Utente 504XXX
Buonasera, volevo presentare il mio caso e avere un vostro parere a riguardo.
Mercoledì 25/07/18 sera comincio ad avvertire difficoltà associato a bruciore nell'atto della minzione,pensando ad una cistite, non mi sono particolarmente allarmata in quanto ogni tanto mi capita, soprattutto nel periodo mestruale (infatti aspettavo il ciclo per il 29/07/2018),
Per tutto il giorno seguente 26/07/2018 continuo ad avvertire questa sensazione di pesantezza al basso ventre, continuo stimolo di andare in bagno, bruciore e quando mi capitava di andare al bagno trovavo sulla carta delle piccole tracce ematiche. Verso sera,mentre ero a lavoro, sono andata al bagno e dopo aver fatto la pipì abbastanza dolorosa trovo,asciugandomi, del sangue con una "cosa" marroncina a forma di lenticchia dalla consistenza morbida. In quell'attimo mi sono molto allarmata,decidendo così che l'indomani avrei urgentemente chiamato il medico per raccontargli il fatto.. non l'ho fatto sul momento in quanto ho avvertito dopo quest'episodio un leggerissimo sollievo, notando poi che non avevo più perdite ematiche.
Il venerdì mattina 27/07/2018 mi sono svegliata con un dolore fastidioso al basso ventre che ho ingenuamente giustificato come dolori mestruali..visto il ciclo in arrivo.Inoltre,il medico mi ha suggerito di prendere la MONURIL,la sera prima di andare a dormire,per eliminare l'infiammazione e che tutto il fastidio era stato provocato dal quel calcolo che avevo espulso la sera prima. Verso il pomeriggio mentre ero a lavoro comincio ad avvertire un fastidio notevole alla schiena, fino a sentire il bisogno di dover andare a casa prima in quanto non riuscivo a svolgere a pieno la mia mansione. Verso sera il dolore diventa più intenso e si restringe nella zona del rene destro e dell'ovaio destro, cosi decido con i miei genitori di andare al pronto soccorso.
Lì il dolore diventa fortissimo, suggerirei uno dei dolori più forti provati in tutta la mia vita, e scoprono pure che ho qualche linea di febbre (37.3). In ospedale mi confermano la colica renale e mi somministrano tramite intra muscolare la TORADOL che,nel giro di un 15 minuti fa brillantemente effetto. Mi portano a fare l'ecografia e mi scoprono dei microcalcoli da espellere solo tramite minzione e il medico del PS mi prenota per l'indomani una consulenza urologica.
Sabato mattina 28/07/2018 vado dall'urologa che mi conferma la diagnosi della sera prima e mi prescrive uno sciroppo da prendere per due mesi UROVIL e delle bustine da prendere per 15 giorni IVUXUR e all'occorrenza TORADOL in fiala. Alla sera il dolore si presenta molto leggero ma continuo ad avere sempre qualche linea di febbre.
Domenica mattina al risveglio stavo molto meglio e dopo lo sciroppo anche le urine erano meno dolorose. Ma verso le 18 ho cominciato ad avere dolori a tutti e due i reni fino a ricorrere alla toradol e sempre la febbre e oggi stessa cosa. Per favore datemi un parere in quanto sono distrutta da questo dolore e dalla febbre.Grazie a tutti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La persistenza dei disturbi impone di chiarire definitivamente la situazione con l'esecuzione di una TAC delladdome senza mezzo di contrasto (basale). Lei non ci riferisce di aver già eseguito questo accertamento, l'unico in grado di evidenziale oltre ogni possibile dubbio la presenza di eventuali calcoli in progressione tra il rene e la vescica, pertanto in grado di sostenere una colica conclamata e le sue complicazioni.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 504XXX

Grazie dottore.. per esigenze di spazio ho dimenticato di dire che il mio medico, aggiornato di tutto questa mattina, afferma che devo cominciare una terapia antibiotica tramite le MONURIL.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Qualsiasi terapia antibiotica dovrebbe essere il più possibile mirata in base ad opportuni esami colturali, la presenza di febbre può giustificare comunque una terapia empirica. Ovviamente nel frattempo è indispensabile capire il perché vi sia febbre, questo impone l'esecuzione della TAC.
Dr. Paolo Piana
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