Utente 341XXX
salve, vi scrivo per mio marito , 73 anni che è stato ricoverato a causa di ematuria franca, e dove gli è stato riscontrato un tumore vescicale.
Ricoverato in urologia, si sarebbe dovuto procedere per una endoscopia per vedere la stadiazione del tumore, ma tutto è stato bloccato perchè dalla tac è uscita una situazione vascolare piu' seria, ovvero la presenza di un aneurisma aortico di 4,7 cm che si estendeva anche alle due biforcazioni iliache che doveva necessariamente essere trattato prima della patologia vescicale. Mio marito non ha mai smesso di urinare sangue da quando è entrato in ospedale, la sua emoglobina quando arrivo' in pronto soccorso era appena 6, ha dovuto fare trasfusioni e tutt'oggi ancora l'emoglobina è intorno a 8 - 9. Ha il catetere da circa un mese e urina solo sangue. Ora dopo l'operazione di aneurisma è sotto cardioaspirina ed eparina a bassa dose molecolare. In urologia purtroppo dicono che nella sua situazione, il tumore è a uno stadio avanzato e che molto probabilmente c'è bisogno di una cistectomia, ma il rischio di morte è elevato, e con tutto il sangue che butta una endoscopia è da escludere, anche perchè comunque non darebbe molte informazioni in piu e confermerebbe che bisognerebbe ormai togliere tutta la vescica. Dai risultati della tac effettuata non risultano metastasi, ma il tumore a quanto dicono è molto infiltrato.
Il referto tac dice :
Dilatazione delle cavita' escretrici del rene destro con calibro massimo dell'ampolla pielica di circa 18 mm e dell'uretere omolaterale ( 10 mm) fino allo sbocco della vescica. Di spessore marcatamente aumentato la parete vescicale, prevalentemente sul versante laterale destro ed anteriore, con spessore massimo di circa 3 cm: presenza di catetere con palloncino nel lume. Fegato di volume nei limiti, dislocato anteriormente, a margini regolari: presenza di alcune formazioni nodulari ipodense dl diametro di circa 11 mm rilevabili ad entrambi i lobi. Colecisti in sede: tumefazione discretamente iperdensa del diametro di circa 18 mm, apprezzabile a carico del fondo, di cui si consiglia integrazione diagnostica: minute concrezioni litiasiche nell'infundibolo.
Allora gli urologi hanno parlato di un'altra alternativa alla cistectomia che è troppo rischiosa, e hanno parlato della radioterapia emostatica per fermare il sangue e fare fermare il tumore. Purtroppo mio marito ha molte patologie come broncopatia cronica con enfisema, insufficienza renale cronica ( una cista è di 25 cm addirittura), il cuore non sta benissimo, e soprattutto urinando solo sangue è sempre a letto e debole, non riesce a stare molto alzato.
La domanda che volevo porvi, nella situazione in cui si trova mio marito, è consigliabile una cistectomia radicale? una radioterapia emostatica puo' essere efficace e meno rischiosa o è solo qualcosa di palliativo? quale è la scelta/terapia migliore che mi consigliereste per provare a salvargli la vita,? grazie.

il referto completo della tac : https://imgur.com/a/2wx9a8Q

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Un riscontro istologico è comunque indispensabile prima di qualsiasi decisione terapeutica, a meno che ci si trovi in immediato pericolo di morte, cosa che non ci pare. Certamente vi sono delle difficoltà se l'ematuria è importante, ma sono situazioni che uno specialsita esperto in endoscopia sa certamente come affrontare. Se le condizioni generali sono molto scadute, certamente la radioterapia è da tener presente.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 341XXX

la ringrazio per la sua risposta. La radioterapia emostatica puo' portare a dei miglioramenti? Dovrebbe sottoporsi solamente a radioterapia e se non funziona lasciarlo morire? o dovrei procedere a tentare magari da un'altra parte di fare procedere all'endoscopia ed a una cistectomia? quale è secondo lei l'iter migliore da seguire, considerando mio marito sta diventando sempre piu debole, dorme sempre e non riesce nemmeno a reggersi piu in piedi? grazie.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non è possibile giudicare a distanza una situazione così complessa. Il fattore da tenere maggiormente in conto in queste situazioni marginali resta comunque la qualità della vita, piuttosto che la sua durata. Ci vuole molta sensibilità e saggezza per decidere se sia conveniente o meno sottoporre un paziente a procedure comunque molto invasive.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 341XXX

Sono d'accordo con lei. La ringrazio per la sua risposta. Cordiali saluti