COVID-19: telemedicina in neurologia

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 06 aprile 2020

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno emanato le linee guida riguardanti l’epidemia di coronavirus, facendo un esplicito riferimento all’opportunità di effettuare visite "virtuali" a distanza, con l’obiettivo di ridurre all’essenziale il ricorso all’ambulatorio e i conseguenti rischi di contagio, nell’interesse del paziente e per tutelare la sicurezza dei medici.

Telemedicina

Pertanto, la pandemia di COVID-19 ha incentivato l’utilizzo della telemedicina che, anche se per molte specialità è un territorio inesplorato e per le quali rappresenta una grossa sfida, per altre costituisce una enorme risorsa che riverbera il suo effetto positivo sull’intero sistema sanitario.

 

Mitchell S.V. Elkind, professore di Neurologia ed Epidemiologia alla Columbia University College of Physicians and Surgeons, New York City (USA) ritiene al riguardo che la crisi COVID-19 nell’ambito della Neurologia, che già da anni si avvale della tecnologia di Telemedicina per consulti in remoto degli accidenti cerebrovascolari (stroke telemedicine), abbia accelerato l’approfondimento della metodologia ampliandone il campo di applicazione.

E’ opinione corrente che vi siano taluni settori della Neurologia per i quali la transizione alla Telemedicina sia abbastanza facilmente attuabile.

Di fatto, Jacqueline French, direttore della Epilepsy Foundation al NYU Langone Medical Center, New York City, stima che il 99% delle valutazioni di pazienti affetti da epilessia effettuate in ambulatorio possano egualmente essere efficacemente realizzate in remoto, basandosi sulla scrupolosa raccolta dei dati anamnestici e sulla discussione dei sintomi.

 

Ancorché vi sussistano ovvie limitazioni, tuttavia anche per altre sub-specialità della neurologia, che richiedono l’esame fisico del soggetto, è attuabile il teleconsulto, ricorrendo ad adeguati e creativi accorgimenti.

Nell’attuale contingenza, l’American Headache Society (Società Americana delle Cefalee) ha sponsorizzato il servizio di Telemedicina e Jaclyn Duvall, neurologo dell’Utica Park Clinic in Tulsa, Oklahoma, spiega come effettuare in un paziente affetto da cefalea, ad esempio utilizzando la luce del suo smartphone, un esame completo della motilità oculare e dei riflessi pupillari e parallelamente la valutazione degli altri nervi cranici.

 

Michael Okun, direttore della Parkinson's Foundation, riferisce che già da una decade si stava lavorando intensamente in telemedicina con i pazienti parkinsoniani, ciò che ha consentito di accumulare una vasta esperienza, che nella attuale crisi costituisce un lato estremamente positivo per la valutazione di pazienti con morbo di Parkinson in quarantena o affetti da COVID-19.

Beth Kallmyer, vice-presidente della Alzheimer's Association, rende noto che grazie al supporto dei teleconsulti i pazienti affetti da demenza ed i loro familiari sono regolarmente seguiti dagli specialisti restando nel proprio domicilio e che per i casi di nuova diagnosi sono stati approntati strumenti di screening cognitivo da somministrare via telemedicina. Infatti, sono state create versioni del Mini-Mental State Examination (MMSE) e del Montreal Cognitive Assessment (MoCA) validate per uso su smartphone. Ciò consente di realizzare visite virtuali che in definitiva finiscono per equivalere ad una visita ambulatoriale.

In conclusione, in questa fase critica per la salute pubblica con le conseguenti restrizioni ai movimenti che si sono rese necessarie, la tecnologia viene in soccorso per consentire di proseguire al meglio possibile l’attività diagnostica e terapeutica in talune specialità e fra queste in neurologia, garantendo la sicurezza dei pazienti ed anche ovviando all’eventuale indisponibilità dei medici perché positivi al virus oppure in quarantena.

 

Link utili:

Ministero della salute - Covid-19: Raccomandazioni per gli operatori sanitari

Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

10 commenti

#1
Utente 517XXX
Utente 517XXX

Dottore, come al solito riesce a coinvolgere positivamente le persone nei suoi interessantissimi articoli .
Ne aspetto sempre con ansia di nuovi !
Invecie ....buona giornata

#2
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Dottore Colangelo, ancora una volta, ma ormai consuetudine, il suo articolo da una grande spinta,anche emotiva, positiva soprattutto in questo momento storico MOLTO delicato, in particolare alle famiglie in cui sussiste la presenza di congiunti con patologie che richiedono un grande impegno da parte dei familiari stessi ma,soprattutto, di voi Professionisti che,con abnegazione, nonostante gli enormi rischi legati al covid 19,continuate a garantire la,non facile, assistenza. Di certo l'ausilio della telemedicina è una "facilitazione" nell'assistenza dei pazienti ma,soprattutto,garantisce la riduzione dei rischi per i pazienti, e Voi Professionisti che, purtroppo, contate un numero molto elevato di perdite proprio per garantire l'assistenza alle persone anche con patologie diverse dal coronavirus. Grazie dottore a Lei ed a tutti i suoi colleghi per gli sforzi, nonostante le enormi difficoltà, atti a garantire l'assistenza a chi è più bisognoso.

#3
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Ringrazio per i cortesi commenti. Il mio grande concittadino Eduardo ci lasciò un detto, nella sua monumentale "Napoli milionaria", che ha valicato i confini della mia città e che voglio riecheggiare come esortazione a tutti noi in questo frangente: Adda' passa' a nuttata....

#4
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Sicuramente passerà. Speriamo solo che il popolo si attenga alle disposizioni atte, quantomeno,a limitare i contagi,in attesa della cura definitiva.

#5

Caro Mauro,
mi associo ai complimenti degli intervenuti per questo articolo e per l'impegno che tu profondi nell' informare, con estrema chiarezza, gli utenti su argomenti non certo semplici,
Detto questo non posso che elogiare l'importanza del teleconsulto (ne faccio spesso anch'io), ma non posso tacere comunque dei suoi limiti.
Forse è proprio la neurologia la disciplina che più si presta a tale metodica perché, come sappiamo, la maggior parte della semeiologia neurologica si basa sull'osservazione del paziente.
Discorso diverso per altre specialità come per esempio la cardiologia e le discipline di medicina interna. Una aritmia a distanza sarà impossibile rilevarla a meno che la tecnologia non sviluppi una metodica per l'auscultazione a distanza.
Seppur vi sono molti limiti dobbiamo essere fiduciosi in nuove e importanti acquisizioni in ogni campo della medicina, anche se io, da vecchio neurologo, faccio fatica a rinunciare alla visita diretta del paziente, come avrei non pochi problemi, da neurochirurgo, a operare un cervello con i robot a distanza.
Un caro abbraccio
Giovanni

#6
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Concordo con te, caro Giovanni, ed anch'io ho trovato di una certa efficacia i video-consulti, pur con i suoi evidenti limiti particolarmente relativi alla indicazione di terapia. Ma anche questa difficoltà potrebbe essere sormontata, in questa condizione di emergenza, magari attraverso un relais con il Curante del paziente.
Grazie del tuo affettuoso apprezzamento.
Mauro

#7
Dr. Vincenzo Rossi
Dr. Vincenzo Rossi

L'articolo di Mauro è,come al solito,chiaro ed aggiornato.Certo il contatto diretto col paziente rimane irrinunciabile ma in tempi di quarantena è necessario mantenere uno stretto rapporto con i pazienti che non devono mai sentirsi trascurati.Limitandoci ai mezzi disponibili per tutti,pensiamo ad esempio quanto è importante il contatto telefonico quasi quotidiano con quelli affetti da depressione che devono sentirsi costantemente rassicurati,e la possibilità di valutare ,tramite strumenti semplici disponibili sui cellulari, indagini strumentali.

#8
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Grazie caro Enzo del tuo lusinghiero commento.
Concordo con te sul positivo impatto emotivo per il paziente di riuscire a mantenere vivo il rapporto con il medico anche solo attraverso l'invio di messaggi e di sentirsi seguito nelle fasi diagnostiche, senza la necessità di recarsi in ambulatorio.
Un abbraccio affettuoso

#9
Utente 510XXX
Utente 510XXX

È un piacere immenso leggere il plauso tra professionisti che, a differenza di quello che è apparso pochi giorni fa in TV dove un medico del Nord tentava di minimizzare, se non addirittura screditare, il lavoro che stanno svolgendo i sanitari dei nostri ospedali nel Napoletano,si prodigano nel trovare ogni mezzo possibile pur di non lasciare i propri pazienti senza quell' appoggio, così importante, per superare patologie, in questo particolare momento ancora più pericoloso per una deriva sociale.grazie dottore Colangelo, forse il suo cognome, scomposto, non a caso Col Angelo, un suo perché lo avrà.

#10
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Utente 510030,
nel ringraziarla per le Sue cortesissime parole, che suonano come la ricompensa più gratificante per qualunque medico che abbia imperniato il suo lavoro sull'interesse del paziente, desidero ricordare una frase del Prof. Gastone Lambertini, Maestro di Anatomia per generazioni di Medici italiani, che ai suoi alunni agli inizi degli studi di medicina insegnava cosa dovevano possedere innanzitutto per riuscire in questo difficile lavoro: Coraggio, Integrità e Fede.
Cordialmente

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