Utente
17.05.2018 TAC c/O Pronto Soccorso S.Orsola: Litiasi in sede premeatale di 8 mm. Prescritto Omnic 0.4 mg 1 cp x dieci giorni. Il calcolo si muove ma non esce.
07.11.2018: TAC presso Ospedale Privato: Immodificata la formazione litisiaca di un centimetro in sede iuxta meatale sinistra in prossimità della vescica.
Situazione asintomatica.
Ecografia odierna conferma la situazione (modifica la dimensione in 7.2 mm) e si consiglia Litotrissia Extracorporea.
LA DOMANDA: E' possibile e/o ipotizzabile un'ulteriore tentativo di espulsione con farmaci? Quali?

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Dr. Paolo Piana

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Dopo un anno è quasi inverosimile che questo calcolo venga espulso spontaneamente, la terapia più idonea è già stata attuata senza esito. Diremmo che si è già atteso più che troppo e lei è stato molto fortunato che nel frattempo non si siano manifestate delle complicazioni. L’applicazione delle onde d’urto dall’esterno in quella posizione è possibile, ma il risultato è influenzato negativamente dal fatto che il calcolo fermo da tanto tempo si è certamente creato una nicchia in grado di attutire l’efficacia. Un tentativo può anche essere attuato, tenendo presente che la procedura certamente risolutiva in tempi brevi è l’endoscopia operativa con frammentazione diretta a mezzo laser.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Ringrazio per l'esaustiva risposta in tempo reale che conferma (purtroppo) il quadro clinico a me noto e che è confermato dalla mia impressione personale e cioè il calcolo (a differenza di tanti altri già espulsi in 50 anni) è indifferente ad ogni "bomba di acqua" ed esercizi fisici di ogni genere (scale a piedi ecc.). Sembra, proprio, si sia creato una nicchia. Un lettore dell'ultima TAC (mi hanno detto che non è verosimile) afferma si sia spezzato in due parti con la maggiore a monte il che ostacola l'azione della c.d. "bomba d'acqua". Tale urologo aggiunge che l'esercizio fisico avrebbe un'azione più incisiva rispetto all'introduzione di una grande quantità di acqua.
A questo punto decido di tentare l'applicazione delle onde d'urto dall'esterno (ritengo sia la scelta meno invasiva prospettata in modalità ambulatoriale) e prendo atto che lo stesso non può rimanere più a lungo in detta posizione.
Se fosse possibile esprimere un voto nel "range" 1-10 risulta evidente che sarebbe sicuramente l'espressione massima (dieci). Buona giornata.

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Dr. Paolo Piana

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Le bombe d’acqua sono un pericoloso retaggio della vecchia urologia che purtroppo ancora stenta ad essere definitivamente dimenticato. È stato ampiamente dimostrato ormai da decenni che la progressione dei calcoli non è condizionata dalla spinta del flusso di urina ma solo dalla compiacenza delle pareti dell’uretere. Aumentare il flusso delle urine il più delle volte rischia unicamente di causare inutili coliche, appesantendo il rene. Questo anche perché i calcoli non sono tondi e lisci come pallini da caccia, ma rugosi ed irregolari tanto da tendere facilmente ad aggrapparsi alla mucosa e qui indovarsi finché la pressione non si riduce. La compiacenza dell’uretere può essere aumentata dall’azione di alcuni farmaci (alfa-litici, cortisone), anche se l’efficacia è molto condizionata dalle dimensioni del calcolo ed il tratto di uretere in cui si trova. La invitiamo a leggere questo nostro articolo:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema.html

Per quanto riguarda il suo calcolo, già le abbiamo espresso le nostre perplessità sull’applicazione delle onde d’urto, basate sulla nostra esperienza, comunque tentar non nuoce , al limite si perde solo un po’ di tempo.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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