Vasectomia schema La vasectomia, cioè la legatura bilaterale dei deferenti, è un metodo sicuro ed efficace nel garantire una contraccezione permanente ed è priva di effetti collaterali importanti a breve e a lungo termine; l’unico punto debole, legato a questa procedura chirurgica non complessa, è il cattivo e a volte insufficiente grado di informazione pre, intra e post-operatorio che viene fornito ai futuri aspiranti maschi da noi andrologi.

Ora l’European Association of Urology ha proposto le nuove Linee Guida Europee, stilate dopo un’attenta revisione dei 113 lavori più ponderosi, pubblicati in questi ultimi trent’anni.

Questi in sintesi sono i punti e le conclusioni che a me sembrano più importanti e significativi:

1) la vasectomia è soprattutto indicata a maschi di età superiore a 30 anni con una relazione stabile (aggiungerei già con prole), senza gravi patologie a livello della borsa scrotale e/o pregressi dolori a livello del testicolo e dell’epididimo;

2) a tutti gli uomini, che vogliono sottoporsi a questo tipo d’intervento, si dovrà dare una corretta e precisa informazione relativa a tutte le altre tecniche alternative di contraccezione, ai particolari e specifici aspetti della procedura chirurgica quali: la sostanziale irreversibilità dell’intervento (io aggiungerei l’eventuale consiglio alla crioconservazione di un campione di liquido seminale), la necessità di utilizzare una contraccezione efficace fino alla provata sterilità, che si verifica tramite uno spermiogramma, fatto in ambiente dedicato;

3) dare sempre adeguate informazioni sulla piccola percentuale di complicanze minori (ematomi, infezioni, dolori);

4) non trascurare di indicare le percentuali, anche se modeste, di insuccesso;

5) i dati raccolti non indicano una tecnica chirurgica più affidabile di un’altra nell’ottenere il risultato sperato o tale da giustificarne il suo uso preferenziale, sappiamo invece che l’elettrocoagulazione dei monconi dei deferenti diminuisce in modo significativo le percentuali di ricanalizzazione precoce;

6) far firmare sempre un dettagliato consenso informato che deve contenere appunto tutte le informazioni relative alla tecnica di intervento utilizzata, alle possibili alternative, alle complicanze, alla necessità, fino ai 3 mesi successivi all’intervento, di utilizzare sempre mezzi contraccettivi sicuri.

7) dopo 3 mesi dalla vasectomia ed almeno 20 eiaculazioni protette, al controllo post-chirurgico, è indispensabile effettuare un esame del liquido seminale per verificare l’avvenuta sterilità;

8) solo ad azoospermia ottenuta (gli autori parlano pure di presenza di spermatozoi immobili <100.000/ml ma qui io personalmente dissento e non mi sentirei tanto tranquillo!) l’uomo potrà avere rapporti liberi, cioè non protetti.


Per finire qui ricordiamo che le complicanze, associate a questo intervento, sono modeste; nelle 113 pubblicazioni esaminate i sanguinamenti ed gli ematomi postoperatori, in genere superficiali, sono stati segnalati nel 4-22% dei casi, le infezioni di grado lieve e limitate alla ferita nello 0,2-1,5%, il dolore scrotale cronico nell’1-14%, la ricanalizzazione precoce nello 0,2-5,3%, la ricanalizzazione tardiva, cioè dopo aver riscontrato una precedente azoospermia, nello 0,03-1,2% dei casi.

Le differenze di percentuale, anche ampie, qui sopra viste sono da imputare a molti fattori ma soprattutto alle diverse definizioni del termine “complicanze” utilizzate nei lavori scientifici esaminati.


Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22033172