Utente 126XXX
improvvisamente, nel mese di maggio 2009 mi sono ritrovato ricoverato in ospedale con una grave trombosi della vena cava con interessamento della vena iliaca. Ne è scaturita una seria embolia polmonare, fortunatamente avvistata in fase iniziale sotto TAC e immediatamente bloccata con il posizionamento di un filtro cavale in pochi minuti.
Da allora sono passati tre mesi nei quali sto assumendo regolarmente il cumadin ed il forte gonfiore alle gambe ed ai piedi si sta attenuando, ma da subito ho avuto un dolore alle ginocchia che mi impedisce la deambulazione e la cosa è veramente invalidante in quanto mi impedisce una vita autonoma e da single alla quale ero abituato prima.

vorre sapere se ci sono delle correlazioni attestate fra trombosi profonda e dolori conseguenti al ginocchio, in quanto mi sono sottoposto a svariate analisi e ecografie, sono stato a farmi visitare da vari dottori, che hanno escluso flebiti,gotta,artrite,artrosi ecc, ma nessuno è riuscito a formulare una diagnosi esatta o mi ha mostrato la via della guarigione che mi riporterà ad essere l'infaticabile camminatore che ero prima della trombosi.
Vorrei avere delle rassicurazioni o delle indizaioni dettate da casistica similare alla mia.
grazie a tutti voi anticipatamente
[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

la storia che lei riferisce verosimilmente dovrebbe essere dalla fine verso l'inizio, sempre con i limiti legati dal mezzo che stiamo utilizzando.
mi spiego meglio.

la su sintomatologia dovrebbe essere iniziata con un problema venoso ad un arto inferiore che poi si è estesa alla iliaca per poi raggiungere la cava, con una minaccia di embolia polmonare.

la sintomatologia che residua al momento attuale potrebbe essere messa in correlazione ai problemi precedenti.

dovrebbe essere un pò preciso indicando i sintomi da lei accusati.

è evidente peraltro che una visita medica verosimilmente del suo medico curante inizialmente e poi di uno specialista dovrebbe essere eseguita.

credo inoltre che lei stia controllando piuttosto regolarmente i fattori della coagulazione, per monitorizzare l'assunzione della terapia anticoagulante.

mi tenga informato.
cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 126XXX

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buongiorno dr. Catani, la ringrazio per la Sua pronta, competente e cortese risposta.
Le vorrei dare alcuni dati ulteriori che mancavano nella mia precedente perchè Lei possa avere un quadro completo della mia situzione clinica.
Ho 68 anni, ho sempre pesato tra i 67 e i 70 kg per 1,70 di altezza.
Sono in pensione da alcuni anni e sono un esperto camminatore oltre che un infaticabile viaggiatore, soprattutto in africa e america latina.
Ultima tappa, circa 10 mesi fa, nella valle dell'OMO in Africa.
Da oltre 8 anni, vivo da solo nel mio appartamento e mi sono sempre fatto tutto da solo.
Nella metà di maggio, improvvisamente, mi sono ritrovato con una violentissima diarrea e conati di vomito per circa 4-5 gg con una leggera febbricola.
Dopo 5 gg non mi reggevo più in piedi e amici mi hanno trasportato di urgenza in ospedale (Cardarelli di Napoli)nel reparto di gastroenterologia dove sono rimasto 10 gg nei quali si ricercava la causa della diarrea e della febbricola.
Al ricovero mi hanno riscontrato:
anemia normocitica, ipoalbuminemia e ridotta sintesi del Che.
Sono stato sottoposto a TAC addominopelvica, Colonoscopia, EGDS, TAC del Tenue, RMN, oltre a analisi ed esami vari di laboratorio che hanno avidenziato:
processo infiammatorio cronico del colon
atrofia dei villi duodenali compatibile con malattia celiaca (mai saputo prima) della parete delle anse ileali di destra in regressione.

Non è stata formulata nessuna diagnosi precisa o scritta sulle cause della diarrea e del vomito iniziali.

Casualmente, durante la RMN si sono evidenziati degli emboli polmonari ed immediatamente sono stato sottoposto all'inserimento di un filtro cavale.

Sono stato ricoverato in vari reparti dell'ospedale per oltre 30 gg ed alla fine, dimettendomi, mi hanno diagnosticato:
trombosi della vena cava inferiore e della iliaca di sinistra con embolismo polmonare.
Le gambe ed i piedi si erano gonfiati in maniera abnorme e non riuscivo praticamente a camminare.
Sono stato seguito da un chirurgo vasclare e da un internista.

Mi è stata data una cura a base di cumadin che assumo giornalmente con verifica della INR ogni settimana.
Attualmente l'ipoalbuminemia è ancora 47,0 per 2,0 g/dL unità e il rapporto albumina globuline è di 0,88.
L' INR oscilla fra 1,85 e 2,00. con mezza compressa di cumadin al giorno.
Mi hanno detto che devo aspettare almeno 6 mesi perchè il trombo di dissolva e la situzione si "normalizzi".

Il gonfiore delle gambe è in discreta recessione, ma resta questo dolore al ginocchio sinistro che nonostante non sia bloccato nella flessione e non doloroso se non quando viene caricato, mi impedisce di camminare quando poggio il piede a terra.

Gli specialisti che mi hanno visitato, mi hanno riferito di non poter essere sottoposto, causa assunzione del Cumadin, a terapia antiinfiammatoria e mi hanno dato del paracetamolo che però non riesce a togliere il dolore.

Il toradol mi aiutava ma lo avevo preso di mia iniziativa e l'ho sospeso.

non vi sono allo stato, da una RX recente, lesioni o artosici o artritici.
Tutti dicono che questo dolore è riferibile all'ipoalbuminemia ed al quadro proteico alterato, ma non definiscono la causa esatta.

Io vorrei capire come poter fare per riprendere a camminare e vorrei sapere quali farmaci antinfiammatori o antidoloritici posso prendere per poter riotornare ad essere autonomo, mentre oggi sono costretto ad essere "badato" da più persone non potendo uscire di casa e camminare se non per cpochi metri e dolorosamente.

la ringrazio anticipatamente per il tempo che mi ha voluto dedicare e le invio i miei più distinti saluti
Vincenzo C. - Napoli
[#3] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile vincenzo,

si ricorda se per caso se sono stati fatti degli esami mirati per vedere se erano presenti parassiti o infezioni particolari da ricondurre al suo ultimo viaggio (non si evince la relazione temporale tra viaggio ed inizio dei sintomi). questo, solo come ipotesi, potrebbe essere correlato.

inoltre nonostante le ulteriori informazioni che lei cortesemente mi ha fornito, risulta una utopia quello che lei scrive e cioè "...possa avere un quadro completo della mia situzione clinica...".

in realtà il mezzo che stiamo utilizzando non si presta minimamente alla sua sua espressione, in quanto le valutazioni a distanza difettano prorpio di quella grave carenza che è il rapporto diretto, la raccolta dell'anamnesi, la visita clinica.

non escludo che possa dover aspettare il consolidamento della terapia e l'attesa servirebbe prevalentemente per la dissoluzione del trombo.

quindi se non erro siamo quasi a metà strada.

spero di avere ulteriori informazioni

cordiali saluti