L'influencer. Nuovo mestiere e rischi per gli adolescenti

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 09 agosto 2017

Un tempo, non molto tempo addietro, c'era la fatica.
L’impegno.
C'era una volta la laurea, il tirocinio, la gavetta e l'identità professionale.
C'erano gli antichi mestieri, gli artigiani con il loro impegno, la loro creatività e la loro manualità.
Oggi c'è il web con le sue magie, alchimie ed il canto delle sirene.
E ci sono anche gli apprendisti stregoni.

Ebbene sì, basta avere milioni di followers che diventi una star del web: un influencer.

 

  • Cosa farà mai un influencer?

Praticamente nulla! Anzi, influenza.

Ma, nonostante il suo nulla, muove le masse.

Un influencer posterá senza sosta di tutto e di più.

Dirà la sua e verrà seguito/a, condiviso, osannato da milioni e milioni di anime smarrite.
L'influencer non parlerà di cultura o di problemi sociali - dovesse servire però per muovere le masse e per far dilagare a macchia d'olio un pensiero, una moda, un brand, la fortunata ragazza verrà profumatamene pagata -, ma posterà contenuti di moda, musica e, soprattutto, fatti suoi personalissimi.

Solitamente, i più graditi.

Chiara Ferragni per esempio, tanto amata da mia figlia, la famosa e tanto invidiata fidanzata di Fedez, durante la sua recentissima vacanza nella mia Sicilia, è rimasta rapita dal nostro cibo, ed ha postato il suo incontro con le granite siciliane, con i nostri arancini e, per finire, con le pesche tabacchiere.

Un trofeo del gusto.

 

 

Adolescenza e modelli identificativi

 

  Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto.”

Ute Ehrhardt

Questi nuovi modelli che il web propone, non fanno altro che sdoganare un concetto di facile realizzazione, immune soprattutto da fatiche e da impegno (quello che, solitamente, non piace a nessun adolescente).

Passa un messaggio relativo all'apparire più che all'essere.

Un messaggio inoltre, di facile erotizzazione dell'immagine del corpo, soprattutto femminile.
Nessuna influencer sarà brutta, anziana, o disabile.

Sembrano bastevoli degli occhi azzurri, o liquorosi, delle smorfie più o meno seduttive, postare il proprio privato online, milioni di followers, ed il gioco è fatto!

Rischi, emulazione ed omologazione

I nostri ragazzi, soprattutto in età pre-adolescenziale ed adolescenziale, non sono immuni da rischi.
Rischi di facile omologazione, e rischi di disillusione postuma.
Oltre il rischio da depressione da mancanza di like.
L’omologazione è la strategia che i ragazzi attuano per appartenere al gruppo, per non essere delle mosche bianche e non portare sulle loro spalle il peso della diversità, oltre che, per transitare alla vita adulta.

  • Cosa intendiamo con il termine omologazione?

Con il termine omologazione, si intende:

“una propensione dell’individuo ad adeguarsi ai valori e alle norme di un gruppo che rappresenta la maggioranza e che esercita sul soggetto una influenza sociale”.

Brown, 1990.

L’adolescente naviga a vista, si trova in un territorio faticosissimo e di passaggio, a metà strada tra l’infanzia e la dimensione adulta.

Cerca dei modelli.
Osserva.

Scruta, si guarda intorno.

Ed è facilmente manipolabile e plagiabile.

Questi trambusti del vivere lo obbligano ad appoggiarsi necessariamente al gruppo dei pari - reale o virtuale -, considerato il gruppo privilegiato di appartenenza.

 

  • Quindi, che ruolo hanno gli influencers sui nostri ragazzi?
  • Con i loro facili successi?
  • I quali, con milioni di followers, si sono arroccati sull’Olimpo del successo? E per di più imboccando la scorciatoia?
  • Come si fa ad invitarli alla lettura se le immagini li hanno davvero stregati e catturati? 
  • Come si fa inoltre, a spiegare ad un figlio che faticare, studiare, e non omologarsi è veramente la strada verso il successo, se il successo sembra essere a portata di click?

 
Insomma, tra veline e tornisti, tra opinionisti ed influencers, per i nostri ragazzi, forse, un ritorno al rigore, alla fatica ed all'impegno, non sarebbe poi così male.

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

8 commenti

#2

Sono del tutto d'accordo, cara Valeria,il gruppo dei pari, sappiamo bene quanto sia fondamentale per i ragazzi, e quanto l'omologazione , come tensione a rientrare nel gruppo di quelli in gamba , sia potente.. cosa possiamo fare noi adulti ? Ripristinare i valori, certo, valorizzare lo sport e l'impegno e la fatica che richiede, ma anche cercare di valorizzare l'anticonformismo intelligente che aiuta a non scambiare lucciole per lanterne! Brava sempre!

#5
Ex utente
Ex utente

Dottoressa Randone, ma cosa dice?
"Come si fa inoltre, a spiegare ad un figlio che faticare, studiare, e non omologarsi è veramente la strada verso il successo, se il successo sembra essere a portata di click?"

Si rende conto, vero, del fatto che il mondo è pieno zeppo di gente che fatica, studia, non si omologa e non ottiene alcun successo? Perché uno dovrebbe "faticare" come Sisifo e fallire continuamente se può avere successo in un altro modo a lui gradito?

#6
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Il tema tratta un argomento molto complesso ed il blog di poche righe vuole solo cogliere l'aspetto nel suo insieme, con una nota "sarcastica?"
Non è un dogma, tantomeno un opuscolo su come comportarsi o su cosa fare o non fare con i propri figli.
È uno scritto che vuole sensibilizzare e far semplicemente riflettere.
Ad ogni modo La prego di interagire con un approccio più consono alla piattaforma su cui sta scrivendo.
Un cordiale saluto.

#8
Dr. Rosamaria Bruni
Dr. Rosamaria Bruni

Volevo ringraziare la dr. ssa V Randone per il suo articolo che certamente solleva una riflessione su un tema di attualità: il cambiamento sociale ed tecnologico globale che sta investendo i nostri figli e la nostra società; dove però ahimè la struttura dell' educazione è rimasta obsoleta ferma ai paradigmi Giolittiani di " studia se vuoi essere qualcuno nella vita";" prenditi il pezzo di carta se vuoi assicurarti il posto fisso "; " Chi semina raccoglie" etc etc, potrei seguire per ore.
Tutto cio si frange con la realtà dei youtuber che a 17 anni, hanno già collezionato il publlico di pollici in alto e qualche centinaio di mila euro in un conto in banca , che a noi sarebbe costato 3 masters alla J. hopkins university,anni di ricerca, incontro della persona giusta la momento giusto.
Le startups che rendono milionari ragazzi che non hanno una cultura particolarmente .......accurata alla loro età; isole dei famosi che promettono vari...... 000 dopo soggiorni in mansioni reali in isole tropicali irraggiungibili; etc etc
Dentro questa giungla di segnali contraddittori e assolutamente seducenti che i nostri figli ricevono come imputs giornalieri come orientarsi?Dove e`finito il, DE BELLO GALLICO di G. Cesare? qualcuno sa chi e` C. Calvino? qualcuno saprà cosa è il principio di indeterminazione di Heisenberg? i congiuntivi ? la lettura ? l'analisi critica del testo ? una analisi di una funzione matematica; una reazione di ossido-riduzione.........
Sono tutti retaggi di un passato che non tornera`mai piu come gli anni 80?? Le biblioteche le enciclopedie ? Archeologia Accademica?
Dobbiamo tornare indietro? o andare avanti?
Direi esattamente procedere nella nostra linea di evoluzione ,approfittando delle meraviglie della tecnologia,senza dimenticare i nostri strumenti di base culturali;La prossima rivoluzione sara`culturale.
La scuola non è al passo con i tempi; è" assolutamente insufficente nel colmare questo vuoto tra il "dovere" e il "piacere".
L'ingresso dell' intelligenza emotiva e multifattoriale sara` un altra grande sfida:
Non siamo piu intelligenti perchè ricordiamo piu date o perche`risolviamo piu problemi di matematica, lo siamo anche perche siamo `piu percettivi,piu sensibili , piu creativi. La formazione accademica dovrà allinearsi con i tempi senza perdere la sua solida missione: renderci persone preparate accademicamente e emotivamente, a mezzo di un sistema piu svelto, tecnologico, e intrigante ma senza rinunciare al piacere della lettura cartacea. Non ce`soluzione di continuità tra il youtube e Manzoni, se li vediamo nel contesto storico; ma se il MAGISTER riesce a comunicarci che non fosse esistito L' Impero Romano, come quello Ottomano, oggigiorno non avremmo youtube, beh forse avremmo costruito un valore nella testa dei nostri figli. "Se non hai radici non avrai ali"
Icaro ce lo ha dimostrato, MOLTI ANNI FA.
GRAZIE PER QUESTO SPAZIO PSICOLOGICO CHE MI SEMBRA UN OTTIMO TRAMPOLINO DI LANCIO DI RIFLESSIONE.

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