Utente 448XXX
Buongiorno cari Dottori, Vi espongo il problema.
Domenica notte mi sveglio di colpo a causa di un lancinante dolore al fianco dx (verso la parte anteriore dell’addome)
Avendo avuto qlc colica renale mi pare trattarsi dello stesso dolore e prendo subito Aulin e dopo un paio d’ore il dolore tende a scemare lasciando indolenzita la parte.
La sera di domenica si ripresenta, mi rivolgo alla guardia medica che dopo visita mi consiglia Buscopan ed antinfiammatorio per un paio di gg due volte al dì. Niente febbre, solo tendenza continua ad evacuare ma credo data più dal dolore che altro.
Il dolore va e viene finché ieri mattina al culmine mi reco al ps dove il chirurgo esclude appendice e colite ma propende per un problema renale. Mi prescrivono esami del sangue (Pcr e Latticodeidrogenasi appena sopra la norma di un nonnulla). Dopo ecografia ecco il responso: COLICA RENALE CON VEROSIMILE TRANSITO DI CALCOLO.
in realtà l’eco (fatta per 2 volte da 2 medici diversi perchè non trovavano nulla e si sono consultati) non rileva niente se non il minimo inspessimento della parete della pelvi renale di significato aspecifico. Niente calcoli e nemmeno appendicopatia. Vengo dimesso con esame delle urine da fare e il consiglio di bere molto.
Ieri sera, dopo dimissione e stamane al risveglio ancora lo stesso dolore fortissimo e ancora aulin e buscopan.
Non ne posso più.....é possibile un risentimento del genere per giorni dopo una probabile colica? Non mi é mai successo così.
grazie dell’ attenzione e buona giornata.

[#1] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Caro lettore
andrebbe eseguita una Rx-diretta vie urinarie o TAC addome.
Cordiali saluti.
Dott. Patrizio Vicini
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[#2] dopo  
Utente 448XXX

Grazie Dottore della pronta risposta. Aggiungo che questa mattina sono andato a far vedere tutti gli esami al medico curante come consigliatomi al PS. Dalla palpazione dice che risulta difficile essere il rene in quanto toccando appena la parte di colon ascendente risulta subito dolorante, cosa che secondo lui è impossibile da ricollegare ai reni o alle vie urinarie in generale. Mi dice che potrebbe anche essere una colite molto forte (dato il continuo bisogno di evacuare e lo spostarsi del dolore non solo a dx) o un inizio di appendice appena infiammata o che non viene evidenziata quindi né dall’ecografia né degli esami del sangue e che, se domani la situazione dovesse persistere, si può fare un tentativo con augmentin e spasmomen per eventuale infezione iniziale appunto come dicevo.
Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Ok.
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[#4] dopo  
Utente 448XXX

Buongiorno dottore, questa notte purtroppo mi sono dovuto rivolgere nuovamente al pronto soccorso per un’altra pseudo colica. Confermano la diagnosi, cioè l’inspessimento dell’uretere destro e mi dimettono dopo flebo di antidolorifico con una cura antibiotica e Ananase. Tengo a precisare che negli esami del sangue globuli rossi 4.54, ematocrito 39.5 ed emoglobina 13.6 risultano sotto soglia. I globuli bianchi sono perfetti e la PCR 20.8 un po’ alta. Mi saprebbe spiegare che cosa vuole dire questa situazione?
Grazie dell’attenzione e buona giornata

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La persistenza dei disturbi a fronte di una ecografia non dirimente impone l'esecuzione sollecita di una TAC dell'addome senza mezzo di contrasto. Un conto è farle calmare almeno transitoriamente i disturbi, un'altra è la necessità di arrivare ad una diagnosi con le eventuali indicazioni operative del caso.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Caro lettore
concordo col collega, del resto le avevo già indicato in precedenza la necessità di procedere con ulteriori approfondimenti.
Rinnovo i saluti.
Dott. Patrizio Vicini
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[#7] dopo  
Utente 448XXX

Grazie gentili Dottori.
Sono d’accordissimo anche io ma, qnd in ps ho chiesto stanotte di approfondire con una TAC o rx delle vie urinarie come consigliatomi, mi é stato risposto che l’eco é più “sensibile” in caso di calcolosi. Ho provato ad insistere ma non hanno voluto sentir ragioni. Dopo la cura mi consigliano visita ambulatoriale dall’urologo al quale chiederò di nuovo, se da lui non proposto, questo esame. Intanto spero nel calmarsi della sintomatologia che non mi lascia respiro ad episodi da 5 gg ormai....
Per i risultati degli esami del sangue invece c’è secondo Voi da preoccuparsi o é un quadro che può rientrare in un’infiammazione/infezione?
Grazie infinite

[#8] dopo  
Dr. Paolo Piana

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E' ben noto quantomeno agli specialisti in urologia che l'ecografia non è in grado di individuare eventuali piccoli calcoli in migrazione tra il rene e la vescica per un lungo tratto di uretere che va da 2-3 cm sotto il rene a 1-2 cm prima della vescica. Una buona parte di calcoli che causano colica si trovavo in questo tratto. Solo la TAC è in grado di individuarli con chiarezza, la radiografia diretta è spesso imprecisa per la sovrapposizione delle ossa del bacino ovvero di ombre intestinali parassite.
Dr. Paolo Piana
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[#9] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Senza accertamenti diagnostici già suggeriti non posso aiutarla perchè non si fa diagnosi.
Saluti.
Dott. Patrizio Vicini
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[#10] dopo  
Utente 448XXX

Capisco e ringrazio per la spiegazione del perché della TAC. Mi assicurerò, col proseguire dei sintomi, che venga eseguita assolutamente.
Vi aggiorno e grazie infinite

[#11] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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[#12] dopo  
Utente 448XXX

Buongiorno Dottori, eccomi con il risultato della Tac fatta mercoledì:
“Esame eseguito senza mezzo di contrasto, come richiesto. Al passaggio torace-addominale non si riconoscono alterazioni pleuro-parenchimali polmonari, bilateralmente. Fegato di volume normale, apparentemente indenne da lesioni focali. 1/1 Vie biliari non dilatate. Colecisti ampiamente distesa, contenente formazione litiasica di 15 mm situata a livello dell'infundibolo. Pancreas di volume nei limiti di norma, senza sicure alterazioni focali. Milza di volume normale, omogenea. Non tumefazioni surrenaliche. Reni di volume nei limiti di norma, il destro extra-ruotato e in posizione un poco più caudale che di norma. Non dilatate le cavità calicopieliche a sinistra; accenno a ipotonia della pelvi renale dx. Nelle cavità caliciali di destra sono riconoscibili in almeno quattro calcificazioni, la maggiore al terzo medio di circa 7 mm, riferibili a litiasi; tre formazioni litiasiche, la maggiore al polo superiore di circa S mm, sono presenti a sinistra. Non dilatazione degli ureteri, al cui interno non si documentano calcoli. Vescica poco distesa, senza sicure vegetazioni; non immagini di litiasi vescicale. Non versamento intraperitoneale. Non adenopatie lomboaortiche e pelviche.”
Pare che mangio sassi....
A questo punto può servire qualcosa tipo tisana spaccapietre o renalit combi colic? Accetto consigli. Grazie infinite

[#13] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il fatto che nonostante le coliche non sianomstati riscontrati calcoli nell’uretere, fabpensare che i calcoli riscontrati nel rene destro siano mobili e, quantomeno il più grande vada talora ad ostruire temporaneamente lo scarico del rene. La presenza di piccoli calcoli anche dall’altro lato evidenzia una certa predisposizione costituzionale alla formazione degli stessi, anche se in modo non così evidente, considerato che iparrebbe i primi disturbi la stiano cogliendo nella quarta decade di vita. L’efficacia dei rimedi empirici di cui ci scrive, che resta comunque sempre discutibile, dipende dalla composizione dei calcoli, che al momento non conosciamo con precisione. Infatti solo i calcoli di acido urico possono teoricamente essere ridotti e sciolti condizionando in qualche modo la,composizione delle urine. I calcoli contenenti calcio sono “pietre” sulle quali una volta formate diventa arduo agire se non rimuovendole o frantumandole. Per rimanere in termini molto realistici, in questo momento si dovrebbe agire nel suo interesse sul calcolo (o i calcoli) che le stanno dando disturbo. Le indicazioni dipendono molto dalla valutazione diretta della TAC e potrebbero comportare l’applicazione delle onde d’urto (ESWL) oppure un intervento endoscopico (uretero-renoscopia operativa - RIRS) un poco più invasiva ma certamente più rapidamente risolutiva. Le consigliamo quindi di far riferimento ad una struttura in cui ci si occupi specificatamente di calcolosi, che certamente non manca nella sua grande città.
Dr. Paolo Piana
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[#14] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Come detto dal collega può sottoporsi a ESWL ossia litotrissia extracorporea renale oppure a RIRS ossia litrotrissia intrarsenale per via retrograda.
Cordiali saluti.
Dott. Patrizio Vicini
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[#15] dopo  
Utente 448XXX

Grazie Dottori, sono stato dall’urologo con la Tac il quale mi consiglia ciò che mi avete appunto detto ma, rifarebbe una tac con contrasto fra 3 mesi per valutare se i calcoli s’ingrossano o si spostano. Dato che ne sono un produttore afferma che è possibile siano lì anche da parecchio e, visto che non ho avuto coliche per una decina d’anni (dopo il periodo clou) potrebbero non dare grosse noie se non quello più grosso di 7 mm. Ringrazio per i preziosi consigli. Buona giornata

[#16] dopo  
Dr. Patrizio Vicini

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Non sono assolutamente d' accordo.
Tra tre mesi incremento di dimensioni sarà irrilevante.
E si si sposta in uretere le darà coliche intense.
Meglio trattare prima come già detto in precedenza.
A questo punto ascolti i consigli di un professionista e basta senza avere mille dubbi etc.
Saluti.
Dott. Patrizio Vicini
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[#17] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ogni opinione deve essere rispettata, a questo punto però non possiamo che augurarle che i suoi calcoli se ne stiano quieti a lungo. Non è nostra intenzione fare del terrorismo, ma purtroppo ogni calcolo ha una minaccia racchiusa in sè.
Dr. Paolo Piana
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[#18] dopo  
Utente 448XXX

Scusate, forse mi sono spiegato male. Quello grosso a ridosso dell uretere verra trattato internamente ma per quelli piu piccoli, essendo 6, lo vedremo nel tempo tenendoli sotto controllo. Grzie ancora

[#19] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se il calcolo verrà trattato endoscopicamente, nello stesso intervento sarà certamente intenzione del'operatore di approfittare della situazione per bonificare quanto possibile il rene anche da altri calcoli più piccoli. Verranno invece tenuti sotto controllo i calcoli del rene controlaterale. Nella nostra pratica, l'intervento endoscopico bilaterale è proponibile in caso di calcoli più grandi o che comunque abbiano causato disturbi significativi da entrambi i lati.
Dr. Paolo Piana
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[#20] dopo  
Utente 448XXX

Ottimo! Non sapevo si potesse procedere in tutto il rene! Grazie dell’ottima notizia!!