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Presunta psicosi, esenzione ticket, e problemi al riguardo (patente,lavoro)

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010

    Presunta psicosi, esenzione ticket, e problemi al riguardo (patente,lavoro)

    Salve a tutti,
    ho 31 anni e un problema e vorrei sfruttare la Vostra competenza al riguardo.
    Nel 2008 ho passato un momento no di scoraggiamento dovuto al fatto che non trovavo lavoro, mi sentivo brutto e con i miei il rapporto era conflittuale e non sapevo con chi parlarne, e ho cominciato a stare piu' in casa(senza perdere cmq le amicizie e mantenendo gli impegni sportivi e di altro genere che avevo).
    Sono andato da una psicoterapeuta che si è comportata male, facendomi 2 test (mmpi e rorschach) senza colloqui e interessarsi alle cause ed al mio vissuto.Mi ha detto che avevo uno stato depressivo e dei disturbi del pensiero.
    Cosi' sono stato all'ASL dove la psichiatra senza cattiveria ed imperizia (con lei mi trovo molto bene) per farmi avere l'esenzione dal ticket(scade nel febbraio 2011) mi ha fatto una momentanea diagnosi di disturbo schizoaffettivo (a sua detta nel poco tempo a disposizione non riusciva ad inquadrare il disturbo).Nel maggio 2009 mi ha prescritto abilify 10mg una compressa al giorno che non ho mai preso.In questo lasso di tempo non ho avuto alcun peggioramento, anzi miglioramenti con la psicoterapia(premetto, nessun ricovero coatto o volontario,mai nessuna crisi, nessun distacco dalla realta', ero solo giu' di corda).Dall'ottobre 2009 ad oggi ho iniziato a migliorare a vista d'occhio(lavoro,ho nuovi amici,interessi,esco spesso,ho voglia di fare faccio una vita normale al 100%).L'ho riferita alla terapeuta che mi ha detto di non prendere nulla e che ci prendiamo 6 mesi di tempo per vedere se i progressi continuano e se fosse bisognera' rivedere la diagnosi, intanto ho contattato un professionista privato per una consulenza, verosimilmente mi fara' rifare i test credo.Ora, io non riesco a godermi i progressi, vorrei prendere la patente B ma temo che la commissione vedendo la mia esenzione possa farmi storie in quanto risulta e risultera' che sono stato in cura per una psicosi.Volevo chiedervi cosa posso fare.Se la psichiatra cambiera' la diagnosi fara' fede la sua certificazione?Se non volesse/potesse farlo, la commissione non mi fara' storie visto il mio quadro?A livello sociale e civile in generale (patente, ma anche lavoro,viaggi,matrimonio) quell'esenzione pesera' sulla mia vita?Insomma, nel caso il mio disturbo non sia stato quello riportato nell'esenzione, potro' fare una vita libera e felice senza pensarci piu' o resterò un paziente psicotico senza probabilmente esserlo mai stato?
    Mi spiace di essermi dilungato tanto, ma questa cosa mi procura angoscia e spero che Voi e la Voatra competenza in materia possano aiutarmi in questo momento difficile per me.
    Grazie infinite.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    La diagnosi di disturbo schizoaffettivo è piuttosto precisa, cioè non è generica, richiede la considerazione, anche retrospettiva, di un periodo sia in presenza che in assenza di fasi depressive o maniacali, con continuità dei sintomi psicotici.
    Abilify è un antipsicotico.

    La commissione non si basa soltanto sul pregresso, ma anche sulla considerazione della storia attuale e dell'evoluzione delle cure, del periodo libero da ricadute, etc. Questo può essere descritto in una presentazione che lo specialista fa del suo caso alla commissione stessa.

    Non ci sono credo regole assolute, ma giro comunque il consulto ai colleghi di medicina legale.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio dottore per la risposta.
    A tal proposito,Le riferisco cio' che mi è stato detto dalla psichiatra.Avevo bisogno dell'esenzione per la psicoterapia e i colloqui, e lei non riuscendo ad inquadrare il mio disturbo (avevamo fatto solo 2 colloqui, le sembrava di piu' di una depressione, di un esaurimento, ma non riusciva a capire) ha messo disturbo schizoaffettivo specificando che era una cosa provvisoria.
    Da quando ci sono questi progressi, 7-8 mesi circa, mi ha detto di non prendere nulla, e che osserviamo ancora un pò, ma che non rientro nel quadro della schizoaffettivita' (testuali parole).
    Ovviamente non le chiedo una diagnosi, impossibile da fare senza conoscerci e via internet, ma se la diagnosi non fosse quella,come pare dalle parole della psichiatra,alla scadenza dell'esenzione in qualsiasi occasione di vita civile (ho fatto l'esempio della patente, ma anche il lavoro etc.)basterà esibire un certificato medico della psichiatra con scritto cio' di cui soffro adesso se qualcuno mi facesse notare quell'esenzione, vero?
    Grazie mille per la risposta dottore, purtroppo non riesco a trovare notizie certe al riguardo e sono preoccupato perchè stando molto bene da parecchio, e senza farmaci, e vedendo i dubbi anche della psichiatra,volevo sapere come funzionano queste cose e se la diagnosi fosse stata errata .Volevo inoltre chiederLe se un consulto da uno specialista privato con colloqui ed eventualmente test potrebbe aiutarmi.Grazie mille.



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    A me sembra tutto molto confuso. Se la diagnosi non è definita, perché utilizzare la categoria di disturbo schizoaffetivo, che è una categoria iper-definita.
    Non significa una cosa che sta a metà tra schizofrenia e psicosi affettiva come tipo di sintomi, è un problema di decorso. Depressione comune e disturbo schizoaffettivo sono cose piuttosto diverse.
    Dopo di che, se il responso finale è che non necessita di cura mi torna anche che la diagnosi non sia stata confermata. Se non è stata confermata però questo è retroattivo concettualmente, ovvero va ridefinita la diagnosi dell'epoca.




    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  5. #5
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Anche io sono molto confuso al riguardo dottore, e anche piuttosto spaventato e poco tranquillo.
    Le faccio l'ultima domanda, poi cercherò di risolvere la questione.
    Dalle parole della psichiatra una diagnosi vera e propria non è stata fatta ed al momento lei dice che non rientro nel quadro schizoaffettivo.Se si concludesse che non necessito di cure farmacologiche e che quindi non è quella la diagnosi (e al momento sembrerebbe proprio cosi'), quell'esenzione, una volta scaduta, a febbraio, potrebbe crearmi problemi o basterebbe un certificato della psichiatra che attesta la patologia attuale, se c'è?
    Grazie mille e mi scusi.



  6. #6
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Anche io sono molto confuso al riguardo dottore, e anche piuttosto spaventato e poco tranquillo.
    Le faccio l'ultima domanda, poi cercherò di risolvere la questione.
    Dalle parole della psichiatra una diagnosi vera e propria non è stata fatta ed al momento lei dice che non rientro nel quadro schizoaffettivo.Se si concludesse che non necessito di cure farmacologiche e che quindi non è quella la diagnosi (e al momento sembrerebbe proprio cosi'), quell'esenzione, una volta scaduta, a febbraio, potrebbe crearmi problemi o basterebbe un certificato della psichiatra che attesta la patologia attuale, se c'è?
    Grazie mille e mi scusi.



  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    Il problema è di precisare se la diagnosi ERA quella, oppure no. Ovvero, alla luce degli sviluppi e della remissione in assenza di cura per anni, è possibile riformulare la diagnosi iniziale ? Altrimenti rimane una certa confusione, perché rimane un disturbo schizoaffettivo mai disconfermato che attualmente non è in trattamento. Una forma benigna che magari è in remissione stabile, ma non è certamente la forma tipica di questo disturbo, quindi non si andrebbe oltre l'ipotesi di remissione.
    Inoltre la diagnosi iniziale era di psicosi o no ? Anche questo tipo di categoria è importante, cioè se ha sofferto di un disturbo psicotico (di cui una possibilità molto precisa è lo schizoaffettivo) oppure no.
    Tenga presente che per fare diagnosi di schizoaffettivo si deve considerare anche retrospettivamente il decorso di molti mesi, e distinguere dalle altre psicosi.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  8. #8
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Le parole della psichiatra sono state quelle che Le ho riferito.Posso dirLe che ho passato nel 2008 un periodo di depressione, senza alcun disturbo psicotico (inteso come sintomi precisi, deliri, allucinazioni, comportamenti strani,chiusura nel "proprio mondo" etc.), ed era dovuto a cause ben comprensibili di natura lavorativa e familiare.
    Posso anche dirLe che prima di andare all'ASL ho fatto i test mmpi e rorschach da una psicoterapeuta che si è comportata molto male (nessun colloquio, solo il test, senza informazioni sul vissuto o dialoghi precisi) la quale è giunta alla conclusione di stato depressivo e disturbo del pensiero (ho letto cosa significa, e non so come è giunta alla conclusione, dato che ho riferito che mi sentivo brutto, ma non era una mia convinzione astrusa e senza senso, ma il risultato di un fatto del mio vissuto, che lei non ha voluto approfondire) .Può darsi che i test abbiano indirizzato la diagnosi per l'esenzione.Ho preso appuntamento da un privato e rifarò i test verosimilmente.Il fatto è che da quel momento ad oggi, dopo un anno e mezzo di osservazione psichiatrica, io faccio una vita perfettamente normale,senza farmaci, con miglioramenti davvero molto significativi e continuativi e questo mi pare impossibile se davvero soffrissi di quel disturbo.La psichiatra ha detto che se i progressi continueranno bisognera' rivedere il tutto.Questo mi tranquilizza, ma allo stesso momento sono spaventato per quell'esenzione. Se la psichiatra rivedesse la diagnosi a quel punto basterebbe esporre certificazione da lei firmata che smentisce la diagnosi iniziale riportata sull'esenzione (che comunque scadra' a febbraio) è esatto?
    Sono molto spaventato, non vorrei vedermi invalidato o privato di alcuni miei diritti se si scoprisse che quello non era il mio disturbo, anche perchè ora che sto bene vorrei godermi i miei progressi sudati e non rischiare di cadere in depressione visto che ho fattp tutto in buona fede per essere aiutato.




  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    non si può dire di più non avendo idea della documentazione che Lei ha per illustrare tutto questo.
    Inoltre non comprendo perché tutto ciò non possa essere gestito direttamente dalla psichiatra che l'ha seguito all'epoca.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  10. #10
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio per le risposte che mi ha dato, per la gentilezza e la sua pazienza.
    Ho ancora una domanda da porLe:la Commissione Medica Patenti prende in esame il certificato che rilascia lo psichiatra curante che deve essere recente (mi pare 3 settimane al massimo), non la cartella clinica, giusto?
    Nei problemi psichiatrici come accertano l'idoneita' oltre alla consulazione del certificato se non è esaustivo al 100%?Fanno una visita o dei test in loco?
    Grazie mille per la risposta.



  11. #11
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Ed inoltre, volevo chiedere, a Lei o a chi avra' la bonta' di rispondermi, se il curante è uno psichiatra privato, in Commissione Patenti posso portare la sua certificazione o deve essere necessariamente dell'ASL?
    Grazie mille.



  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Può portare o farsi assistere fisicamente in sede di visita da uno specialista di fiducia. La relazione è meglio se è recente ovviamente. Nella mia esperienza in sede di visita non si fanno vere e proprie visite psichiatriche, se mai verifiche di quanto è scritto o domande mirate. Ma la commissione se vuole ha la facoltà di visitare o di predisporre visite sospendendo il giudizio.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  13. #13
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio molto Dottor Pacini.
    Ho un'ultima curiosita' visto che sembra che Lei abbia avuto esperienza in sede di visita: il candidato ritenuto non idoneo al rilascio per motivi psichiatrici, mi pare di aver detto che può ripresentarsi in un periodo variabile di tempo (6 mesi, un anno in genere).
    Me lo può confermare?Le è mai capitato (ovviamente senza entrare in particolari) di assistere o di sentire di qualcuno giudicato non idoneo permanente al rilascio della patente?
    La ringrazio infinitamente.
    Davide



  14. #14
    Indice di partecipazione al sito: 1320 Medico specialista in: Medicina legale e delle assicurazioni
    Igiene e medicina preventiva

    Risponde dal
    2009
    Gentile Utente,

    la legge dispone che
    1) non può ottenere la patente di guida o l'autorizzazione ad esercitarsi alla guida… chi sia affetto da malattia fisica o psichica... tale da impedire di condurre con sicurezza veicoli a motore.

    2) La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o conducente che si trovi in stato di dipendenza nei confronti di sostanze psicotrope, o che, pur non essendone dipendente, ne faccia regolarmente abuso, qualunque sia la categoria di patente richiesta.

    3) La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata al candidato o conducente che consumi regolarmente sostanze psicotrope, di qualsiasi forma, capaci di compromettere la sua capacità a guidare senza pericolo, nel caso in cui la quantità assorbita sia tale da avere un'influenza nefasta sulla guida. Lo stesso vale per qualsiasi altro medicinale o associazione di medicinali che abbiano influenza sull'idoneità alla guida.

    4) sussistono margini discrezionali per la Commissione Medica Locale al fine del riconoscimento dell’idoneità alla guida di questi soggetti, da valutare approfonditamente caso per caso.

    Nel suo caso, si possono escludere i punti 2) e 3) in quanto, dal suo racconto, non avrebbe mai assunto psicofarmaci.

    La psichiatra che la segue attualmente può fare una relazione clinica, precisando prima di tutto la sua storia anamnestica psichica e se conferma o meno la diagnosi psichiatrica iniziale o se, alla luce del decorso clinico e del fatto che lei non avrebbe mai assunto lo psicofarmaco prescritto ma di essersi sottoposto soltanto a psicoterapia, può concludere con la formulazione di una diagnosi diversa da quella ipotizzata all'inizio.

    Naturalmente, la Commissione, letta la certificazione dalla sua psichiatra privata, potrà stabilire se sottoporla o no ad un ulteriore accertamento psichiatrico da parte di uno specialista pubblico.
    Può darsi che la decisione della Commissione sia di concederle il permesso di guida temporaneamente, fissando una scadenza per la revisione.

    Cordiali saluti


    Mario Corcelli, MD
    Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
    http://www.medico-legale.it

  15. #15
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio dottor Corcelli per la sua esaustiva risposta.
    Volevo chiederLe un paio di cose al riguardo del mio caso: la psichiatra della ASL, nonostante mi abbia fatto ottenere l'esenzione dal ticket tuttora valida (scadenza febbraio 2011) potrebbe nella relazione inserire una disconferma della diagnosi iniziale e che osservando il decorso e i fatti avvenuti durante la cura la patologia è diversa, senza esporsi a rischi professionali? (il fatto di aver diagnosticato una malattia poi rivelatasi errata, ed il fatto che io sia esente dal ticket per questo motivo).
    Poi altre due cose,meno importanti ma che comunque non mi rendono sereno.
    Nel 1997 sono stato riformato dalla visita militare (non sono certo che la ragione sia per motivi psichici visto che in molti furono lasciati a casa, ma potrebbe essere visto che all'ospedale militare fui sentito anche dallo psichiatra).Se il motivo fosse stato psichico (ero depresso ai tempi) questo non mi creera' problemi ulteriori per il rilascio della patente?
    Ultima cosa: la Commissione, oltre a leggere la patologia ed eventuale cura,fa accertamenti sul paziente per vedere se è effettivamente idoneo alla guida? La mia psichiatra mi ha detto che ci sono persone schizofreniche croniche in cura da lei che guidano tranqullamente perchè hanno i requisiti per farlo.Ecco, volevo sapere se vengono in genere fatti approfondimenti o si rimane solo alla scorza, alla fredda nomenclatura della malattia.
    La ringrazio in anticipo.



  16. #16
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    X il dottor Corcelli:
    Volevo dirLe che la psichiatra di cui parlo, dalla quale sono in cura da oltre un anno e mezzo ad oggi, è quella dell'ASL, non privata.
    Ho fatto qualche colloquio con un privato che non era assolutamente d'accordo con la diagnosi iniziale, valutando il mio disturbo come un disturbo dell'umore.
    Anche la psichiatra dell'ASL, vedendo i miei progressi rafforzati dal fatto oggettivo fatto che non prendo farmaci, ha piu' di un dubbio.
    La mia paura è che quell'esenzione dal ticket con la diagnosi iniziale di disturbo schizoaffettivo mi resti appiccicata tutta la vita (anche quando scade, credo che cmq rimanga traccia del fatto che sono stato esente 2 anni).
    Nel caso la professionista dell'ASL che mi segue, osservando il decorso constatasse che non rientro nel quadro del disturbo schizoaffettivo e che il mio disturbo non era quello, potrebbe rivedere la diagnosi nonostante l'esenzione dal ticket, certificata da lei?
    La ringrazio ancora.



  17. #17
    Indice di partecipazione al sito: 1320 Medico specialista in: Medicina legale e delle assicurazioni
    Igiene e medicina preventiva

    Risponde dal
    2009
    ogni medico può rivedere la diagnosi, soprattutto se dopo un congruo periodo di osservazione, come è successo per lei, sorgono elementi più chiari

    qui si tratta di una idoneità alla patente di guida, non di qualcosa più impegnativo come un porto d'armi o una idoneità alla carriera militare

    vada con fiducia a parlare a questa psichiatra dell'asl





    Mario Corcelli, MD
    Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
    http://www.medico-legale.it

  18. #18
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    Ringrazio il dott.Pacini e il dott.Corcelli(che ha risposto anche ad un altro mio consulto).
    Volevo chiedere una cosa al dott.Pacini o a qualsiasi altro Dottore che ha esperienza sul campo delle patenti.
    Nel caso una persona sia affetta da un disturbo mentale, le Commissioni in genere partono preconcette, oppure valutano il caso attentamente in base ai reale requisiti di una persona?
    La mia psichiatra dice che ha pazienti schizofrenici,ricoverati varie volte che guidano e rinnovano ogni 2 anni perchè hanno i requisiti per guidare.Questo mi fa ben sperare, perchè vuol dire che vengono prese in considerazione le reali capacita' alla guida.
    Per essere breve,le Commissioni hanno preconcetti rispetto ai disturbi mentali?Oltre a vedere e giudicare il nome della patologia, approfondiscono con il candidato affetto?
    Anche se non credo sia cosi', non vorrei trovarmi in una situazione nella quale se ho un problema psichico, è matematico che non mi diano la patente.
    Ho un'ultima curiosita': ho letto che generalmente chi è non idoneo per motivi psichici può ripetere la visita in commissione dopo un certo periodo (in genere 6 mesi/1 anno), me lo confermate?Un malato psichico per essere permanentemente non in grado di prendere la patente per perdita dei requisiti deve essere proprio molto grave, esatto?



  19. #19
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Nella mia esperienza, minore è la documentazione specialistica di cui ci si avvale, più il risultato dipenderà dall'orientamento di quella commissione, che potrà variare in base a chi la compone e alle disposizioni vigenti.
    L'unico modo per far valere eventuali aspetti è porli all'attenzione della commissione senza formulare giudizi che vogliano sostituirne la prerogativa di decidere in merito al rinnovo.



    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

  20. #20
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio dottore.Quindi mi consiglia una documentazione corposa ed esaustiva, e se possibile, come mi aveva detto in passato, di portare un medico di fiducia.
    Il medico di fiducia che posso portare può anche essere un privato?
    Cosa intende per disposizioni vigenti in base alla commissione?E' possibile che vi siano Commissioni che in base alla natura della malattia "taglino" indiscriminatamente ed anche superficialmente?In caso di non idoneita' posso ripresentarmi (ho letto che difficilmente danno una non idoneita' permanente, me lo può confermare?).
    Grazie mille.



  21. #21
    Indice di partecipazione al sito: 1695 Medico specialista in: Psichiatria
    Psicoterapia

    Perfezionato in:
    Medicina delle dipendenze

    Risponde dal
    2006
    Gentile utente,

    sta ripetendo le stesse domande a vuoto. Rilegga quanto detto sopra.


    Dr.Matteo Pacini
    http://www.psichiatriaedipendenze.it

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