La volpe dice al Piccolo Principe:

" Per poter giocare insieme, occorre essere addomesticati ed innamorati, quando si creerà un legame d'appartenenza, io sarò la tua volpe"

                      Piccolo principe.

 

L'antropologo Alfred Gell sostiene che l'Amore si basa su un processo di esclusione degli estranei: è un doppio processo di scoperta reciproca ed esclusiva, unitamente alla creazione di uno spazio dove gli estranei vengono totalmente allontanati.
Vediamo insieme lo stato dell'arte della coppia di oggi.
In tempi di inquietudine, l'universo coppia si trova al centro di svariate crisi che si manifestano a più livelli: personale, lavorativo, sociale ed ovviamente intrinseco alla coppia stessa.
Il legame d'amore non è caratterizzato soltanto dalla dimensione dell'appartenenza - come scriveva il Piccolo Principe, ma da tantissimi altri elementi, propedeutici e parte del legame stesso, che fanno transitare "quella" relazione ad una dimensione di longevità del legame.
Alla creazione e soprattutto al mantenimento nel tempo della coppia, contribuiscono svariate dinamiche che remano a favore o contro il legame d'amore.
Dinamiche di potere, di dominanza e di sottomissione, di Eros e di dolcezza, si alternano ed intersecano facendo diventare quella coppia, la vera "alchimia di un incontro".

La coppia attraversa svariate fasi topiche, spesso complesse e faticose.
Un giro di boa importante è il passaggio dall'innamoramento all'amore: il passaggio dalla dimensione sognante e ferormonica, all'affettività ed alla stabilità.

Se la coppia avrà superato la fase dell'adattamento al mondo dell'altro, avrà sicuramente delle chance in più per sopravvivere all'usura del tempo ed alle inevitabili intemperie della vita.
Durante il cammino di una coppia, i partners, si troveranno a percorrere strade impervie ed in salita, come i cambiamenti psico/fisici di ogni partner e la nascita dei figli, la gestione delle famiglie d'origine ed i nuovi equilibri da creare e da riadattare in funzione delle varie fasi della vita, fino ad arrivare alla difficile gestione del denaro e del potere, il tutto supportato o minato dalla poliedrica sfera della sessualità.

Spesso uno dei due tende ad essere il partner dominante, una sorta di maschio alfa della coppia; il territorio simbolico e psichico verrà delineato e marcato - come fanno gli animali in natura - ed il desiderio inconscio di lasciare la propria impronta sull'altro viene spesso visto come un atto di prevaricazione e di colonizzazione del mondo dell'altro.
La coppia come sappiamo è molto di più della semplice somma dei due protagonisti del legame d'amore, è infatti l'incontro tra due passati, tra due inconsci e due immaginari, tra due sistemi educativi ed eventuali "doti affettive" ereditate dalle famiglie d'origine, tra due sguardi sul mondo e da tantissimo altro.

  • Le differenze uniscono o separano?
  • Le similitudini rinforzano il legame o sono una reale minaccia?
  • Due mondi passati dissimili, rappresentano due tesori nascosti o due bombe ad orologeria?
  • L'intesa sessuale è frutto di un'alchimia di pelle o di un percorso di vita a due?
  • Punto d'arrivo o di partenza?

È bello immaginare che possa accadere a tutti di incontrare la classica mezza mela di Platonica memoria, l'incastro perfetto tra due metà, ma il cammino del vivere in coppia è arduo e complesso.

Molte coppie vanno incontro a crisi reiterate nel tempo e sembrano non possedere gli strumenti per leggersi dentro e per attivare un "cambiamento salva legame".
Le verbalizzazioni tendono ad essere ridondanti e ripetitive, lo stress emotivo correlato sempre uguale, se non crescente ed i vicoli bui della comunicazione immobili e dolorosamente presenti.

Il destino sentimentale di ciascuno di noi affonda le sue radici nell'infanzia, dipende da infiniti fattori, uno dei quali è la "dote affettiva" che portiamo dentro la coppia.
Come siamo stati amati ed accuditi, nutriti ed adeguatamente protetti, supportati e sostenuti o scarsamente amati e rinforzati in autostima e benessere psico-fisico.
Durante lo sviluppo psicosessuale dell'individuo, emergono quei bisogni primari che, se non soddisfatti nella relazione madre bambino, saranno d'ostacolo ad una vita di coppia adulta e matura.

Quindi passato e presente - e direi anche futuro - dipendono spesso da quei luoghi lontani: i luoghi dell'infanzia.

Deliri di gelosia, si intersecano a quote di diffidenza e sospettosità ed il mal d'amore renderà il posto dell'Amore.

  • Quando il destino sentimentale non è più un destino felice, cosa dovrebbe fare questa coppia?
    Perseverare o separarsi?
  • Riproporre gli antichi copioni immutati ed intrusivi? Promettersi che cambieranno in nome dell'amore per l'altro? Sanno bene entrambi che le loro promesse non si tradurranno in realtà...nonostante il sentimento.
  • Essere candidati alla sofferenza ed all'infelicita cronica?
  • In caso di coppie colleriche e disfunzionali, quanto potrà durare nel tempo l'illusione d'amore?
  • Per quanto tempo questo nobile sentimento potrà sanare le antiche ferite ed aiutarli a soprassedere sulle incomprensioni e sugli astii?
  • Quando i segnali di infelicità diventano dei veri campanelli d'allarme, cosa fare?
  • Ascoltarli?
  • Tacitarli?
  • Spostarli altrove?
  • Somatizzare la sofferenza?
  • Quante notti insonni prenderanno il posto del buon ed indispensabile sonno?

Quando un amore giunge a termine, le cause sono spesso poliedriche e vanno ricercate nella storia, unica, di quella coppia, nel suo passato, nel suo presente e nelle sue aspettative di vita.

  • Quali progetti?
  • Quali sogni nel cassetto?
  • Quali aspettative per un "futuro condiviso"?

Illusioni e disillusioni si alternano ad un esame di realtà, spesso compromesso, che segnano il cammino di quella coppia.
Alle prime mareggiate matrimoniali, i partners faranno finta di niente, l'omertà sarà una strategia difensiva per lenire il dolore: non diranno a loro stessi che c'è qualcosa che non va nel loro legame e proseguiranno miopi e sofferenti.

Avranno paura del dolore, della possibile perdita e dell'abbandono e faranno di tutto per ricucire la coppia, mentendo a loro stessi, glissando e promettendosi cambiamenti e miraggi di serenità.
Non è possibile omologare le coppie, né i loro malanni, ma quando si tratta di coppie "recidive alla crisi",forse un'analisi più approfondita andrebbe effettuata.

Mi capita di seguire partners collerici, irrisolti, che improntano la loro relazione sul desiderio malsano ed inconscio di modificare l'altro.
Meccanismi arcaici e potenti muovono le fila di questi legami, uno dei due spesso tende a rivisitare legami d'infanzia - spesso rivede il padre o la madre nel partner - o vive la riedizione di copioni già vissuti.
Immaginare di modificare l'altro è tra le illusioni d'amore più potente e più pericolosa, rappresenta infatti la strada verso la compromissione del legame (Jole Baldaro Verde)
Il partner che si sentirà oggetto, prima di cure e poi di critiche, in nome dell'Amore farà di tutto per assecondare il coniuge, ma poi - come un adolescente ribelle - vorrà ritrovare se stesso, il suo vero sé, con gioie e dolori, defezioni ed unicità.



Perseverazione o separazione?

A volte il successo di una terapia di coppia - paradossalmente - è proprio la separazione; percorso doloroso, ma spesso indispensabile, che riconsegnerà i protagonisti di quell'amore sofferente, alle loro vite.
La libertà è faticosa e disorienta, ed è forse un triste ripiego dopo il fallimento del legame, spesso infatti spinge ai limiti dell'irresponsabilità, ma rende le vite di entrambi i coniugi più autentiche e forse meno gravate dal peso della sofferenza.

 

Perché ci si lascia così male?

La fine di una storia d'amore è spesso accompagnata da gesti lapidari e crudeli, tanto da far passare il senso della "definitività della rottura", senza ripensamenti, negoziazioni o cambi di rotta.
Quando uno dei due partners comprende che non c'è più niente da fare, mette in atto strategie di sabotaggio al legame, per non prolungare la sofferenza propria e dell'altro.
Chi decide - o meglio agisce l'abbandono - parla di una vera e propria "chirurgia"; vengono adoperati termini come "tagliare, recidere, amputare".
La terminologia chirurgica sembra bene interpretare il dolore dell'abbandono e della fine del rapporto, anche il "dopo separazione" viene rappresentato da termini come "convalescenza", "anestesia", il tempo che ci vuole per far "cicatrizzare le ferite" e così via...

La medicalizzazione dell'amore da il senso del male inevitabile che procura l'amore.
La fine di un amore, passa sempre da rituali estremi, una sorta di gestualità che sancisce la fine: si buttano le foto, si restituiscono i regali, si cancellano le email; gestualità forti che sembrano volersi sostituire alla paura della ricaduta amorosa.
Non dobbiamo dimenticare che Medea cuoce i suoi figli per darli in pasto a Giasone, il padre, una metafora greca che da il senso dell'obbligatorietà del rituale estremo dell'abbandono.

La fine di un amore mostra il peggio degli esseri umani: l'altro mostra improvvisamente la sua inaspettata estraneità, gesti che offendono e disorientano.
Il lutto del "dopo" è un vero esercizio del distacco, l'altro non è morto, ma vive altrove e per di più senza di noi.
Un altro aspetto da non sottovalutare è l'aspetto ricattatorio dei ricordi.
Basta un niente, una foto, un'emozione, una canzone e la ricaduta è dietro l'angolo, l'illusione d'amore torna prepotentemente a prendere il posto del dolore ed i partners credono che in funzione di quanto provato, potranno tornare a vivere ancora il legame reciso.
In questi casi diventa indispensabile un aiuto specialistico: luogo simbolico di analisi e di comprensione delle pieghe psichiche più profonde di entrambi i protagonisti di questo amore così sofferente, che possa aiutarli a capire se è più utile perseverare o separarsi.