La ricerca ha confermato la sua sicurezza tranquillizzando in questo modo tutti quei consumatori che lo ritenevano cancerogeno, causa di malattie cardiache e di parti prematuri!

Pericolo aspartame?

Questo è almeno quello che sembra emergere da una review di studi scientifici condotta da alcuni ricercatori italiani, tra cui l’epidemiologo Carlo La Vecchia a capo del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche FarmacologicheMario Negri” e la tossicologa Marina Marinovich docente dell’Università di Milano ed ex presidente della Società Italiana di Tossicologia, pubblicata sulla versione on line di Food and Chemical Toxicology.

Già nel 2011 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), aveva anticipato che non esiste pericolosità dell’aspartame, dopo che alcuni studi (condotti su topi e ratti!!) erano giunti alla conclusione che il dolcificante espone al rischio di cancro e parto prematuro.

Invece, sembra non esserci alcuna associazione tra l’Aspartame e patologie come il cancro al seno, al cervello, al pancreas o con neoplasie ematopoietiche (linfoma di Hodgking), né con l’insorgenza di malattie cardiache o con parti prematuri.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno revisionato studi pubblicati in oltre un ventennio - dal 1990 al 2012 – che analizzavano le possibili correlazioni tra l’utilizzo di aspartame e l’insorgenza di patologie come i tumori e le malattie cardiovascolari.

Inoltre, gli stessi autori hanno evidenziato come gli studi tossicologici condotti in precedenza su topi e ratti non sono solidi su basi scientifiche, per i limiti concernenti la loro metodologia e repplicabilità.

 

Pertanto, "Con riferimento ai dati epidemiologici - si legge nelle conclusioni - le evidenze sui dolcificanti a basso contenuto calorico, in particolare aspartame, non supportano l'esistenza di un’associazione costante con neoplasie ematopoietiche, cancro al cervello, all'apparato digerente, al seno, alla prostata e diverse altre neoplasie. Allo stesso modo, i dolcificanti a basso contenuto calorico, non sono collegati a eventi vascolari e parti prematuri".

 

FONTE:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027869151300495X

 

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