Utente 457XXX
Buongiorno.
In passato ho già chiesto parecchie informazioni riguardo i miei problemi. Chiunque sia interessato a rispondermi, credo possa controllare nel mio profilo per vedere i precedenti consulti. Comunque, vorrei avere delle delucidazioni riguardo l'intervento per la sclerosi del collo vescicale. Al momento di certo, ci sono solo i miei sintomi. Dall'urodinamica risultava una vescica che si distende troppo e che avevo lo stimolo ad urinare intorno ai 600 ml con "spinta" troppo debole. Cistoscopia e cistografia suggerirebbero la presenza di un collo vescicale rigido che non si "imbutizza" a dovere (anche se gli urologi che mi hanno fatto la visita erano incerti sull'effettiva entità del problema) e una stenosi uretrale, definita dagli stessi "lieve" . Dopo un'ecografia transrettale e pelvica, risulterebbe anche esserci una lieve ipertrofia prostatica (la feci che avevo 29 anni...) I miei quesiti sono i seguenti : quale tipo di operazione ha la miglior riuscita (recidiva, sollievo dai sintomi) e quale invece permette con maggiore percentuale di mantenere l'eiaculazione? Tra l'altro leggevo e ho avuto anche conferma da alcuni urologi, che l'operazione al collo vescicale, non sempre garantisce un buon risultato, soprattutto quando si è in presenza di una vescica ormai troppo dilatata, e dove magari ci sono anche delle complicanze di natura neurologica (ho subito seri effetti collaterali a seguito di una terapia con fluorochinoloni). Al momento i miei sintomi sono insostenibili. Prendo il cialis praticamente tutti i giorni (5 mg), con scarsi risultati, ma un pochino di sollievo riesco ad ottenerlo. Gli aflabloccanti li ho presi con scarsissimi risultati e con molti effetti collaterali. La cosa più sconfortante è la mancanza di una diagnosi certa. Tutti i miei problemi sono cominciati a seguito di un intervento di varicocele subito nel 2015. Dopo l'operazione infatti, lamento uno sgocciolamento post minzionale ogni volta che urino. Il sintomo ad oggi persiste. Anche la frequenza delle minzioni è aumentata dopo l'operazione di varicocele, ma è peggiorata moltissimo dopo l'uso del fluorochinolone (arrivo ad urinare anche 10-12 volte al giorno) .Il farmaco, come dicevo, mi ha dato moltissimi effetti collaterali (dolori muscolo scheletrici, capogiri, debolezza e stanchezza diffusa etc.). Io non so piu cosa fare. Vorrei evitare l'operazione, visti i probabili effetti sull'eiaculazione, ma se almeno avessi la certezza che tutte le altre cose si risolvessero, forse mi farei operare. Vi ringrazio. Qualsiasi consiglio, suggerimento o parere è ben accetto. Grazie ancora.
PS. Ricapitolando, i miei sintomi,ad oggi sono questi : estrema pollachiuria, incompleto svuotamento della vescica, dolore pelvico cronico, sgocciolamento post minzionale, getto debole (confermato da flussometria), qualità e frequenza delle erezioni tremendamente peggiorate. Qualità della vita, ovviamente pessima...ho 32 anni.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Collegandoci a quanto discusso lo scorso anno, ci chiediamo se sia stato eseguito lo studio elttrofisiologico dell'innervazione pelvica di cui si era parlato. Comprendiamo certamente le incertezze dei Colleghi che hanno considerato le indicazioni ad un intervento disostruttico del collo vescicale. Si potrebbe presumere un buon risultato se lei traessealmeo qualche giovamento dai farmaci alfa-litici o dal tadalafil, cosa che non traspare dalla sue parole. Sinceramente, prima di confermare o meno la diagnosi, ripeteremmo una indagine urodinamica presso una strutura specializzata nella urologia funzionale (c.d. neuro-urologia).
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 457XXX

Gentile Dottor Piana, grazie ancora per la risposta. No, non ho ancora effettuato lo studio neurofisiliogico, in quanto nella zona in cui risiedo, non è presente una struttura dove lo eseguano. Al più presto, comunque, lo farò. Ho già contattato un centro. Per quanto riguarda l'alfabloccante, a parte i molti effetti collaterali, che mi hanno fatto desistere dal continuarne l'utilizzo, non ne ottenni mai un grosso beneficio : si, forse il getto era leggermente più forte, ma la pollachiuria non è mai diminuita. Per quanto riguarda il tadalafil, riesco a sopportare meglio gli effetti negativi e riesco ad ottenere un minimo di sollievo (dolore pelvico) e svuotamento appena migliorato, per lo meno la notte...
A questo punto le ripeto la domanda. Secondo lei, essendo presente una vescica ormai troppo distesa, qualsiasi siano le cause (ostruttive o nerologice o addirittura entrambe) un intervento per aprire il collo, sarebbe inutile o potrebbe portare al quasi totale miglioramento della sintomatologia?
La mia più grande paura, è quella di dover affrontare un intervento, con tutti i rischi che comporta, solo per poi rendermi conto che fosse assolutamente inutile.
Grazie comunque delle tempestiva risposta.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L’intervento di sezione o resezione del collo vescicale in fin dei conti non è certamente un gran che, essendo a modo suo assai meno invasivo di qualsiasi procedura endoscopica per l’ingrossamnto prostatico. Ma come tutti gli interventi si cerca di dare le indicazioni in modo più mirato possibile. Nel suo caso, ci pare non sussistano ancora gli elementi per esprimere questo giudizio con un minimo di sicurezza.
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[#4] dopo  
Utente 457XXX

Capisco che lei indichi l'intervento al collo vescicale meno invasivo di altre procedure, ma l'eiaculazione retrograda, rappresenta per me, un grande blocco. Se potessi evitarla sarebbe per me molto meglio. Capisco che ci siano interventi per cercare di tutelarla (l'eiaculazaione),ma, da quello che mi sembra di capire, ogni volta che si va a toccare quella parte, una certa percentuale di perdita esiste sempre. Grazie ancora Dottor Piana. Non appena ripeterò l'urodinamica e lo studio neurofisiliogico la aggiornerò. Grazie ancora.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Vi sono situazioni in cui con questo tormentone dell’eiaculazione retrograda bisogna scendere ad un compromesso, in particolare quando sull'altro piatto della bilancia vi sono disturbi invalidanti. Oggigiorno la fertilità aarebbe comunque conservata, con un predeposito di liquido seminale o con la raccolta di spermatozoi dall’urina od altri punti delle vie seminali. Ma non vogliamo andare troppo in là con le previsioni.
Dr. Paolo Piana
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