Utente 237XXX
In breve la cronologia degli eventi:
a ottobre (2011), per aver saltuariamente rilevato delle piccole tracce di sangue sulla carta igienica al termine di una pulizia piuttosto “vigorosa”, mi reco dal gastroenterologo-proctologo. Effettua palpazione addominale e anoscopia digitale: non nota niente e imputa l’evento ad una fragilità della pelle perianale. Mi prescrive “propast” e “pentacol gel” per 20 giorni e mi consiglia una pulizia più delicata. I sintomi non si ripresentano più, ma dopo una decina di giorni dall’inizio della terapia, avverto un prurito anale, specie notturno, che mi porta a grattare (anche violentemente) la zona. Porto a termine la terapia, ma, persistendo il prurito e il bruciore perianale (specie del solco intergluteo), noto allo specchio che la zona è decisamente infiammata. Mi reco così da un dermatologo che, dopo visita, diagnostica -testuali parole- una “intertrigine (da candida) del solco intergluteo e della regione perianale”. Imputa la comparsa dei sintomi alla macerazione, col conseguente grattamento, procurato dalle eccessive fuoriuscite del pentacol gel. Mi prescrive “Elozar compresse” (per 10 giorni) + “Miclast crema” (una appl. la sera) + “Miclast polvere” (una appl. al mattino). Dopo tre settimane ritorno dal dermatologo per un controllo: la sintomatologia è rientrata completamente.
Da qualche giorno, invece, noto che il glande è come se spellasse, specie se provo a tenerlo scoperto, come pensavo si dovesse fare (nonostante il disagio tattile) quando si presentano fenomeni genericamente detti di “balanopostite”. In effetti avevo avuto dei rapporti ripetuti e ravvicinati forse un po’ più traumatici del solito, per cui, visto che anche in passato ho notato fenomeni simili, ho pensato di applicare, dopo la detersione con “Quilene latte”, un gel (prescrittomi due anni fa dal dermatologo per delle “papule irritative sul glande" poi rientrate) chiamato “Vidermina”. Visti i fenomeni di cospicuo “spellamento”, però, uniti a dei “taglietti” al prepuzio e sul frenulo, questa volta mi reco da un andrologo-sessuologo. Mi visita e scrive: “PREPUZIO ESUBERANTE CON NOTE DI BALANOPOSTITE CRONICA (LICHEN o MICOSI?)”. Mi consiglia 1) controllo partner; 2) lavaggio con Fisian; 3) abituarsi a tenere scoperto ed asciutto il glande; 4) Daktarin crema per 10 giorni; 5) Balanil gel per 10 giorni. Poi scrive questo “programma”: “Esclusa una patologia micotica della partner, se persistono i sintomi: CIRCONCISIONE + esame istologico del prepuzio”.
Dopo qualche giorno visita la mia ragazza: le viene riscontrata una “leucorrea densa”. Esegue una detersione e una disinfezione, poi le prescrive delle lavande. Imputa quindi la mia sintomatologia anche a ciò, tuttavia non esclude il lichen, quindi propone di monitorare la situazione.
Da parte mia noto che il glande è “pulito”, ma se lo lascio scoperto per ore, è come se diventasse rugoso. Come ritenete che debba orientarmi? GRAZIE

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Proprio non riesco a comprendere come si possa (ma dalla sede telematica limitante può essere così) avere tutte assieme ipotesi di

- balanopostite
- micosi
- lichen (che presumo essere sclerosus)

e quindi avere terapie antimicotiche, gel umettanti generici

inoltre non pensare al limite ad una biopsia mininvasiva ma addirittura ad una CIRCONISIONE demolitiva!

Insomma, gentile utente, proprio non riesco a capire nemmeno lontanamente cosa stia accadendo al suo organo genitale.

Le inoltro se vorrà un piccolo vademecum orientativo sul lichen e sulla balanopostite che ho scritto per gli utenti:

http://www.medicitalia.it/luigilaino/news/143/Puo-essere-un-Lichen-sclerosus-o-scleroatrofico-Quando-ci-si-deve-allertare

http://www.latuapelle.org/rubriche/?art=15

saluti a lei

[#2] dopo  
237171

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Gentile dottore,
ho letto con attenzione i suoi scritti.
Credo che il medico che mi ha visitato abbia diagnosticato una "balanopostite" (come termine generico di "affezione a carico del glande e del prepuzio") di natura da identificare (micosi-lichen). Per cui, visto che la partner aveva secrezioni compatibili con una micosi, mi ha prescritto quanto ho detto. Tuttavia, credo, non ha voluto escludere il lichen, perciò mi ha consigliato di riferire l'evoluzione della situazione. Per quanto concerne l'approccio chirurgico, mi sono limitato a riferire le sue parole.
Mi consiglia, quindi, di valutare il caso diversamente?
Grazie
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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prego, in che senso?

[#4] dopo  
237171

dal 2012
Dovrei, a suo avviso, effettuare una visita prettamente dermatologica? Insomma, che idea si è fatto della situazione che ho descritto?
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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capisco: mi chiede se deve ripresentarsi a visita andrologica (che non ha competenze di natura specialistiche in ambito muco-cutaneo) o dermatologico - venereologica:

assolutamente la seconda, poiché questa è la strada elettiva da seguire se vuole guarire e se vuole evitare un intervento demolitivo che a mio avviso - parlando sempre in termini generali e non riferibili al suo caso che non conosco nello specifico - non ha modo di esistere sulla scorta di quello che si legge (infiammazione/infezione/dermatosi/dermatite)

saluti ancora
[#6] dopo  
237171

dal 2012
Grazie, volevo appunto sapere se fosse opportuno effettuare una visita dermatologica. Lo farò!
(Cosa pensa, in generale, sulla questione "glande coperto/scoperto"? E' bene abituarsi -come sostiene l'urologo che mi ha visto- a tenerlo scoperto e asciutto? Io noto che se lo lascio scoperto, a parte il fastidio tattile a cui potrei abituarmi, si secca eccessivamente e si irrita).
Grazie per il servizio
[#7] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Se simo fatti così ci sara un motivo, no?!
[#8] dopo  
237171

dal 2012
Ho effettuato una visita dermatologica.
Il medico non ha riscontrato niente al glande (non irritato) e al prepuzio (non fimotico). Ha perciò supposto che la passata situazione infiammatoria (legata probabilmente a cause irritative) abbia comunque trovato giovamento dall'uso della crema (daktarin) prescrittami dall'urologo.
Riguardo l'ipotesi di lichen ha detto esplicitamente che non vi è alcuna traccia di questo.
Esclude quindi categoricamente l'eventuale circoncisione, così come non condivide il consiglio dell'urologo di abituarmi a tenere scoperto il glande. Mi ha però consigliato qualche piccolo accorgimento igienico (tra cui quello di non rimandare troppo i lavaggi dopo i rapporti e di asciugare bene la zona).
[#9] dopo  
Dr. Luigi Laino
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sottoscrivo d'ufficio quanto suggerito dal dermatologo e ritengo che una buona igiene sia sufficiente per ora.
Consiglio di non adottare altro in caso di assenza di altre patologie.

saluti