Nel trattamento della sterilità è ora di mettere a dieta gli obesi

Dr.ssa Lucia VecoliData pubblicazione: 07 gennaio 2018

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L'obesità è in aumento, come riferisce il rapporto della Organizzazione Mondiale della Sanità del 2017 ed interessa sempre più la popolazione in età riproduttiva. Un recente studio pubblicato su Human Reproduction rivela che la dieta può essere molto utile nei programmi di assistenza per la sterilità e che si ottengono migliori risultati se dimagriscono entrambi i membri della coppia (Damien Best et al, New debate: Is It Time for Infertility Weight-loss Programmes to be Couple-based, Hum Reprod. 2017;32(12):2359-2365.).

Nella donna il sovrappeso ostacola l'ovulazione, interferendo negativamente con gli ormoni sessuali, compromette la qualità degli oociti e la vitalità degli embrioni prodotti, così aumenta il rischio di sterilità e abortività. Inoltre l'insulinoresistenza collegata all'obesità espone la donna a gravidanze e parti più rischiosi, per insorgenza di numerose complicazioni, quali diabete, ipertensione gestazionale, morte endouterina del feto, distocia, emorragia post-partum, macrosomia fetale, ipoglicemia neonatale, ecc.

Nell'uomo l'obesità favorisce il surriscaldamento dei testicoli ed un eccesso di estrogeni circolanti, fattori che ostacolano la spermatogenesi, compromettendo la qualità dello sperma e riducendo la fertilità maschile.

ObesitaMolti ricercatori hanno studiato gli effetti della riduzione del peso corporeo sulla fertilità nella popolazione in sovrappeso, evidenziando un notevole miglioramento del tasso di fertilità, soprattutto se la dieta viene seguita da entrambi i membri della coppia, che si sostengono a vicenda nel programma nutrizionale. Spesso entrambi sono obesi, perchè condividono lo stesso tipo di alimentazione e scarsa attività fisica. I programmi di dimagrimento associati all'esercizio fisico di coppia, adeguatamente supportati sul pian psicologico, per contenere l'ansia e lo stress dei cambiamenti comportamentali, hanno dato migliori risultati rispetto ai programmi individuali perquesto motivo.

In conclusione, è giunta l'ora di inserire la perdita di peso nel programma di assistenza alle coppie infertili affette da obesità, per favorire la fecondazione e ridurre poi i rischi delle gravidanze finalmente ottenute, migliorandone l'outcome. 

 

Autore

luciavecoli
Dr.ssa Lucia Vecoli Ginecologo

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1980 presso Università. Di Pisa.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Lucca tesserino n° 1235.

2 commenti

#1
Medico
Medico

Seppure lentamente, si fa sempre più strada questo importante aspetto nella terapia delle disfertilità in entrambi i sessi. Ci si deve solo augurare che diventi patrimonio della cultura della popolazione generale e dei medici in particolare e che così si trasferisca nelle valutazioni cliniche e nei successivi percorsi terapeutici.

#2
Utente 435XXX
Utente 435XXX

Buonasera scrivo qui perché non so come chiedere un consulto, se cortesemente mi potrebbe rispondere grazie
Chiedo una delucidazione; la mia ragazza prende la pillola yasminelle ed è arrivata alla terzultima delle 21 capsule del blister, contemporaneamente sta prendendo da 4 gg augmentin per un intervento alla bocca. Abbiamo avuto un rapporto protetto, ma si è rotto il condom. Successivamente abbiamo chiamato la sua ginecologa di fiducia e abbiamo posto il quesito per sapere come comportarci di conseguenza.
Alla nostra domanda lei risponde che possiamo stare tranquilli perché la mia ragazza sta assumendo le ultime pillole del blister e di conseguenza è coperta.
Detto ciò non voglio contraddire un medico, ma a me la cosa mi ha fatto rimanere un po' perplesso.
Chiedo a voi un consulto in merito. Grazie e buon lavoro

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