Utente 472XXX
Buongiorno, a seguito di continue coliche renali da circa 1 mese ho eseguito diversi esami (ecografia, radiografia e TAC) che hanno tutti rilevato la presenza di un calcolo a livello ureterale di natura urolitiasica con diametro massimo di 5 mm, in sede paravertebrale sinistra all'altezza della limitante somatica superiore di L3 (ho riportato il referto dell'ecografia).
Mi hanno detto che l'unica soluzione è l'eliminazione del calcolo tramite l'uretroscopia, ma io vorrei sapere se fosse possibile un metodo alternativo come la litotripsia ad onde d'urto, in quanto sono molto spaventato dall'idea dell'uretroscopia.
Aggiungo che ho già eseguito diverse cure farmacologiche con cortisone e tamsulosina ma non sono servite a nulla.
Grazie, saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Per ottenere una presumibile buona efficacia delle onde d'urto, il calcolo deve avere attorno a sè un certo spazio liquido in cui i frammenti possano espandersi. Se il calcolo è appoggiato od addirittura conficcato nella mucosa, buona parte dell'energia viene dissipata ed il risultato della litotrissia risulta molto variabile ed imprevedibile. Questo è quanto accade ai calcoli all'interno dell'uretere, in particolare se sono fermi da tempo nello stesso punto, in cui si sono creati una sorta di "nido". Pertanto, il trattamento con le onde d'urto dei calcoli dell'uretere, indipendentemente dalla dimensioni, non è controindicato ma le possibilità di successo sono molto basse. In sostanza si rischia di perdere del tempo tra lista d'attesa e controlli successivi e questo certamente non è piacevole nè per i disturbi, nè per la sofferenza renale. Il trattamento endoscopico di un calcolo ureterale in mani esperte è invece un intervento minimamente invasivo, rapido, eseguito perlopiù in anestesia periferica, spesso in ospedalizzazione diurna, ma soprattutto sicuramente risolutivo. Ne tragga quindi le sue conclusioni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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