Utente
Egregi Dottori,
illustro brevemente la situazione di mio zio, anni 70, normopeso, nessuna patologia a parte l'aver scoperto un carcinoma prostatico ancora in fase di diagnosi definitiva.
Gli accertamenti sono iniziati verso la fine di ottobre 2019.

Excursus in breve:
Analisi del sangue: PSA 37
Visita urologica (Istituto tumori Pascale) con ispezione rettale: riscontro zona sospetta, indicazioni per biopsia.

Risonanza magnetica con contrasto addome inferiore e scavo pelvico: vescicole seminali simmetriche e finemente disomogenee (...) estesa area di alterazione di segnale di 22x14x18 mm (...) PIRADS 5 (...) Continuità della capsula prostatica vera (...) Non linfonodi patologici (...) Non evidenti aree di alterazione di segnale a carico dei segmenti scheletrici esaminati.

Risonanza magnetica con contrasto addome superiore: rileva areole iperintense in T1, T2 e SPAIR in D9, D11 e L2 (due delle quali già riscontrate quasi due anni fa e delle stesse dimensioni per risonanza magnetica per ernie discali, e valutate in prima analisi come "angiomi")
Analisi pre-biopsia: PSA 50 (a distanza di 15 giorni dalle prime analisi in cui rilevavano PSA di 37)
Biopsia prostatica: 12 frustoli prelevati.
Tutti intercettano adenocarcinoma acinare con Gleason da 6 a 8.
Lunghezza totale dei frustoli 144 mm, quota tumorale totale 45, 6 mm (31, 6%).

TAC Total body: non rilevate particolari alterazioni se non la rarefazione ossea dei somi D9, D11 e L2 "note in anamnesi" (ho lasciato nel giorno dell'esame, perché richiestomi, il dischetto e la refertazione della risonanza); oltre a subcentimetrica areola litica all'area iliaca a DX.

Scintigrafia ossea: c'è scritto esclusivamente "l'esame sistemico dello scheletro eseguito nelle proiezioni anteriore e posteriore Whole-body NON ha evidenziato aree di patologico iperaccumulo del radiofarmaco da riferire a lesioni ossee secondarie nei limiti della metodica".


A fronte di tali indagini, in visita, sempre in istituto Pascale di Napoli, ci hanno richiesto ulteriore PET con PSMA per la quale abbiamo dovuto attendere 1 mese e mezzo e prenotata per il prossimo venerdì 14 febbraio.
Vogliono escludere che quelle riscontrate siano metastasi ossee.


Data l'ansia in quanto come un padre per me e lo stato emotivo di mio zio, volevo essere, per quanto possibile, tranquillizzata sull'alta sensibilità della scintigrafia ossea in merito e la bassa probabilità di essa per falsi negativi.

Mi scuso per l'eventuale disturbo arrecato e pongo cordiali saluti, oltre a ringraziare per la disponibilità nella risposta.


PS mi scuso per la mia illustrazione-descrizione sintetica e non "competente" dei risultati delle analisi riportate.

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Vi è un contrasto tra l'esito sospetto della TAC e quello negativo della scintigrafia ossea, pertanto è stato giustamente ritenuto necessario chiarire ulteriormente con la PET. Questo perché la differenza di diagnosi porterebbe a percorsi terapeutici completamente diversi. Se fosse confermato il sospetto di metastasi alle vertebre, non vi sarebbero più indicazioni alla chirurgia, ma il caso diventerebbe di interesse oncologico-medico, curabile con chemioterapia ormonale di blocco androgenico totale, associata o meno a radioterapia esterna.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente
Ringrazio il prof.dott. Piana per la risposta.
Aggiorno a distanza di due mesi.
La per è risultata negativa.
Il 5/3/20 lo zio è stato operato per prostatectomia radicale robotica, nessuna complicanza post-operatoria, catetere tolto prima della dimissione dopo 4 giorni, continenza urinaria buona.
Il referto dell'esame istologico riporta:
Diagnosi pT3a R1 pN0
- 11 linfonodi isolati: tutti indenni
- G (4+3) 7 entrambi i lobi, maggiore a dx
- infiltrazione perineurale presente
- infiltrazione linfovascolare assente
- diametro focolaio dx 2.1cm
- diametro focolaio sx 1.5 cm
- percentuale tessuto prostatico interessata 50% circa
- EPE presente, diffusa
- sede EPE margine posteriore del lobo dx
- margine chirurgico lobo posteriore destro 2 mm
- apice sede di neoplasia senza coinvolgimento del margine
- base esente da neoplasia
- vescichette seminali esenti da neoplasia

Il PSA pre-operatorio era 50, ad oggi 40 giorni dall'intervento, 7,5.

Sulla base di tali risultati, il quadro è preoccupante?
Data l'emergenza Covid, le preoccupazioni sono amplificate, soprattutto nel recarci in presidi ospedalieri/sanitari.
Tra qualche giorno effettueremo eco-addome completo e poi appuntamento con l'urologo/chirurgo.

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Il tumore è ad aggressività media (Gleason 4+3=7), vi è una piccola positività del margine di resezione chirurgica a desra (R1) che porta ad una stadiazione finale pT3a. Noi crediamo che la maggioranza dei Colleghi in questo caso consiglierebbe un monitoraggio del PSA ogni 2 mesi per il prossimo anno. Se si dovesse rilevare la tendenza ad un rimbalzo (non solo di centesimi) si potrebbero porre le indicazioni ad una radioterapia adiuvante.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente
Grazie prof. Piana, soprattutto per la celere risposta.
Grazie mille davvero per la disponibilità.
Le auguro una serena Pasqua.

[#5] dopo  
Utente
Torno a aggiornare sulla situazione di mio zio:
Pre-intervento:
- PSA: 50 ng/ml;
- scintigrafia ossea febbraio: negativa;
- PET- PSMA intercetta solo la prostata, negativi ogni altro distretto;
- Intervento di prostatectomia ad inizio marzo;
- biopsia: Gleason 7 (4+3), pT3a R1 pN0 con 2mm di EPE;
- PSA ad un mese dall'intervento: 7,5 ng/ml;
- PSA a due mesi dall'intervento 8,2 ng/ml;
- Prescritta radioterapia adiuvante che inizierà lunedì a meno di 3 mesi dall'intervento;
- Iniezione Eligard (Leuprorelina) ogni 3 mesi

Il suddetto percorso è stato affrontato con gli specialisti dei vari settori del Pascale, totalmente fiduciosi della situazione di zio.
Alla visita privata con l'urologo-chirurgo che ha eseguito l'intervento (robotico e laparoscopico), ha mostrato titubanza dinanzi al psa. Ha espresso il consiglio di eseguire una PET con Psma prima della radio, ma nel ricordargli che era già stata fatta prima dell'intervento 3 mesi fa, con esito negativo, ha soprasseduto.

Il mio dubbio:
Possibile che sia cambiata la situazione in 3 mesi e che il tumore si sia esteso a distanza in così poco? Anche l'ecografia effettuata ad Aprile mostrava una situazione normale.
Lui fisicamente sta benissimo, continua la sua attività nell'orto ed è molto attivo.
La continenza è buona, la valutazione sessuale non c'è perché non è sposato.
Ho davvero tanta apprensione. Poiché, ripeto, è come un padre per me, in più lui è molto emotivo e cerco sempre di dirgli ogni giorno che è tutto ok.
Vi ringrazio per l'eventuale risposta.

[#6]  
Dr. Paolo Piana

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Questi valori del PSA a meno di 3 mesi dall'intervento evidenziano che lo stesso non sia stato (o meglio non abbia potuto essere radicale). Vi è pertanto persistenza di tessuto tumorale, anche se certamente in minima quantità, ma tale da produrre PSA in quantità apprezzabile. Non è assolutamente detto che questo tessuto possa essere intercettato dalla PET, d'ogni modo il risultato non contribuirebbe in modo essenziale alla ulteriore strategia terapeutica, che è indiscutibilmente quella che è in parte già in corso (Eligard) ed in parte da iniziarsi a breve (radioterapia).
Dr. Paolo Piana
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[#7] dopo  
Utente
La ringrazio ancora una volta Prof. Piana, per la celere risposta ed esaustiva risposta.
Mi permetta (e mi scuso in contemporanea) un'ulteriore domanda: la radioterapia e la terapia ormonale possono risultare risultare risolutive?

[#8]  
Dr. Paolo Piana

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Realisticamente, diciamo che sono senz’altro in grado di tenere sotto controllo una situazione tumorale localmente ancora non completamente risolta.
Dr. Paolo Piana
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[#9] dopo  
Utente
Il "tenere sotto controllo" quindi vuol dire che non andrà a risolvere poi la situazione? O che per ora non è risolta, ma con la radio, mi lasci il termine, si andrà a 'bruciare' il residuo dell'intervento?
Sono davvero molto preoccupata, quindi mi scuso delle domande continue.
Forse cerco di essere tranquillizzata sulla vita e le conseguenze per mio zio ed i miei cari.

[#10]  
Dr. Paolo Piana

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Ci sono delle ottime probabilità di efficacia, ma realisticamente parlando si tratta comunque di un tumore maligno che ha manifestato una certa aggressività locale.
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