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Ha avuto e continua ad avere delle ripercussioni sulla nostra vita di coppia


martedì 24 aprile 2012 da Utente cancellato
Sono sposata da quasi due anni e mezzo. All'inizio il rapporto con mio marito non è stato per niente facile in quanto cinque mesi prima del nostro matrimonio, a causa di un sinistr stradale, è venuto a mancare suo padre. Ciò gli ha causato nervosismi vari e stress emotivi notevoli.Premetto che sedici anni prima mio marito perse, sempre in un sinistro stradale in cui anche lui stesso si trovò coinvolto,suo fratello di appena 21 anni. La morte del padre quindi ha riaperto in lui una ferita che a stento era riuscito a curare. Il problema è che questo nuovo lutto nella sua famiglia di origine(oramai composta solo da sua madre) ha avuto e continua ad avere delle ripercussioni sulla nostra vita di coppia. Sin da subito,pur avendo una nostra casa, siamo stati sempre vicino a sua madre, trascorrendo il tempo libero che avremmo potuto trascorrere a casa nostra a casa di lei. Lei sempre con noi, a pranzo, a cena.Ogni giorno, tutti i giorni. Non è una persona invadente ma nonostante tutto mi accorgo che io e mio marito non riusciamo a decollare bene come marito e moglie. é come se fossimo eterni fidanzati, con la presenza sempre costante della mamma che seppur involontariamente riesce sempre a condizionare le scelte di mio marito.Qualsiasi cosa lei dica,anche se sotto forma di consiglio, per mio marito è sacrosanta. Questo porta scontri fra me e lui, anche per piccole cose. Non so proprio come fare a sistemare le cose perchè se da un lato amo mio marito e voglio vederlo tranquillo nel sapere che sua madre non è sola ma con noi, dall'altro mi dispiacerebbe "togliere" a mia suocere il nostro affetto visto che non ha più nessuno a parte noi...dall'altro ancora però voglio che fra me e mio marito ci sia complicità e non scontri dovuti al fatto che non riusciamo a creare le nostre abitudini come coppia ed anzi lui si sente destabilizzato allorquando io propongo qualcosa di nuovo!!! Ci può essere una giusta via di mezzo?

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Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

Risponde in:
Psicologia

Esercita a:
MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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Indice di partecipazione al sito: 1210
indice medicitalia
Cara signora,

è possibile che, come dice lei, la perdita del padre prima del matrimonio abbia in qualche modo riattivato in suo marito il lutto per la precedente perdita del fratello e che la reazione che ne è conseguita derivi da entrambe queste gravi perdite.

Ha provato a proporgli di farsi aiutare da uno psicologo a superare il dolore per la morte del padre?

Mi sembra di capire che la situazione che si è creata non sia imputabile se non minimamente a sua suocera, che lei descrive come una persona non invadente, ma solo al desiderio di suo marito di fare qualcosa per alleviare la solitudine della propria madre.
Si tratta davvero di una donna sola oppure, per quanto magari non abbia altri parenti, ha amici e conoscenti da frequentare?
Quanti anni ha?

"mi accorgo che io e mio marito non riusciamo a decollare bene come marito e moglie. é come se fossimo eterni fidanzati"

In effetti la presenza costante della suocera può aver prodotto una sorta di cristallizzazione del vostro rapporto, che rimane per certi versi immobile ed incompiuto.
Suo marito non prova alcun disagio da questo punto di vista?
Per lui va tutto bene così?


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it
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martedì 24 aprile 2012, dopo 20 minuti
modificato dopo 3 minuti
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Dr. Laura Rinella

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Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

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ROMA (RM)

Indice di partecipazione al sito: 288
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Gentile signora,
è comprensibile che lei senta il bisogno di una vita di coppia più soddisfacente, con spazi che riguardano solo voi in quanto marito e moglie.
D'altra parte suo marito ha subito due gravi perdite, di cui la più recente come lei dice ha riaperto una ferita e ha lasciato la madre sola.
Si riesce a comprendere come la presenza così pervasiva di sua suocera nel vostro ménage abbia ripercussioni sulla vostra relazione di coppia, che sembra non riuscire a godere di quegli spazi propri così vitali per il suo benessere. Anche i litigi per piccole cose possono a volte celare un problema più consistente che non si riesce ad affrontare in modo adeguato.
Sarebbe utile riuscire a dialogare sulla questione con suo marito e riuscire ad affrontare costruttivamente il problema.

Ha provato già a farlo?





Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologia-benessere.it
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martedì 24 aprile 2012, dopo 2 minuti
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Dr. Roberto Callina

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Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
MILANO (MI)

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indice medicitalia
Cara signora,

il disagio che ci presenta è assolutamente comprensibile; sarebbe utile conoscere quale sia il sentire di suo marito rispetto a questa situazione.
Ne avete mai parlato?
Qual'era il rapporto di suo marito con sua mamma prima della perdita del padre?
Avendolo conosciuto prima dell'incidente, crede che suo marito avrebbe un rapporto diverso con sua madre se non fosse mancato suo padre?

Le mie domande non vogliono essere un interrogatorio ma un invito a riflettere sulle dinamiche familiari di suo marito con la famiglia di origine affinché possa trovare dentro di sè alcune delle risposte che cerca.

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia dinamica - milano
www.robertocallina.com
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 3 ore
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Dr. Magda Muscarà Fregonese

Risponde in:
Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
VENEZIA (VE)
TREVISO (TV)

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indice medicitalia
Gentile signora, penso che suo marito ama lei ed insieme vuol bene e vuole aiutare la mamma, come è anche giusto e prevedbile.
Se sua suocera come lei dice non è invadente,forse è possibile guardarla e viverla con occhi diversi, più che come una presenza un pò pesante che le sembra mortificare la vita di coppia.
Forse è meglio avere un atteggiamento un pò più caldo e amichevole con questa signora, che può volendo, avere ancora una sua vita, qualche amica, qualche svago, non crede?
Così il suo giovane marito,sensibile a quanto sembra, sarà meno preoccupato e in ansia per la sua mamma.
Spesso essere generosi diviene un modo intelligente e lungimirante di risolvere i problemi.
Non si tratta di tempi tecnici da suddividere, che la vita diventa un inferno in questo modo, ma di riuscire a creare un'atmosfera serena , quasi affettuosa, di comprensione ed aiuto reciproco.
Ne parli con uno psicologo al quale di persona potrà proporre i suoi vissuti e le sue riflessioni.
Con molti auguri

Dr. MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 9 minuti
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Dr. Valeria Randone

Risponde in:
Psicologia

Perfezionato in:
Sessuologia

Esercita a:
CATANIA (CT)

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Gentile Signora,
una coppia per divantare "adulta" necessita di intimità emozionale, fisica e di pensiero.
La presenza di una suocere, se pur non invasiva, forse crea un alone di impaccio nella gestione del quotidiano.
Cambiando prospettiva però si può vedere la situazione in un atro modo; valutare cioè la presenza di sua suocera, come un valore aggiunto al vostro quotidiano, una risorsa di cui fruire e da poter vivere con allegria ed autonomia.
L'amore per la moglie e quello per la madre, non sono in antitesi o conflittuali, l'uno è ascendente e l'altro si muove sul filo dell'orizzontalità e simmetria, saperli calibrare ed integrare è possibile e fattibile.
Una consulanza di coppia, potrebbe andare al caso voatro, per dare voce all'eventuale disagio omsenso di responsabilità di suo marito ed intergrarlo alle sue sane esigenze di moglie, al fine di una rotrovata serenità ed armonia.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
www.valeriarandone.it
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 6 ore
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Utente cancellato
Nel ringrazirVi per le risposte che mi avete dato,cercherò di rispondere alle Vs domande. Il rapporto fra mio marito, sua madre e suo padre era un rapporto unito e forte, probabilmente per l' aver affrontato insieme,sostenendosi l'un l'altro, la morte del primo figlio. Due anni fa, quindi, quell'equilibrio è venuto meno,essendo venuto a mancare anche il capofamiglia. Mio marito ha proiettato così le sue giornate in funzione della madre ed io, che la considero come mia madre e capisco la sua sofferenza,l' ho appoggiato in questa sua scelta. Ci siamo ritrovati così insieme a lei. Sempre. Mio marito svolge dei turni di lavoro,io la libera professione per cui è difficile per noi incontrarci e quelle poche volte,esattamente a pranzo e a cena, c'è sempre lei. Io le sono molto grata perchè effettivamente mi aiuta sollevandomi dal problema del preparare i pasti, che per me poi problema non è visto che con un pò di organizzazione riuscirei a pensarci tranquillamente io. Diciamo che è la scusa per non farla sentire sola a pranzo e a cena,per tenerla impegnata,perchè darle l'impegno di dover preparare da mangiare per noi la fa riflettere meno(penso) sul suo nido vuoto. Lei che comunque cuce ed è tutto il giorno impegnata con gente che va e che viene. Lei che comunque anche in passato ha focalizzato tutta la propria attenzione sui suoi due figli e il marito, "trascurando" le proprie sorelle e i propri genitori perchè convinta del fatto che una volta sposati ciò che conta è la propria famiglia non più e non tanto quella d'origine. Anche adesso che è sola, quella famiglia d'origine per lei è relativa al punto da preferire di trscorrere la domenica in casa( o uscire con noi qualche volta) anzichè andare a stare ad es dalla sorella.In alcune circostanze mio marito sente il peso di questa situazione e cerca di spronarla.In altre invece la giustifica. Nel quotidiano questo ha spesso portato dei litigi con mio marito che, troppo coinvolto, non si accorge che comunque io e lui siamo una famiglia a parte,che dobbiamo creare delle nostre abitudini e non continuare quelle che aveva con la sua famiglia e pretendere di trasmetterle a me. Secondo lui io sono un'ingrata perchè una suocera così non è facile trovarla!!!!In qualche occasione ho cercato anche di creare un minimo distacco,restando a pranzare a casa nostra,ma dopo qualche giorno l'atteggiamento mortificato e triste di mia suocera mi ha toccato al cuore facendomi fare marcia indietro.Così tutto è come prima!Ma lei ha 62 anni ed è ancora giovane.Se questa situazione non cambia,sarà così a vita?Lei in fondo una famiglia ed un menage familiare li ha avuti;io così rischio di non crearli mai !!

mercoledì 25 aprile 2012, dopo 1 ore
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Dr. Flavia Massaro

Risponde in:
Psicologia

Esercita a:
MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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Sono d'accordo con lei, a 62 anni sua suocera non è certo da considerarsi vecchia e può benissimo riorganizzarsi ed essere aiutata a superare i lutti che ha subito per esempio da uno psicologo o al limite da uno psichiatra che le somministri un antidepressivo, ammesso che possa essercene bisogno.

Il fatto che la signora abbia delle alternative che decide di non considerare deve esserle "addebitato" e non dimenticato: non ha solo voi, come lei inizialmente ci ha scritto, e quindi quella di stare sempre con voi è una sua decisione e non una necessità.

Se oltretutto svolge un lavoro che le fa incontrare diverse persone ogni giorno non è nemmeno così sola nè impossibilitata a fare o a coltivare conoscenze/amicizie.

Alla luce di tutto ciò il pensiero che un po' se ne stia apporfittando non mi sembra davvero irrealistico.

E' plausibile che questo atteggiamento faccia molta presa su suo marito, che ovviamente si dispiace per la mamma rimasta sola e che evidentemente si lascia coinvolgere a causa del comportamento materno volto ad ingenerare in lui un certo senso di colpa alla sola idea di rendersi più autonomo.
Questo succede a molti uomini quando la madre non è sola, figuriamoci quando è rimasta vedova.

Perchè avvenga un cambiamento è necessario che entrambi siate d'accordo nell'apportarlo alla vostra vita e insistere eccessivamente con suo marito può creare incomprensioni invece di migliorare la situazione.
Sarebbe più utile affrontare la questione con l'aiuto di uno psicologo chiedendo una consulenza di coppia.

Cosa ne dice?


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 2 ore
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Dr. Laura Rinella

Risponde in:
Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
ROMA (RM)

Indice di partecipazione al sito: 288
indice medicitalia

Gentile Signora,
dato che la comunicazione con suo marito sugli aspetti che ci ha riferito è difficoltosa e non sortisce gli effetti desiderati, ma anzi diventa motivo di ulteriori incomprensioni, sarebbe utile chiedere una consulenza di coppia in presenza, come hanno già suggerito i Colleghi.
Questo consentirebbe di mettere sul piatto le difficoltà in atto e affrontarle in modo efficace, in un contesto protettto e non giudicante, al fine di riuscire a trovare un equilibrio di coppia più soddisfacente oltre che miglior benessere personale.

Cordialmente

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologia-benessere.it
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 19 minuti
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Dr. Roberto Callina

Risponde in:
Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
MILANO (MI)

Indice di partecipazione al sito: 106
indice medicitalia
Cara signora,

vista la dettagliata descrizione che ci ha fatto, la mia sensazione è che sua suocera, seppur in buona fede e armata di tutto l'amore materno che anche lei riconosce, stia approfittando della situazione.
Si può trattare, in parte, di un processo inconsapevole; tuttavia credo sia giusto invitarla, più o meno indirettamente, a riflettere sul fatto che sottilinea lei nel suo scritto: "Lei che comunque anche in passato ha focalizzato tutta la propria attenzione sui suoi due figli e il marito, "trascurando" le proprie sorelle e i propri genitori perchè convinta del fatto che una volta sposati ciò che conta è la propria famiglia non più e non tanto quella d'origine". Se questa è davvero la convinzione di sua suocera dovrebbe essere più facile per lei capire che, forse, dovrebbe farsi un po' da parte.

Suo marito, così coinvolto affettivamente, ancor più per la condivisione iniziale del dolore delle perdite, probabilmente non riesce a cogliere, come spesso accade, le sue (di lei che scrive) legittime necessità e richieste.

Colei che si trova nella situazione più difficile è proprio lei cara signora; sarebbe, infatti, indelicato cercare di parlare con sua suocera delle sue perplessità e, d'altro canto, ha già provato a parlarne con suo marito che, in risposta, l'accusa di essere un'ingrata.

Comprendo, quindi, quanto delicata sia la situazione e quanto possa essere provata da questo menage familiare.

Probabilmente la strada più raccomandabile sarebbe quella di un consulto di coppia dal quale possano emergere i suoi vissuti che, condivisi nel setting terapeutico con suo marito, possano essere da lui anche compresi grazie all'aiuto del professionista.

In questo caso non sarebbe più sola a dover vivere questa situazione di disagio e, con un po' di pazienza e tanto amore, insieme potreste trovare la soluzione per non fare del male a nessuno ma che vi porti a riprendervi un po' della vostra intimità.

Un caro saluto


Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia dinamica - milano
www.robertocallina.com
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 6 minuti
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Replica dell'
Utente cancellato
Direi che avete proprio colto nel segno,dandomi delle risposte che avevo considerato. Mia suocera non è invadente eppure...non perde occasione per "dare consigli" ( della serie "io dico la mia poi sta a voi decidere cosa fare"sue testuali parole) che inevitabilmente influenzano mio marito( anche se lui nega perchè non se ne accorge) anche magari rispetto a cose su cui noi avevamo preso una decisione!Credo sia troppo coinvolta nella nostra vita,del resto,non molto tempo fa, parlando mi disse che "mi vedeva ancora come la fidanzata di suo figlio".....da qui una serie di mie considerazioni: Sicuramente è per questo che si sente ancora autorizzata a decidere e tenere lo scettro del potere come faceva un tempo quando la sua famiglia era al completa.Ma questa è la mia famiglia non la sua!!! Con il matrimonio mio e di mio marito lei ha acquistato una figlia in più da gestire anche indirettamente per il tramite di mio marito che non perde occasione per sottolineare le mie mancanze in casa, la "completezza" di sua madre e le insufficienze della mia e di conseguenza le mie!!!Non è facile per me andare avanti così! E quante volte vorrei azzittirla quando nostalgicamente rivive il passato sottolineando la durezza del presente perchè credo che tutto questo non faccia bene a lei ma soprattutto a mio marito. Ma non lo faccio perchè passerei sicuramente per un'insensibile. Ad ogni modo sono orientata verso un cambiamento perchè intendo salvare questo mio matrimonio con le unghie e con i denti e se questo dovesse significare fare delle scelte sono pronta a farle. Sono arrivata alla conclusione che nella vita un pò di sano egoismo non guasta ed è quello che serve in questa situazione! Vi ringrazio davvero tanto per i preziosi consigli e per l'ascolto ed anche per avermi fatto capire che non sono io l'anomala o la sbagliata della situazione.

mercoledì 25 aprile 2012, dopo 1 ore
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Risponde dal 2012 lo psicologo

Dr. Magda Muscarà Fregonese

Risponde in:
Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
VENEZIA (VE)
TREVISO (TV)

Indice di partecipazione al sito: 87
indice medicitalia
D'accordo con tutti i colleghi che consigliano l'intervento di uno psicologo per chiarire le dinamiche reciproche, intanto potrebbe essere utile anche dire che tre, quattro volte alla settimana, alla sera si mangia a casa propria, perchè si vuol provare a cucinare quella tal ricetta .. perchè si invitano due amici ecc.
Modificare cioè la tempistica, valorizzando questa suocera non invadente, ma opaca, che non sente da sola che è ora di modificare un pò il suo modo di essere..
E come sarta non si potrebbe coinvolgerla ?pazienza ci vuole , tanta, lo so..
Ma si tratta di riprendersi la vita, senza rompere niente..
La prenda, gentile utente, come una sfida intelligente..

Dr. MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta
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mercoledì 25 aprile 2012, dopo 4 ore
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Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

Risponde in:
Psicologia

Esercita a:
MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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Indice di partecipazione al sito: 1210
indice medicitalia
"Sono arrivata alla conclusione che nella vita un pò di sano egoismo non guasta"

"non molto tempo fa, parlando mi disse che "mi vedeva ancora come la fidanzata di suo figlio"....."

Vorrei farle notare che la situazione che si è creata sta influenzando forse molto più di quello che lei immagina il suo modo di percepire ciò di cui ha diritto.
Non è affatto "egoismo", nè sano nè malsano, aspettarsi e anche pretendere che il matrimonio sancisca la nascita di una nuova famiglia con confini ben precisi che gli altri devono rispettare.

E' possibile che quanto sta accadendo influenzi anche la sua percezione del rapporto con suo marito, che in fondo è rimasto quello "da fidanzati": forse questo ha a che vedere (ad un livello profondo e inconscio) col fatto che non riuscite ad avere un bambino nonostante siate entrambi per fortuna fisicamente sani, come ha riferito in un precedente consulto.

L'arrivo di un figlio determinerebbe più chiaramente il fatto che siete altro rispetto alla famiglia d'origine di suo marito, ed è possibile che uno di voi o entrambi rifiutiate inconsapevolmente questo passaggio.
Si tratta ovviamente di una questione molto delicata e che a mio avviso dev'essere approfondita di persona con uno psicologo.


"mio marito che non perde occasione per sottolineare le mie mancanze in casa, la "completezza" di sua madre e le insufficienze della mia e di conseguenza le mie!!!"

Questo completa il quadro.
Sua suocera ha sicuramente delle responsabilità in quanto sta succedendo, ma se si approfitta della situazione è perchè questo le viene permesso.

Il problema dev'essere risolto fra lei e suo marito, e il resto cambierà di conseguenza.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it
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venerdì 27 aprile 2012
modificato dopo 4 minuti
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Risponde dal 2008 lo psicologo

Dr. Giuseppe Santonocito

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Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
FIRENZE (FI)
SIGNA (FI)

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Indice di partecipazione al sito: 1109
indice medicitalia
In linea con quanto i colleghi le stanno dicendo, anche a me pare opportuno sottolineare che l'atteggiamento di sua suocera potrebbe starla influenzando più di quanto pensi:

>>> non molto tempo fa, parlando mi disse che "mi vedeva ancora come la fidanzata di suo figlio".....da qui una serie di mie considerazioni
>>>

Guarda caso lei stessa all'inizio dice: "è come se fossimo eterni fidanzati".

>>> intendo salvare questo mio matrimonio con le unghie e con i denti e se questo dovesse significare fare delle scelte sono pronta a farle. Sono arrivata alla conclusione che nella vita un pò di sano egoismo non guasta ed è quello che serve in questa situazione!
>>>

Scelte occorre farne sempre nella vita, il problema è che lei finora ne ha fatte probabilmente meno di quanto sarebbe stato opportuno.

Non sembra che sua suocera sia peggio o meglio di tante altre, anzi da come la descrive sembrerebbe una "di quelle buone". Forse però è lei (che ci scrive) che si stava comportando in modo troppo accondiscendente, influenzata dai lutti, dall'amore verso suo marito e dalla paura di allontanare anche lui tenendo "a debita distanza" la suocera.

Insomma, deve riprendere anche lei il ruolo che le spetta in questa famiglia, un ruolo meno passivo e più orientato in avanti.


Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it
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venerdì 27 aprile 2012, dopo 57 minuti
modificato dopo 3 minuti
replica #13  -  Segnala allo staff
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Utente cancellato
Rispondendo alla Dott.ssa Massaro e al Dott. Santonocito non posso non dirmi perfettamente consapevole del fatto che la situazione che si è determinata è dipesa anche ( e soprattutto) dal mio essere accondiscendente. Sin dai primi mesi del matrimonio, vivendo la situazione difficile di mio marito e percependo il suo immenso dolore, ho permesso che quel rapporto simbiotico che esisteva fra lui e sua madre rimanesse tale.Ho cercato di capire, immedesimarmi e mi sono fatta mille discorsi. Ho pensato a lei come a mia madre e ho allentato la mano più del dovuto. Lei con me, almeno per quello che mi pare, si è sempre comportata bene. Mai una parola di troppo,niente di niente, solo tanta disponibilità nel rendersi utile visto che comunque faccio un lavoro per cui sono quasi tutto il giorno fuori casa ed i miei orari coincidono molto poco con quelli di mio marito. Ho permesso dunque questa situazione dando così la possibilità a mia suocera di trincerarsi dietro al fatto di volermi aiutare, ma in fondo in fondo so che non è questa l'unica motivazione.Mi ritrovo a vivere la mia casa e la mia vita di coppia solo durante il fine settimana con la presenza di mia suocera e, una tantum, dei miei. Ho pensato più volte che il tutto sarebbe potuto cambiare con l'arrivo di un figlio, ma,ahimè, ancora non arriva! E non nego che questo mio forte desiderio di maternità è dettato, in buona parte anche dalla voglia di regalare una gioia a mio marito dopo tanta sofferenza. Ho perso di vista me stessa e le mie esigenze, anteponendo le loro alle mie. Così facendo credo di aver determinato un "circolo vizioso" che comunque ora mi sta stretto!. A volte penso<< Ma se questo figlio non dovesse arrivare,la situazione sarà così per sempre???!!!>>. Ciò mi fa "inorridire". Mio marito non accetta il fatto di staccarsi dalla madre. Che problema può essere mai il pranzare o il cenare tutti i giorni con lei se non un aiuto?Ogni volta che c'è un mio tentativo in tal senso,lui diventa irascibile,irritabile e lei triste e depressa! E non è bello sentirsi dire dal proprio marito:<< Sapevi che la mia situazione era questa>>Così,pur nella consapevolezza di non avere poi tutti i torti, ma solo pretese legittime, ho smesso di pretendere,evitando litigi pesanti con lui!Ecco allora che litighiamo per sciocchezze, tipo ad es.per il fatto che lui disdegna la mia cucina rimproverandomi quelle poche volte in cui gli presento qualcosa di nuovo o di diverso rispetto alle pietanze che è abituato a mangiare da 36 anni a questa parte!Mi accusa di volergli cambiare le abitudini!Mah... Fino a poco tempo fa (ora un pò meno) qualsiasi cosa accadesse fra noi,qualsiasi nostra decisione, lui gliela comunicava ed allora io e lui litigavamo perchè mi accorgevo che si erano parlati e automaticamente lei lo aveva influenzato con i suoi "saggi"discorsi. Perdonate lo sfogo,se potete.E' solo che per due anni mi sono fatta convincere del fatto che in una casa con così tanti problemi non potevo permettermi di crearne altri per motivi così futili poi e che ero solo e soltanto un'ingrata. E' dipeso da me,lo so, ma credo che non sia troppo tardi per sperare"gradualmente"in un cambiamento senza che questo voglia dire per forza fare un torto a mia suocera e a mio marito che credo sia ora che smetta di sentirsi ancora "figlio".
Con stima.

venerdì 27 aprile 2012, dopo 6 ore
replica #14  -  Segnala allo staff
Risponde dal 2008 lo psicologo

Dr. Giuseppe Santonocito

Risponde in:
Psicologia

Specialista in:
Psicoterapia

Esercita a:
FIRENZE (FI)
SIGNA (FI)

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Indice di partecipazione al sito: 1109
indice medicitalia
>>> Ho pensato più volte che il tutto sarebbe potuto cambiare con l'arrivo di un figlio, ma,ahimè, ancora non arriva!
>>>

Mi perdoni, ma credo che sia fuori strada anche qui. L'esperienza della maternità è una bellissima cosa, ma di per sé i figli NON aggiustano i problemi familiari. È una credenza purtroppo diffusa quella che l'amore, i figli ecc. aggiustino tutto, ma profondamente errata. L'arrivo di un bambino in famiglia rende più complicata l'equazione e rischia semmai di esacerbare le questioni già esistenti.

Da ciò che aggiunge mi sembra ci sia materiale più che sufficiente per ribadirle l'opportunità di fare dei colloqui con uno psicologo, meglio se in coppia, ma al limite anche da sola se suo marito non se la sentisse.

Pensi a sistemare ciò che deve sistemare e vedrà che il figlio arriverà più facilmente.


Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it
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venerdì 27 aprile 2012, dopo 4 ore
replica #15  -  Segnala allo staff
Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

Risponde in:
Psicologia

Esercita a:
MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

Referente d'area
Indice di partecipazione al sito: 1210
indice medicitalia
Carissima, lei ci dice:

"A volte penso<< Ma se questo figlio non dovesse arrivare,la situazione sarà così per sempre???!!!>>. Ciò mi fa "inorridire".

Penso che si potrebbe "inorridire" all'idea sia che tutto resti così, sia che lei si aspetti che un ipotetico figlio, arrivato peraltro "in una casa con così tanti problemi", potrebbe venire al mondo con il compito di dare gioia a suo marito e sistemare le cose.

In linea di massima non solo non si sistemerebbe nulla, ma anzi sua suocera avrebbe un motivo in più per intromettersi: ci sarebbe un nipotino da crescere e una neo-mamma da aiutare ad allevarlo.
Tentare di tenerla (un po' più) lontana a quel punto prenderebbe agli occhi di suo marito il significato di respingere la povera nonna che non ha altri al mondo e alla quale la nuora cattiva vorrebbe negare la gioia del contatto quotidiano con il nipotino. Non so se mi spiego...

Non mi è chiara una cosa: prima della morte del padre suo marito si comportava già così o è cambiato solo in seguito a quell'evento?


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it
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domenica 29 aprile 2012
modificato dopo 4 minuti
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Buon pomeriggio,Dott.ssa Massaro,ho appena visto la Sua risposta. In linea di massima mio marito è stato sempre molto "rispettoso" nei confronti dei suoi genitori e di sua madre in particolare perchè l'ha sempre ritenuta una donna meritevole e saggia. Raramente si è discostato dai suoi pareri. Mi sono accorta infatti che lei,quando vuol farti vedere le cose dal suo punto di vista facendo sì che diventi anche il tuo,"lavora" talmente tanto di fino con i discorsi al punto da arrivare a convincere senza farla sembrare un' imposizione,avendo così una forte influenza su mio marito.E' come se avesse un bambino da seguire.Si sente autorizzata a dire sempre la Sua e a dispensare perle di saggezza sempre e comunque. Per quello che mi riguarda ci sono momenti in cui le sue parole mi rimbalzano,altri invece in cui mi scontro con lei per via dei suoi pensieri un pò retrogradi....ma in tutto questo mio marito raramente è dalla mia parte!Mi chiedo e Le chiedo se sia davvero impossibile riprendermi ciò che mi spetta e soprattutto farlo in maniera tale che sia naturale senza apparire come la "nuora cattiva".Anche Lei,come alcuni Suoi colleghi, è del parere che la situazione che Le ho prospettato possa avere,anche lontanamente, un qualche ruolo sul fatto che non riusciamo ad avere figli?

mercoledì 2 maggio 2012
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Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

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Psicologia

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MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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Il fatto che suo marito abbia sempre avuto rispetto e considerazione per i propri genitori è positivo, ma qui stiamo prlando di una cosa diversa e cioè della difficoltà che prova a porsi come persona adulta e autonoma dalle opinioni della propria madre.

Non posso darle certezze, ovviamente, ma penso che la situazione sarà modificabile nel momento in cui entrambi lo vorrete: se solo lei lo vuole il discorso si fa più complicato.
Se non sbaglio non ha risposto alla domanda che le avevo fatto circa la possibilità di intraprendere una consulenza psicologica di coppia. Cosa ne dice?


"è del parere che la situazione che Le ho prospettato possa avere, anche lontanamente, un qualche ruolo sul fatto che non riusciamo ad avere figli?"

Come le dicevo, se dal punto di vista medico non sono stati riscontrati ostacoli al concepimento è probabile che il tanto desiderato figlio non arrivi per motivi psicologici e relazionali.
Del resto numerose coppie non riescono ad avere figli per cause di questo tipo.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it - fmassaro@medicitalia.it
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