Utente 547XXX
Salve,
Vi scrivo poiché ho qualche dubbio che non mi lascia dormire...
venerdì notte ho avuto un rapporto anale con una sexworker e ad un certo punto mi si è tolto il preservativo. Il rapporto non protetto è durato sicuramente meno di 2 minuti in quanto ero preoccupato dal fatto che vi fossero evidenti tracce di sangue (il rapporto è stato piuttosto brutale) e controllavo continuamente... dopo essermi reso conto della non copertura, ho immediatamente cessato il rapporto e ho concluso ricevendo del sesso orale (senza protezioni). Appena finito sono andato a lavarmi e non ho notato tracce di sangue.
Martedì, dunque a distanza di 4 giorni, ho avuto una diarrea che è durata fino al mattino seguente (1 scarica sola). Oggi a distanza di 6 giorni, inizio la mia giornata ottimamente e in piena forma, ma alle 9:00 inizio ad avere mal di gola e una sensazione di malessere. Preoccupato, non appena tornato a casa, mi sono messo il termometro e segnava 36.8 e forse ho i linfonodi del collo più palpabili del normale, ma forse è la paura a farmi percepire questo.
La ragazza in questione mi ha più volte detto di essere seguita da un medico regolarmente e di essere 100% sana. Ma io prima di venerdì non l’avevo mai vista, mai più la rivedrò e di conseguenza non mi fido!
La mia paura più grande è se si tratta della prima fase di infezione.
Questa settimana ho fatto il test dell’hiv per essere sicuro al 100% di essere sano prima di lei, e infatti, ne ero certo, è risultato negativo.
Adesso lo rifarò a circa 30 giorni dal rapporto e poi dopo ulteriori 2 mesi.
Ma attualmente quanto è stato grave il rischio corso?
E il mio malessere potrebbe essere dovuto a l’hiv?
Vi ringrazio infinitamente per il vostro aiuto.

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Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

il rischio di poter contrarre una malattia sessualmente trasmissibile per le dinamiche sessuale, da lei raccontate, non è da trascurare.

Segua ora tutte le indicazioni cliniche e le corrette tempistiche per le indagini che dovrà espletare, non ripeta più simili errori; infine il malessere, da lei riferito, non si può sicuramente considerare come specifico della presenza dell'HIV.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica in diretta rappresenta il solo strumento per poterle dare poi un’indicazione clinica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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