Utente 500XXX
Ho 62 anni, non ho disturbi di alcun tipo da segnalare, non ho mai subito operazioni e a tutt’oggi le analisi di routine (sangue e urine) sono sempre risultate tutte entro i parametri della normalità.
Nel 2017 ho sostenuto una biopsia prostatica, risultata peraltro negativa, resasi necessaria a causa del PSA alto (valore 48).
Mi erano stati prescritti i seguenti farmaci, che sto assumendo tuttora con risultati più che soddisfacenti:
- Avodart 0,5, specifico per la prostata
- Cardioaspirina, come aiuto per fluidificare maggiormente il sangue per una migliore funzione vascolare.
I disturbi che accuso, invece, sono i seguenti:
- un paio di relativamente piccole placche calcifiche peniene, che, pur causando una leggera inclinazione verso sinistra del membro, peraltro non sembrerebbero comprometterne la funzionalità.
- completa Aspermia, di causa al momento non nota.
- Varicocele Bilaterale.
- Prostata ingrossata e un po’ dura al tatto.
- perdite urinarie, non particolarmente pesanti al momento, ma ripetute nell’arco della giornata e quindi molto fastidiose.
- scarsissima erezione del membro. I vari Cialis, Viagra e particolarmente Spedra, a tutt’oggi non sono risultati di grande aiuto; c’è indurimento del membro, conseguentemente all’assunzione dei suddetti farmaci, ma è comunque solo parziale e di relativa consistenza, permettendo pertanto la penetrazione, sì, ma con poca soddisfazione, per lo meno da parte mia.
Poiché, a causa del mio problema, sono già 3 o 4 anni che l’attività sessuale ha subito una drastica diminuzione, mi trovo oggi ad avere un molto modesto appetito sessuale, che certo non aiuta nel mio specifico caso.
Il mio medico aveva sospettato che il tutto potesse dipendere dall’ostruzione di vene e arteriole a causa del fatto che fumo; per questo motivo avevo sostenuto un eco-doppler addominale e anche “superiore” dei vasi sanguigni, per controllarne la situazione, ma all’analisi il tutto era risultato più che normale, escludendo pertanto tale fattore come causa del mio problema.
I temi da affrontare sarebbero pertanto due, in primo luogo l’aspermia, i varicocele e le perdite urinarie, e in secondo luogo, anche se per me ovviamente altrettanto importante, la funzionalità sessuale.
Per quest’ultima, nel caso il problema non fosse risolvibile con altri sistemi, stavo valutando la possibilità di intervenire chirurgicamente mediante l’inserimento di una protesi tri-componente.
Attendo vostra cortese risposta in merito.
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo

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Caro Utente,credo che vi sia un pò di confusione.La genesi della disfunzione erettile in oggetto é,credo,di natura vascolare,come confermano gli anni di fumo,la mancata risposta agli inibitori della fosfodiesterasi e le placche a carico della tunica albuginea.
Non ci aggiorna circa l'esito dell'ecocolodoppler arterioso penieno dinamico che,credo,abbia eseguito e che potrebbe essere decisivo circa il ricorso,o meno,ad un impianto protesico.
La presenza di un varicocele non incide sulla disfunzione erettile,analogamente alla aspermia che,credo,sia di natura iatrogena,da farmaci.Cordialità.
Dr. Pierluigi Izzo
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