E’ stata pubblicata ufficialmente ieri sulla rivista scientifica Lancet la notizia della nascita del primo bimbo da trapianto d’utero.

Una donna di 36 anni era stata sottoposta a trapianto d’utero nel 2013.

Il trapianto di utero è usato per trattare donne senza utero o con un utero non funzionante. Si era già cercato 11 volte in tutto il mondo di portare a termine una gravidanza con un utero trapiantato, ma fino ad ora non si era riusciti ad arrivare alla nascita di un bebè.

La paziente era nata con assenza congenita dell'utero, conosciuta come sindrome di Rokitansky. E’ stata sottoposta ad un trapianto di utero da una donna in post-menopausa di  61 anni, che aveva già due bambini.

Ha avuto la sua prima mestruazione 43 giorni dopo il trapianto. Ha continuato ad avere le mestruazioni regolarmente ogni 26-36 giorni (in media ogni 32 giorni).

La paziente è rimasta incinta 1 anno dopo il trapianto, dopo il suo primo trasferimento singolo di embrione. Ha poi iniziato a prendere farmaci immunosoppressivi (tacrolimus, azatioprina e corticosteroidi), che ha continuato per il resto della gravidanza.

La flussimetria fetale è stata normale per tutto il decorso della gravidanza.

A 31 settimane e 5 giorni di gestazione, la paziente è stata ricoverata in ospedale con preeclampsia. La frequenza cardiaca del bambino era anormale e il bambino è nato con taglio cesareo 16 ore più tardi.

Il peso alla nascita del bambino era normale per l'età gestazionale (1775 g) e i suoi punteggi Apgar erano 9 e 10.

La madre è stata dimessa dall'ospedale il terzo giorno  e il bambino è stato dimesso in buona salute in decima giornata. Entrambi stanno bene.

La notizia apre a diversi spunti di riflessione di tipo medico ed etico. Sicuramente, come concludono gli Autori, apre la possibilità di trattare molte giovani donne di tutto il mondo che soffrono di infertilità uterina. Inoltre si è dimostrata la fattibilità di avere un donatore vivente anche in post-menopausa.