Utente 501XXX
Salve, mercoledì scorso (04/07) ho avuto una forte colica renale di notte. Nei giorni seguenti altre 2 di forte intensità (anche se minore della prima) ma subito controllate con l'ausilio di Toradol da 30mg sublinguale.
Ho già fatto 2 ecografie e una TAC addome senza contrasto. Ho un calcolo da circa 4mm nel tratto finale dell'uretere. Lieve dilatazione del rene sinistro. Dopo visita dall'urologo, ho iniziato terapia espulsiva con Tamsulosina e Prednisone. In realtà, la Tamsulosina la prendo ogni giorno da circa un anno per altri motivi, sempre su indicazione del mio urologo (e mi ha procurato notevoli benefici).
Negli ultimi giorni i dolori sono decisamente più sopportabili (una o due volte al giorno..) più simili a crampi che alla prima colica devastante.
Tanto che ormai non ho più usato antidolorifici.
Inoltre durante le prime coliche, la febbre mi saliva fino a 38 gradi e avevo forte stipsi.
Adesso, al massimo arrivo a 37.1, 37.2 e l'intestino funziona regolarmente.
Non ho alcuna remora a farmi operare come ha suggerito il io urologo se l'ospite non si decidesse a uscire.
Ma il mio dubbio è questo. Sabato dovrei partire per un viaggio in Bretagna di 2 settimane.
Pensate che possa gestire una cosa del genere, senza rischiare danni al sistema renale. O meglio rinunciare e stare sotto controllo nella mia città?
Grazie mille

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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TORINO (TO)

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La fase espulsiva di un calcolo è assolutamente imprevedibie, perché soggetta ad una numerosa serie di fattori perlopiù non controllabili. La stessa terapia espulsiva (come quella che le è stata prescritta), cui la comunità urologica ha fatto ampio ricorso negli ultimi 20 anni, più recentemente è stata giudicata minimamente efficace, in particolare nel caso di calcoli molto piccoli, che perlopiù seguono il loro destino indipendentemente da farmaci e cure. Si tratta di un destino benevolo in buona parte dei casi, poiché circa 8 casi su dieci si risolvono ... prima o poi. Non è possibile prevedere cosa possa accadere nell'attesa, diciamo che, se i sintomi sono lievi od assenti, si è più invogliati ad attendere, ma se le coliche sono frequenti o si presentano altre complicazoni (es. febbre) è sempre consigliabile non perdere tempo prezioso e proporre l'intervento endoscopico appena possibile. In quanto alla sua domanda, più che sul giudizio del medico, ci si deve basare sulla sua indole, più o meno fatalista. In pratica lei potrebbe avere una colica devastante poche ore dopo la partenza, oppure completare la sua vacanza felice e soddisfatto dopo ripetute scorpacciate di crostacei bretoni (tra l'altro controindicati in alcuni tipi di calcolosi!). C'è una via di mezzo, che è quella di portarsi appresso un potente antidolorifico (FANS) e sperare. Insomma, veda lei.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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