieni a pranzo e a cena (in circa 20 minuti) mentre durante la giornata al massimo uno o nulla. Altra curiosità che ho notato è che a seconda dei casi, quando sono fuori casa o sto facendo cosa, lo stimolo non compare quasi per nulla anche per 4 ore. Ritorna la notte e rimane praticamente costante nel momento in cui vado a letto, costringendomi ad alzarmi anche per piccole quantità di urina. Possibile che c'entri qualcosa anche un fattore psicologico? La notte infatti è il momento di maggior concentrazione di ansia per me che mi porta a soffrire di insonnia o svegliarmi con sensazioni come di tuffi al cuore.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La componente psicologica è considerevole, il fatto di percepire meno lo stimolo quando la mente è "occupata" è una circostanza assolutamente comune.
Dr. Paolo Piana
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