Utente 379XXX
Gentili dottori, da qualche tempo a seguito dell'eiaculazione percepisco un lieve bruciore all'interno del glande. Non è un dolore ma un fastidio, a cui ho prestato attenzione cosciente soltanto nei giorni scorsi. Inoltre negli scorsi 3 mesi mi è capitato un paio di volte di avvertire una fitta al pene o ai testicoli o al basso addome: Un dolore tale da causarmi un sobbalzo involontario di riflesso, ma dalla durata di un brevissimo istante. Quest'ultimo caso si verificato sempre di notte in posizione distesa, al momento di coricarmi, non ricordo se a seguito di masturbazione. L'espulsione dell'urina mi richiede un minimo sforzo, ma in certi casi nel mio "storico" è potuto capitare di non riuscire ad espellerla immediatamente, ma di dover attendere tentando lievi sforzi che si protraevano per alcuni secondi. Mi chiedo se tali fattori siano sufficienti a considerare una visita ( urologica o andrologica ). Inoltre ho estremamente paura di sottopormi a tale visita, avendo letto qualche blanda informazione su internet: Pur avendo una buona tolleranza al dolore in generale, il solo pensiero che un tubo debba essere infilato nel mio condotto urinario mi fa rabbrividire. Mi chiedevo se potessi chiedere esplicitamente un'anestesia totale pur laddove non fosse necessaria, per il timore psicologico e viscerale di un corpo estraneo che penetra una parte così delicata ed intima. Per finire, collegato a quanto suddetto, mi chiedevo come fidarmi del medico in questione: I servizi sanitari pubblici della mia zona non sono sicuramente tra i migliori. Dovrei io prendere in considerazione l'idea di un privato e sarebbe questa una garanzia sulla sua competenza assoluta? Ripeto, si tratta di un tubicino manovrato manualmente all'interno del mio pene, ciò mi provoca un'ansia pazzesca

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Dr. Paolo Piana

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La visita urologica non comporta certamente in prima battuta l'endoscopia, che è un accertamento diagnostico di secondo livello, da effettuarsi solo quando ritenuto necessario, cosa che avviene solo in una parte dei casi. Per quanto riguarda la scelta dello specialista, ovviamente non possiamo fornirle indicazioni. Se non ha riferimenti diretti, la cosa più opportuna è che chieda al suo medico curante, il quale certamente conosce per precedenti esperienze la disponibilità nella sua zona e saprà darle delle indicazioni in merito.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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