Utente 233XXX
Salve, vi scrivo a nome della mia ragazza in quanto da quasi 2 anni combattiamo contro una cistite post coitale e disturbi urologici di vario genere. La mia ragazza ha 24 anni è di corporatura snella con un'altezza di 165cm e un peso di circa 47kg. I primi sintomi di questa cistite ricorrente si sono verificati nel dicembre 2016 quando in seguito ad un rapporto sessuale ha iniziato a presentare delle perdite di sangue con conseguente infiammazione dell'uretra. Il medico di base all'epoca le prescrisse Levoxacin 500 mg da assumere per 7 giorni. Dopo quell'episodio ogni volta che avevamo un rapporto (con penetrazione) le si ripresentava la cistite, così dopo più di un anno sono riuscito a convincerla ad effettuare una visita ginecologica. Il ginecologo le ha prescritto una lavanda vaginale a base di betadine e degli ovuli da inserire di cui non ricordo il nome. Tale terapia è stata prescritta in quanto a seguito di un pap test (negativo) ed un tampone vaginale che presentava l'esistenza del batterio Escherichia Coli. Terminata la terapia dei lavaggi e degli ovuli, abbiamo "risolto" momentaneamente il problema, in quanto a mio parere la terapia ha solo sterilizzato la flora vaginale senza debellare interamente E. Coli. Dopo circa un mese e mezzo dalla fine della terapia prescritta dal ginecologo, la mia ragazza (nonostante abbiamo avuto rapporti nella massima igiene possibile) ha iniziato ad avvertire bruciori e fastidi all'uretra con aggiunta di fitte anche al fianco sx e al rene sx. Così siamo finiti al pronto soccorso con la diagnosi di coliche renali, tracce di renella e probabile infezione delle vie urinarie. Fortunatamente già alle prime avvisaglie le avevo consigliato di eseguire un urinocoltura con antibiogramma. Il referto dell'urinocoltura indica la presenza di Proteus Vulgaris ed Escherichia Coli. Ciò mi fa pensare che l'infezione non è strettamente correlata alla zona vaginale ma che si sposti dalle vie urinarie verso il basso, e che in seguito ai rapporti, tracce di urina che presentano questi due batteri infettino anche la vagina. Ho eseguito anche io l'urinocoltura la quale è risultata negativa, dove la carica batterica risulta 0 mentre a lei 1.000.000 per mg. Al momento le ho consigliato di andare dal medico e farsi prescrivere le molecole presenti sull'antibiogramma alle quali i batteri risultano sensibili, e di ripetere poi l'urinocoltura e successivamente anche il tampone vaginale per escludere che in questo lasso di tempo l'infezione si sia spostata anche nella zona vaginale. Secondo voi, l'infezione è direttamente collegata all'attività sessuale? O potrebbe esserci un'infezione alle vie urinarie che solo come CONSEGUENZA infetta anche la zona intima provocando bruciori e cistite? Lo schema che le sto facendo seguire è giusto? Al momento viviamo una relazione fondata sulla paura di non riuscire a risolvere il problema, e tutto ciò minaccia il nostro benessere di coppia. Gentilmente attendo vostre risposte, Grazie

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Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

purtroppo situazioni cliniche complesse e particolari, come la vostra, richiedono sempre un primo passo decisivo e fondamentale, cioè una visita clinica diretta, eventualmente in coppia; senza questa noi, da questa postazione, nulla le possiamo dire di preciso e mirato.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione diagnostica mirata e poi eventualmente una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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