fmassaro_suicideUn nuovo studio pubblicato da The Lancet Psychiatry condotto dal 2000 al 2011, conclude che nel periodo considerato, la disoccupazione ha causato circa 45.000 suicidi ogni anno nel mondo  e che essa è nove volte più incidente sui suicidi della recessione economica che ha colpito molti paesi nel 2008.

Lo studio condotto dal Dottor Carlos Nordt, dell'ospedale psichiatrico universitario di Zurigo in Svizzera, esorta i governi delle varie nazioni a sviluppare politiche che contrastino la disoccupazione al fine di ridurre il suo impatto sui suicidi.

I  risultati sono stati ottenuti esaminando i dati sulla mortalità estratti dal database dell’ organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del World Economic Outlook.

Il team ha usato un modello longitudinale per calcolare gli effetti che la disoccupazione ha avuto sui suicidi portati a termine in 63 paesi del mondo tra il 2000 e il 2011. I ricercatori hanno potuto indagare il fenomeno sia in un periodo di stabilità economica (2000-07) che in tempo di crisi economica (2008-11).

Interventi di prevenzione del suicidio sono necessari sia in tempi di crisi economica che in quelli di stabilità economica.

I ricercatori hanno trovato che in tutti paesi, inclusi nell'analisi, il tasso suicidario associato alla disoccupazione è aumentato del 20-30% nel periodo 2000-2011.

Si stima che si sono verificati circa 233.000 suicidi l’anno, di cui circa 45.000 causati dalla disoccupazione.

Il dato forse più interessante è quello relativo al confronto tra il numero di suicidi per disoccupazione avvenuti nel 2007 (41.148) e quelli avvenuti nel 2009 (46.131), che mette in evidenza il ruolo della recessione nel 2008 nell’aumento del tasso suicidario. Questo indica che la disoccupazione incide sul numero dei suicidi nove volte di più della crisi economica.

Il team ha anche scoperto che i tassi suicidari incominciavano ad aumentare 6 mesi prima dell’aumento dei tassi di disoccupazione e colpivano, in egual misura, sia uomini che donne.

Inoltre i ricercatori hanno evidenziato che l’effetto della disoccupazione sul rischio suicidario è più forte in quei paesi dove rimanere senza lavoro è un fenomeno raro. È ipotizzabile, quindi, che un inaspettato aumento del tasso di disoccupazione possa innescare maggiore paura ed insicurezza nella popolazione di questi paesi, rispetto a quelli con più elevati livelli di disoccupazione pre-crisi.

Sulla base dei loro risultati, i ricercatori affermano l’importanza di interventi a riduzione del rischio suicidario non solo in tempi di crisi economica ma anche in quelli di stabilità economica. Il Dr Nordt aggiunge:

"Oltre che pensare a specifici interventi terapeutici, sarebbe opportuno che i governi facciano sufficienti investimenti e adottino delle politiche attive sul mercato del lavoro al fine di migliorane l'efficienza e creare nuova occupazione e una riduzione del tasso di disoccupazione, contribuendo così a contrastare l'impatto di tale variabile sui suicidi."

I Suicidi imputabili alla crisi economica sono solo ‘la punta dell'iceberg'

In un editoriale legato allo studio, Roger Webb e Navneet Kapur, entrambi dell'Università di Manchester del Regno Unito, affermano che il numero di suicidi derivanti dalla crisi economica può essere considerato solo la "punta di un iceberg,", mettendo in evidenza altri effetti psicologici importanti della disoccupazione.

"Anche le persone che, in tempo di crisi economica, non perdono il lavoro affrontano gravi fattori di stress psicologico come la diminuzione del reddito, la cassa integrazione, l’aumento del senso di precarietà, i fallimenti, l’aumento dei debiti e la perdita dell’abitazione ".

Per tali ragioni, Webb e Kapur affermano che oltre che comprendere l'effetto della disoccupazione sul suicidio, abbiamo bisogno di una migliore comprensione di altre manifestazioni di stress "psico-sociale indotto dalle avversità economiche", come l’aumento dei gesti di autolesionismo, dello stress e dell’ansia, della depressione, della disperazione, dell’ abuso di alcool e dei conflitti familiari.

Inoltre aggiungono, "abbiamo anche bisogno di sapere come e perché vi sono degli individui altamente resilienti che pur sperimentando queste avversità economiche riescono a mantenere uno stato di salute mentale e benessere".

Medical News Today ha recentemente riferito sui risultati di uno studio rivelando che le misure di austerità in Grecia hanno portato ad un significativo aumento nei tassi di suicidio nel paese.

 

Fonte: