Tutto sull'ottavo mese di gravidanza

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L'ottavo mese di gravidanza è una fase molto delicata e va dalla 29 alla 32 settimana. In questo arco temporale il feto si stabilirà nella posizione idonea per il parto. L'ottavo mese è molto faticoso sia per il feto, che sente spesso il peso delle contrazioni dette “contrazioni di Braxton Hichs”, sia per la madre che avverte fastidi dovuti alla compressione all'altezza dello sterno.

 

 

 

 

 

Tutto su l'ottavo mese di gravidanza

 

ARGOMENTI TRATTATI

 



Gli esami da fare

Nel periodo compreso tra la trentesima e la trentaduesima settimana, la madre deve sottoporsi alla terza e ultima ecografia, prima dell'espletamento del parto. Quest'ultima ecografia servirà a stabilire se il feto ha completato lo sviluppo ed è correttamente cresciuto (ecografia di accrescimento). Contestualmente è opportuno eseguire una flussimetria fetale che consentirà di valutare il benessere del feto ovvero evidenziare condizioni di potenziale successiva sofferenza fetale.

In queste quattro settimane, la madre dovrà effettuare un prelievo di sangue completo, al quale si aggiungerà il test della coagulazione, per scongiurare gli eventuali rischi di emorragia durante il parto. Le analisi delle urine, invece si effettueranno due volte nell'arco del mese, qualora sia necessario anche con urinocoltura, antibiogramma.

E’ importante in questa fase (32 settimana) l’esecuzione dei tamponi vaginali con antibiogramma e antimicogramma.

Un'infezione vaginale trascurata, potrebbe essere causa di rottura prematura delle membrane o essere responsabile di infezioni oculari al bambino durante la nascita; ecco perchè, in assenza dei risultati di queste analisi, qualora vi sia un sospetto di infezione come la candida, la chlamydia, la gardnerella, il personale medico somministrerà la terapia antibiotica prima del parto.

 

Il ginecologo

All'ottavo mese di gravidanza si presume che il ginecologo sia già stato scelto dalla gestante, che in questo lasso di tempo avrà instaurato con lui una relazione di fiducia.

Non tutte le gestanti però hanno l'opportunità di rivolgersi ad un ginecologo di fiducia e per questo dovranno avvalersi del supporto di ginecologia offerto dalla pubblica sanità presso l'ospedale in cui partoriranno. Anche i consultori familiari mettono a disposizione il servizio di ginecologia gratuito, grazie al quale la futura mamma sarà costantemente monitorata e reindirizzata a visite ospedaliere qualora ve ne fosse la necessità.

Sarà proprio il ginecologo a stabilire se oltre alle normali analisi di routine, la gestante dovrà sottoporsi ad analisi più approfondite.

Nel terzo trimestre di gravidanza, soprattutto attorno all'ottavo mese, possono manifestarsi delle patologie molto fastidiose per una scarsa percentuale di donne; il 5% di esse infatti, potrebbe incorrere nella colestasi gestazionale o nel diabete gestazionale. Nel primo caso il disturbo, che si manifesta con intenso prurito su tutto il corpo e che aumenta soprattutto nelle ore notturne, è provocato da un'insufficienza epatica transitoria. Il prurito è causato dall'aumento dei sali biliari diffusi nel sangue a causa di un rallentato funzionamento del fegato. Se la gestante ha già patologie al fegato, come alcuni tipi di epatite, potrebbe incorrere in questo disturbo, che ad ogni modo si risolverà nelle prime settimane dopo il parto.

Un attento monitoraggio ginecologico sarà necessario per scongiurare e prevenire diversi fastidi e complicazioni.

Ugualmente, in caso di diabete gestazionale, verrà stabilita, insieme al diabetologo o endocrinologo, la terapia consona al controllo della malattia.

 

L'evoluzione del feto

Alcune volte, può capitare che nel corso dell'ottavo mese, la mamma inizi il suo travaglio prematuramente e partorisca. Già dalla ventiquattresima settimana, però, il bimbo nato prematuro ha buone probabilità di sopravvivenza. Alla trentesima settimana il feto è completamente formato e dovrebbe misurare circa 24 cm, per un peso di 1.400 gr.

Il feto comincia a prendere il caratteristico aspetto paffuto che hanno i neonati, le membra si allungano e le ossa continuano il processo di calcificazione, lasciando alcuni spazi vuoti al livello cranico per consentire al cervello di continuare a crescere. La “fontanella” oltre a permettere al cervello di espandersi è utile anche durante il parto, la testa del bambino può comprimersi e potrebbe anche rimanere “schiacciata” per alcuni giorni successivi al parto, cosa che si normalizza spontaneamente.

In questo momento si sviluppa anche la corteccia cerebrale, ciò rende il feto sensibile al dolore e in più riesce ad assumere una gran quantità di liquido amniotico e sviluppa la sensibilità gustativa.

Il feto appare formato e generalmente si posiziona già nella posizione corretta per il parto (presentazione cefalica).

In quest'ultima fase di gravidanza il bambino crescerà molto e con esso la pancia che sarà pronunciata ed evidente.

 

Consigli pratici

Quando però il bambino non si posiziona correttamente, è possibile tentare di farlo girare con alcune tecniche antiche che vengono dalla medicina tradizionale cinese, che non sono assolutamente né invasive né pericolose. Questa tecnica è chiamata moxibustione e vanta un'elevata percentuale di successi, circa il 90%.

La moxa è una sorta di composto, simile ad un incenso, formata da piante, essenzialmente da Artemisia Vulgaris, che viene fatta bruciare in prossimità di un preciso punto situato sul piede che contemporaneamente viene stimolato dalle mani dell'esperto.

Quando ci si sottopone a questo tipo di trattamento è necessario avvertire l'ostetrica e il ginecologo prima del parto, perchè, nel ruotare, il feto potrebbe attorcigliarsi al cordone ombelicale. E’ comunque una tecnica da praticare eventualmente sotto stretto controllo medico.

Per la cura estetica del "pancione" è possibile adoperare olio di mandorle dolci o burro di karitè per diminuire il rischio di smagliature.

Durante l'ottavo mese, sarebbe opportuno che la futura mamma sia già in possesso della borsa che dovrà portare con se in ospedale. Al suo interno dovrà inserirvi dei cambi da ospedale, per sé e per il suo bambino, in più dovrà essere già in possesso dell'ovetto o della navicella, qualora il rientro a casa avverrà per mezzo di un'autovettura.

Innanzitutto saranno necessarie almeno due camicie da notte, una per il parto e una per i giorni successivi ad esso. Un reggiseno per allattamento, biancheria intima, possibilmente in cotone bianco (i tessuti sintetici potrebbero irritare), un detergente intimo neutro (in farmacia o in erboristeria vi sono dei detergenti medicanti e cicatrizzanti indicati per il post-partum e tutti i prodotti che serviranno all'igiene personale).

Per il piccolo saranno necessari 4 o 5 body, pannolini, delle tutine, degli asciugamani, detergenti e oli per la pulizia, una pasta all'ossido di zinco per evitare l'arrossamento e le irritazioni da pannolino, una copertina, due paia di lenzuolini per il lettino. Ad ogni modo, sarà l'ospedale o la clinica in cui si svolgerà il parto che forniranno informazioni più dettagliate sul necessario.

 

Sport

Fare dello sport in gravidanza è possibile; certo all'ottavo mese bisogna adottare delle precauzioni in più per evitare che sobbalzi o movimenti bruschi e azzardati possano dare inizio al travaglio.

Sport violenti come il judo, la box o il karate invece sono sconsigliabili da subito, un colpo violento potrebbe causare la perdita del feto.

Ad ogni modo continuare a fare sport è una cosa del tutto soggettiva. Se una gestante è in buona salute e si sente in condizioni tali da poter continuare a svolgere l'attività fisica allora è bene che continui, sempre con molta moderazione evitando di affaticarsi troppo.

Pensare di doversi mettere a riposo forzato, tuttavia è sbagliato. Un po' di esercizio e movimento fa sempre bene, salvo diversi indicazioni del ginecologo. Passeggiare è salutare ed economico.

Molte donne, in gravidanza decidono di seguire dei corsi di nuoto pre-natale che sono molto utili sia per ridurre la tensione accumulata sulla colonna vertebrale, sia perchè alcuni movimenti acquatici si dimostreranno utili durante il parto. In più, pare che il nuoto prenatale trasmetta sensazioni di benessere e rilassamento anche al feto ed è possibile continuare fino a qualche giorno prima del parto.

 

Salute e alimentazione

Una corretta alimentazione durante i nove mesi di gravidanza è molto utile per cercare di mantenersi in buona salute, evitando malanni che costringerebbero la gestante ad assumere medicinali, cosa assolutamente sconsigliata e limitata solo ai casi di vera necessità.

Il mito che la mamma deve mangiare per due è stato sfatato! Infatti prendere troppi chili in gravidanza è sbagliato; per questo sarà necessario cambiare il modo di mangiare, senza stravolgere troppo le proprie abitudini. Dei pasti piccoli, ma frequenti, sono l'ideale, anche perchè il volume che ormai ha raggiunto il feto è tale da comprimere anche lo stomaco, quindi un pasto completo potrebbe risultare pesante e fastidioso da digerire.

La fame potrebbe farsi sentire all'improvviso, quindi sarà necessario portare in borsa qualche snack per tamponarla, così da evitare di comprare cibi grassi e ipercalorici.

Molte donne hanno quelle che comunemente vengono chiamate “voglie”, ossia sentono un improvviso desiderio di assaggiare cibi, magari mai mangiati prima perchè ritenuti cattivi. Assecondare i propri desideri alimentari non è sbagliato, purché si faccia un'alimentazione prevalentemente ricca di frutta e verdura di stagione, evitando insaccati e carni rosse che sarà più opportuno sostituire con pesci magri, come il pesce azzurro e le carni bianche.

Cercare di sostituire pane e pasta semplici con quelli integrali che prolungano la sensazione di sazietà e in più contengono fibre per garantire un corretto transito intestinale. Molte donne hanno problemi di stitichezza durante la gravidanza, anche per questo una corretta alimentazione si rivelerà utile a scongiurare questo fastidio.

Se proprio la gestante non riesce a darsi delle buone regole alimentari potrà optare per chiedere l'aiuto di un nutrizionista esperto.

 

Conservazione del cordone ombelicale

In Italia non è possibile conservare il cordone del proprio bambino per sé, è possibile solo donarlo.

Per poterlo conservare, per scongiurare alcune malattie genetiche che potrebbero manifestarsi in futuro, è necessario rivolgersi a delle banche di staminali estere, tra l'altro molto costose e non alla portata di chiunque. Donare il proprio cordone è una scelta personale da fare al momento del parto.

Ci sono delle tecniche di parto naturale (che riportiamo solo per completezza di informazione) in cui è previsto che sia il cordone che la placenta, una volta espletato il parto, non debbano essere rimossi con il classico taglio del cordone, ma al contrario, mamma e bambino dovrebbero rimanere attaccati dal cordone fino a quando questo non si secchi e si stacchi da solo, proprio come fanno gli animali. In questo modo, dopo la nascita il bambino continuerebbe a ricevere il nutrimento anche dal cordone. Forse è una cosa che può far storcere il naso, ma sarebbe la via del parto naturale e chissà che non sia questa procedura a scongiurare alcune malattie sconosciute.

 

Conclusioni

Ogni donna è diversa, così come lo è ogni gravidanza, per questo, oltre a seguire le linee guida generali, è necessario vivere la propria gravidanza con naturalezza e serenità, ricordando che il corpo femminile ha impressi nei propri geni, da milioni di anni, già tutto sulla gravidanza e la maternità.

Seguire il proprio istinto può rivelarsi molto utile affinchè la gravidanza evolva e si concluda nel migliore dei modi!

 

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Revisione scientifica

Foto di Marcello Sergio Dr.Marcello Sergio, Ginecologia e ostetricia.

Articolo pubblicato il 01/05/2012

 

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ultima modifica:  18/09/2014 - 0,05        © 2000-2014 medicitalia.it è un marchio registrato di MEDICITALIA s.r.l. - P.I. 01582700090 - staff@medicitalia.it - Fax: 02 89950896        Privacy Policy