"Mi è stata trovata la pressione degli occhi alta, ho il glaucoma?"

"Un mio parente ha il glaucoma, significa che verrà anche a me?"

"Ci vedo peggio di prima/mi lacrimano spesso gli occhi/ho spesso mal di testa: potrebbe essere un glaucoma?"

"Con il glaucoma si diventa ciechi?"

Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che vengono poste agli specialisti da pazienti che, per qualunque motivo, abbiano dubbi a proposito del glaucoma.
Come sempre accade in ambito medico ogni situazione presenta dettagli e sfumature particolari, ma possiamo comunque provare a generalizzare per fare luce su alcune delle questioni che di solito creano più confusione.

EGS
Per fare ciò ci viene in aiuto la European Glaucoma Society (EGS), ovvero la più autorevole società europea che raccoglie i pareri dei maggiori esperti di glaucoma a livello mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

La prima cosa da fare è sicuramente una: dobbiamo specificare che esistono diversi tipi di glaucoma.

I glaucomi, infatti, vengono suddivisi in diversi gruppi a seconda dei diversi modi di insorgenza, possono cioè avere diversa patogenesi. 
Inoltre, all'interno di uno stesso gruppo, si possono presentare notevoli differenze dovute al decorso, che può variare molto da persona a persona (in pratica lo stesso tipo di glaucoma può essere più grave in una persona e meno grave in un'altra).


A seconda del tipo di insorgenza distingueremo, pertanto:

  • GLAUCOMI CONGENITI
  • GLAUCOMI AD ANGOLO CHIUSO
  • GLAUCOMI AD ANGOLO APERTO

poag

 

Sono tre entità patologiche completamente diverse tra loro.

Per semplicità ci concentreremo, questa volta, sui glaucomi ad angolo aperto, ovvero la forma in assoluto più frequente.
Cominciamo dalle domande più semplici.

 

CHE COS'È IL GLAUCOMA?

Il glaucoma è una "neuropatia ottica cronica progressiva"

Traduciamo parola per parola:
- neuropatia: è una patologia del tessuto nervoso.

- ottica: è una patologia che riguarda l'occhio. Ma ne siamo davvero così sicuri? Ne riparleremo tra poco.

- cronica: un glaucoma non guarisce. Le terapie sono tutte mirate a diminuirne la gravità e a rallentarne il decorso

- progressiva: il glaucoma è una patologia che negli anni porta a peggioramenti del campo visivo. Ma tempi e modi, come vedremo, possono cambiare molto.

 

Come alcuni avranno potuto notare nella definizione di glaucoma non viene fatto nessun riferimento alla pressione oculare

Scopriamo perchè.

 

PERCHÈ CI SI AMMALA DI GLAUCOMA?

La risposta potrebbe essere sorprendente per molti: NON SI SA PERCHÈ CI SI AMMALA DI GLAUCOMA.

dubbio

A dire il vero è proprio così, nella comunità scientifica non c'è un'opinione definitiva a riguardo. Recentemente stanno prendendo sempre più campo teorie che accomunano il glaucoma alla malattia di Alzheimerun po’ come se il glaucoma fosse una "forma localizzata" a livello oculare della malattia di Alzheimer. Altri sostengono che il "primum movens" sia una patologia che colpisce una particolare zona dell'occhio, il trabecolato, e che determina un danno ossidativo a livello delle cellule ganglionari della retina. Ma la realtà è che, ad oggi, non esiste una teoria che abbia messo tutti d'accordo.

Cosa sappiamo, allora, del glaucoma?
Sappiamo che esistono DIVERSI FATTORI DI RISCHIO.

 

  • PRESSIONE OCULARE ELEVATA (IOP, acronimo in inglese): esiste una strettissima correlazione tra pressione oculare e glaucoma, al punto che talvolta, erroneamente, un ipertono oculare viene considerato implicitamente come un glaucoma. 
    NON È COSì. Una IOP elevata è sempre sospetta ed impone accertamenti diagnostici, ma per porre diagnosi di glaucoma c'è un un solo ed unico esame: il campo visivo.

    Possiamo pertanto dire che IPERTONO OCULARE NON SIGNIFICA GLAUCOMA!

    Ma facciamo ancora un po' di chiarezza: quando possiamo effettivamente parlare di ipertono oculare? La pressione oculare massima considerata normale è di 21 mmHg.

    E allora quale legame intercorre tra la pressione oculare ed il glaucoma?
    Possiamo generalizzare e dire che a livelli di pressione oculare superiori a 21 mmHg corrisponde, in proporzione, un aumento del rischio di sviluppare un glaucoma, ovvero tanto maggiore sarà il valore pressorio e tanto maggiore sarà il rischio di sviluppare un glaucoma.
     tonometria


  • FAMIGLIARITÀ: Se un componente della famiglia ha il glaucoma, tutti gli altri componenti hanno un rischio aumentato di andare incontro allo stesso tipo di patologia.
    È difficile se non impossibile quantificare il rischio, ma basti sapere che avere un parente glaucomatoso deve portare tutti i suoi parenti stretti ad eseguire controlli oculistici periodicamente. Particolare correlazione è stata notata tra fratelli/sorelle.

  • MIOPIA: gli occhi miopi, oltre ad avere un rischio aumentato per altri tipi di patologie oculari, sono più esposti al rischio di sviluppare glaucoma.

  • ETÀ: sopra i 70 anni il rischio aumenta sensibilmente rispetto a soggetti più giovani (il rischio stimato è del 3,3%).
    Questo ci obbliga ad una considerazione: visto il continuo innalzamento dell'età media nei paesi occidentali, il numero di persone affette da glaucoma è destinato ad aumentare molto nei prossimi anni.

  • DIABETE: rispetto ad un soggetto della stessa età un paziente diabetico ha quasi il doppio del rischio di andare incontro a glaucoma

  • RAZZA: gli afro-caraibici hanno rischio aumentato rispetto ai soggetti caucasici

 

QUALI SINTOMI DÀ IL GLAUCOMA?

Purtroppo il glaucoma è una patologia che non dà alcun tipo di sintomo: esistono delle evidenze obiettive, come le alterazioni della testa del nervo ottico, o papilla ottica, riscontrabili durante la visita oculistica, ma da un punto di vista soggettivo la persona affetta da glaucoma non ha disturbi particolari!

Nemmeno problemi visivi? Ovviamente il glaucoma, come tutti sanno, dà problemi visivi, basti pensare che è una delle prime cause di cecità nel mondo. Forse quello che NON tutti sanno è che i disturbi visivi causati dal glaucoma riguardano nelle fasi iniziali ed intermedie la visione perifericadunque non coinvolge la visione centrale se non nelle fasi terminali.

glaucoma

(Oggi sappiamo che questa immagine non corrisponde completamente alla realtà, ma resta un buon modo per poter rendere l'idea)


Questo da una parte ci conforta molto perchè il paziente glaucomatoso, se seguito e controllato adeguatamente, può mantenere durante tutta la sua vita un'ottima capacità visiva, ma dall'altra ci deve tenere in guardia l'idea che non potremo mai dire "ci vedo bene allora non ho il glaucoma".

 

CIRCA LA METÀ DELLE PERSONE AFFETTE DA GLAUCOMA NON SA DI ESSERLO!
È evidente, pertanto, che l'unico modo per evitare brutte sorprese sono i controlli periodici dal proprio oculista.

 

 

IN CONCLUSIONE

Non conosciamo ancora l'esatta patogenesi del glaucoma, conosciamo però quali sono i fattori di rischio e proprio su questi si cerca di incidere con le terapie che oggi abbiamo a disposizione.
È fondamentale per i soggetti a cui è stata posta la diagnosi di glaucoma assumere regolarmente e costantemente le terapie prescritte ed eseguire gli esami (su tutti il campo visivo) ciclicamente, mentre nei soggetti sani i controlli periodici permettono di escludere la patologia o, se questa fosse in atto, di trattarla con il maggior anticipo possibile.

Come sempre, nessuno meglio del vostro oculista può aiutarvi a gestire ogni situazione con l'efficacia necessaria.