Utente 506XXX
a mio figlio di 29 anni circa un anno fa fu diagnosticato un calcolo all uretere ostruttivo con lieve dilatazione successivamente abbiamo deciso di toglierlo con litrotissia laser ma al primo tentativo non si è riusciti a passare ed è stato inserito uno stend n 6 per un mese al 2 tentaivo stesso risultato ed è stato inserito uno stend n 8 per 2 mesi poi hanno riprovato e sono riusciti a (come da loro detto) frantumare il calcolo quindi dopo un meae viene tolto lo stend. dopo un mese ancora da un ecografia fatta per controllo riscontriamo ancora aumento della dilatazione facciamo tac e rileviamo la presenza di due frammenti di calcoli ancora presenti ed ostruttivi (cioè il calcolo iniziale era solo stao rotto in due).
cambiamo centro urologico e intervenento con pespicacia rimuovono entrambi i calcoli e mettono uno stend per un mese.
dall ecografia di controllo risulta però una dilatazione e sfincamento di grado medio alto.
mi assicurano che per il momento è normale e mi consigliano un scintigarfia
che possibilita' ci sono che il rene recuperi le sue funzioni e anatomia normale?? e che danni ha potuto portare tutto questo periodo di dilatazione ???? grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La persistenza per un lungo periodo di una ostruzione da calcolo dell’uretere può creare modificazioni irreversibili, che possono mantenersi anche dopo che il calcolo sia stato rimosso con successo. La dilatazione del rene può essere solo un ricordo di quanto è successo, il rene non è infatti “un palloncino” che si sgonfia appena si toglie il tappo, ma - specie se l’ostruzione è stata importante e di lunga durata - le alterazioni sono di tipo cronico, destinate a mantenersi per tutta la vita. In assenza di disturbi e con una funzione renale normale, questa sarebbe anche una situazione accettabile. Altra cosa è se l’ostruzione persiste ed il rene fatica a scaricare, anche dopo la rimozione del calcolo. Questo purtroppo può raramente avvenire, quando la persistenza del calcolo abbia creato una tale sofferenza nell’uretere, che anche dopo la rimozione in quel punto si crea una sorta di “cicatrice” in grado di restringere e mantenere, o talora addirittura peggiorare l’ostruzione, con relativo danno funzionale. Quando si sospetta una situazione del genere è appunto la scintigrafia l’indagine che può chiarire cosa sta succedendo e quindi indicare se siano necessari ulteriori provvedimenti.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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