Utente 324XXX
Buongiorno, mia madre soffre di depressione, ansia e attacchi di panico da anni. Fino al 2012 era affetta anche da gozzo multinodulare tossico ed ipertiroidismo, con cui ha convissuto per 5 anni procurandole tachicardia intensa e disturbi vari, per le quali il cardiologo le prescrisse l’assunzione di Inderal. A giugno 2012 il problema è stato totalmente risolto con la terapia radio metabolica a base di Iodio 131, quindi dal 2012 lei non assume più Inderal, in quanto non più necessario. Però mia madre, 51enne ed entrata in menopausa, ha continuato ad essere affetta da depressione, ansia ed attacchi di panico, problemi accentuatisi ulteriormente negli ultimi mesi tanto che il medico di famiglia le ha prescritto una terapia di Cipralex 20 mg/ml (escitalopram) 5 gocce al giorno per 7 giorni poi 10 gocce al giorno a tempo indeterminato (presumibilmente per almeno un anno) più Xanax 0,75 mg/ml (alprazolam) 40 gocce (suddivise durante la giornate) al giorno da assumere per un mese. Lei però leggendo il bugiardino di Cipralex ha riscontrato nelle avvertenze e precauzioni che questo farmaco va valutato con molta attenzione “per soggetti che han avuto in passato problemi cardiaci”, quindi ha ricordato il periodo in cui ha dovuto assumere Inderal per il cuore e si è un po’ preoccupata ed inoltre tra i possibili effetti indesiderati viene segnalato “un’alterazione del ritmo cardiaco (chiamata “prolungamento dell’intervallo QT”, valutata attraverso un ECG che registra l’attività elettrica del cuore)”, effetto collaterale che personalmente non comprendiamo bene e non sappiamo quanto possa essere frequente o se magari può riguardare soltanto persone già affette da seri problemi cardiaci. Pertanto ora lei non sa proprio come comportarsi, ovvero se assumere da subito Cipralex (che nel primo mese di terapia va appunto accompagnato dallo Xanax) non badando minimamente al bugiardino e ai problemi passati con la tiroide che influenzavano negativamente il cuore, oppure attendere e sottoporsi prima a una visita cardiologica con un elettrocardiogramma per vedere se per lei è pericolosa oppure no l’assunzione di questo antidepressivo. Per questo ho deciso di chiedere gentilmente un competente parere su quest’argomento. Va tenuto presente che mia madre non ha mai avuto né ha tutt’ora alcun problema di salute ad eccezione di quelli citati in precedenza né assume ora né ha mai assunto in passato altri farmaci eccetto appunto l’Inderal (assunto tra il 2007 e il 2012). Grazie per la cortese attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Il Cipralex, come molti antidepressivi, puo' provocare l'allungamento del QT rilevabile all' ECG.
Esegua un ECG per valutare se sua madre, a quel dosaggio, presenti un allungamento del QT.
Tutto qui
Arrivederci
[#2] dopo  
Utente 324XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio molto Dottor Cecchini, ma più o meno dopo quanto tempo di terapia mia madre dovrà eseguire un ECG per verificare un eventuale allungamento del QT? Questo possibile allungamento del QT, se si presenta, di solito avviene all'inizio della terapia antidepressiva oppure dopo mesi o anni di assunzione? Tenendo presente che per i primi sette giorni lei dovrà assumere soltanto 5 gocce al giorno di Cipralex, mentre dalla seconda settimana in poi dovrà prendere 10 gocce al giorno.
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Conviene eseguire un Primo ECG all inizio della terapia ed un secondo all aumento del dosaggio
Arrivederci
[#4] dopo  
Utente 324XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno, devo segnalare un aggiornamento della situazione che è il naturale proseguimento di questo mio consulto scritto lo scorso giugno. Allora mia madre (51enne e in menopausa da un anno), ha eseguito, come gentilmente consigliato dal dottor Cecchini, una visita cardiologica con ECG a inizio terapia antidepressiva a giugno e poi una seconda visita cardiologica con ECG ai primi di agosto dopo un mese e mezzo di terapia con un SSRI, ovvero Cipralex 20 mg/ml (escitalopram) 10 gocce (10 mg) al giorno assunto a causa di depressione, ansia e forti attacchi di panico. Entrambi i controlli cardiologici sono risultati nella norma senza quindi nessuna controindicazione alla terapia in atto alla dose di 10 gocce (10 mg) al giorno di escitalopram. Ora però dopo 2 mesi e mezzo di terapia alla dose di 10 gocce (10 mg), il medico, valutando i parziali ma purtroppo non totali miglioramenti di mia madre (depressione ed ansia nettamente diminuiti, ma attacchi di panico ancora presenti), le ha aumentato la dose a 15 gocce (15 mg) al giorno.

Per questo chiedo gentilmente se con l'aumento della dose giornaliera a 15 mg, è consigliabile o addirittura necessario che mia madre esegua nuovamente una visita cardiologica con ECG per verificare se una dose aumentata di 5 mg rispetto a prima può causarle oppure no “un’alterazione del ritmo cardiaco (chiamata prolungamento dell’intervallo QT), aritmie ventricolari, inclusa Torsione di Punta", patologie che appunto vengono citate tra i possibili effetti collaterali del farmaco?

Inoltre tra gli effetti collaterali si parla di "iponatriemia e trombocitopenia" e per questo chiedo cortesemente se magari è opportuno che mia madre esegua anche un esame del sangue per verificare la concentrazione nel sangue di sodio e piastrine?

Grazie ancora per la cortese attenzione.




[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Per ciò che riguarda la iposcopi emia è la,piastrinopenia esegua un banale prelievo del sangue.
Per ciò che riguarda l ECG lo ripeta tra 10-15 gg. Per valutare eventuali effetti del farmaco sul QT
arrivederci
[#6] dopo  
Utente 324XXX

Iscritto dal 2013
Va bene. La ringrazio moltissimo dottor Cecchini. Saluti.