Parkinsonismo vascolare

Antonio FerraloroPer parkinsonismo vascolare s'intende un quadro clinico caratterizzato da sintomi e segni parkinsoniani ma di origine vascolare.
Articolo a cura di .  Pubblicato il 01/03/2010, cliccato 61599 volte.
 

Definizione

Per parkinsonismo vascolare s'intende un quadro clinico caratterizzato da sintomi e segni parkinsoniani ma di origine vascolare.  Cioè riconosce come causa una vasculopatia cerebrale ed è considerato un parkinsonismo secondario del tutto distinto dalla Malattia di Parkinson la quale è un parkinsonismo primario.

I  quattro segni principali del parkinsonismo in generale,  sono:

  1. tremore a riposo
  2. bradicinesia (difficoltà ad iniziare un movimento che risulterà rallentato)
  3. rigidità
  4. instabilità posturale ( incapacità del paziente di compiere i  normali aggiustamenti di posizione quando si abbassa o quando passa da seduto o coricato alla stazione eretta. In tali casi diventano frequenti le cadute e le fratture, femore in primis).               

Epidemiologia

Il parkinsonismo vascolare (PV) rappresenta il 3-6% di tutti i parkinsonismi con alcuni studi che parlano del 12%,  e fini al 36% dopo un anno in pazienti colpiti da ictus ischemico.  C'è una predominanza per la popolazione anziana di sesso maschile.

 

Fattori di rischio

L'età è un importante fattore di rischio, infatti le percentuali di pazienti affetti da PV sono maggiori negli anziani. Altri fattori di rischio sono l'ipertensione arteriosa, il diabete mellito, patologie cardiache, TIA, ischemie cerebrali ripetute.

 

Fisiopatologia

Qualsiasi tipo di lesione vascolare che coinvolga la sostanza nera (quella responsabile della Malattia di Parkinson) e/o le sue vie che controllano il movimento può teoricamente determinare quadri di parkinsonismo vascolare (ischemie, encefalopatia multinfartuale, infarti lacunari, ecc.).

 

Sintomatologia

Questa è molto variabile e non esiste un quadro tipico con segni che da soli possano indirizzare verso la diagnosi.  

 Ad un primo livello di classificazione possiamo distinguere due forme ,  una forma acuta (circa il 25% di tutti i casi di PV) e una forma lentamente progressiva.

La forma acuta  si manifesta in seguito ad un evento vascolare acuto (ischemia) di quelle strutture deputate al controllo dei movimenti (striato, sostanza nera, regione talamica) e i sintomi parkinsoniani si manifestano unilateralmente ma dal lato controlaterale alla lesione, per es. se l'ictus è a destra, il parkinsonismo si manifesterà a sinistra. Tale forma può essere temporanea per fenomeni di compenso.

La forma lentamente progressiva è la più frequente (75% dei casi) e come dice il nome è caratterizzata da un inizio insidioso e progressivo. La sintomatologia è prevalentemente rigida-acinetica ed il tremore a riposo è raramente presente.
A differenza della Malattia di Parkinson, nel PV l'esordio è tipicamente bilaterale  e coinvolge soprattutto gli ardi inferiori (a differenza del  Parkinson dove gli arti superiori in fase iniziale, sono maggiormente compromessi) mentre quelli superiori spesso restano indenni.

Questo è l'elemento più tipico del parkinsonismo vascolare in cui quindi prevalgono i disturbi dell'andatura ed il paziente non tende a piegarsi in avanti ma mantiene una stazione eretta normale per lungo tempo ed i movimenti pendolari degli arti superiori sono conservati.

Il paziente avrà quindi i maggiori problemi nel camminare, con difficoltà ad iniziare i movimenti, andatura a piccoli passi, difficoltà a cambiare direzione, senso di  "piedi incollati al terreno", instabilità posturale con tendenza alla caduta all'indietro (retropulsione) a differenza della tendenza alla caduta in avanti (anteropulsione) che prevalente nella Malattia di Parkinson.

Accanto a questi sintomi, possono essere presenti disartria (difficoltà del linguaggio), disfagia  (difficoltà a deglutire), labilità emotiva, incontinenza urinaria e sintomi di decadimento cognitivo.

E' possibile anche la coesistenza, nello stesso soggetto, di Malattia di Parkinson e di parkinsonismo vascolare. Il decorso sembrerebbe più rapido nei parkinsonismi vascolari probabilmente per la scarsa risposta alla terapia dopaminergica. 

 

Accertamenti strumentali

Quando si sospetta un parkinsonismo vascolare è assolutamente importante, per documentare l'eventuale presenza di lesioni cerebrovascolari, effettuare una TC o una RM encefalica .

In alcuni casi è opportuno effettuare un esame cosiddetto di "neuroimmagine funzionale", a tale scopo il più usato è la SPECT con DATSCAN che può aggiungere delle importanti informazioni per una diagnosi differenziale con la Malattia di Parkinson primaria. Tale esame, in alcuni casi, può essere utile anche per le implicazioni terapeutiche che potrebbe fornire.

 

Terapia

Essendo una malattia provocata da lesioni vascolari cerebrali, la prima cosa da fare è quella di seguire i principi di prevenzione dei fattori di rischio cerebrovascolare (antipertensivi, antiaggreganti o anticoagulanti, ipoglicemizzanti orali e/o insulina, "neuroprotettori" favorenti il metabolismo e l'ossigenazione cerebrale, ecc.).

Per quanto riguarda i sintomi parkinsoniani, si utilizzano gli stessi farmaci in uso per la Malattia di Parkinson, cioè dopaminoagonisti e levodopa. Nel PV però, la risposta a tali farmaci è molto variabile da soggetto a soggetto e spesso è transitoria, in genere scarsa, anche se non mancano casi in cui la terapia cronica assicura un buon controllo dei sintomi parkinsoniani.

Alla terapia farmacologica si può associare la terapia riabilitativa volta a migliorare i disturbi motori, prevalentemente agli arti inferiori, tipici di questa patologia.  Pare però, da alcuni studi recenti, che gli eventuali benefici siano limitati nel tempo.

 

Autore

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