Utente 487XXX
Buongiorno,
Quasi alla soglia dei 40 anni da circa un mese e mezzo ho notato dolore alle erezioni. Lì per lì non ho dato tanto peso alla cosa pensando che fosse qualcosa che con il tempo andasse via da se. Ma, nei giorni a seguire, il dolore persisteva. Cercando su internet mi sono imbattuto in questa community e ho letto gli argomenti che riguardavano la IPP. Tramite auto palpazione ho notato una "pallina" proprio sotto il glande. Un po' preoccupato mi sono rivolto ad un andrologo che ha confermato la diagnosi. Mi ha detto che ero il primo sotto i 40 anni a cui lui avesse diagnosticato questa malattia. E' stato abbastanza esaustivo sulle terapie e sugli interventi che sono possibili attualmente. Ma visto che non ho notato ancora alcuna incurvatura e che il dolore è ancora sopportabile e non inficia la conduzione della mia vita quotidiana e i miei rapporti sessuali mi ha detto che per adesso, oltre una fotografia mensile per tenere sotto controllo l'incurvatura del pene, non devo fare altro. Chiamandolo solo in caso di necessità. In caso contrario una nuova visita di controllo fra 12 mesi.
Visto che ho letto tanti specialisti che prescrivono comunque qualche farmaco per arginare il formarsi di calcificazioni non vi sembra che debba farlo pure io? O, per l'idea che mi sono fatto cioè che ogni individuo è un caso a se, va bene così?

Ringrazio anticipatamente per le risposte che vogliate fornirmi

Cordialmente

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

"che ogni individuo è un caso a se" questo è un dato clinico scontato ma pure, in presenza di queste problematiche cliniche, ogni andrologo ha la sua strategia terapeutica che può partire anche dal fatto che circa il 30% delle persone con IPP risolve il suo problema senza terapia ma, detto questo, se altri dubbi sulle "non indicazioni" ricevute, sempre bene eventualmente sentire un'altra "campana".

Risenta ora eventualmente sempre il suo andrologo di riferimento e si ricordi comunque che sempre la visita medica in diretta rappresenta il solo strumento diagnostico per poterle dare un’indicazione corretta e che i consigli forniti via internet vanno sempre intesi come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 487XXX

Gent.mo dott. Beretta,
La ringrazio per la Sua risposta.
La mia domanda era volta solo a capire se altri medici confermavano anche questo tipo di approccio.
La visita fatta dall'andrologo non mi è sembrata superficiale, anzi, proprio il contrario. Mi ha anche elencato una serie di terapie che, purtroppo, ad oggi non hanno portato a significativi risultati. Mi ha anche detto che il decorso della malattia è stimato in circa 18 mesi e che quindi attualmente nella mia situazione è precoce parlare di interventi chirurgici e non (mi ha parlato di una nuova cura abbastanza costosa che si avvale di un batterio che "scioglie" la placca).
Sono pienamente d'accordo con Lei che il web è solo un modo per sentire altre opinioni che vanno prese comunque con le pinze. Una visita resta indispensabile!

Nuovamente grazie

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

se visita attenta ed accurata e le informazioni ricevute, come sembra, le sono risultate utili, complete e convincenti, bene seguirle; se altri dubbi eventualmente lo riconsulti.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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