Alfa-bloccante serale per ipertensione e IPB: scelta e rischi?

Gentili Medici,
paziente iperteso in terapia con Cosyrel.
Valori medi 170/80 mmHg, frequenza 54-56 bpm.
Soffro di IPB con nicturia invalidante (6-7 risvegli).

Data la bradicardia relativa e la sistolica alta, l'aggiunta serale di un alfa-bloccante (es.
Doxazosina o uro-selettivi) è una strategia valida per entrambi i problemi?
Quale molecola garantisce miglior controllo pressorio e urinario con minori rischi di ipotensione ortostatica al risveglio?

Grazie.
Dr. Andrea Contine Cardiologo 60 2
è più opportuno utilizzare un alfalitico selettivo per la prostata ed ottimizzare la terapia antipertensiva proprio per evitare l'ipotensione ortostatica .
Quanto più l'alfalitico sarà efficacie per correggere l'ipertensione tanto più sarà probabile ipotensione ortostatica.

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Utente
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La ringrazio per il riscontro. È stato molto utile porre l'attenzione sull'ipotensione ortostatica, un problema a cui sono particolarmente esposto durante gli esercizi motori necessari per i miei deficit di coordinazione. In merito alla terapia ipertensiva che ritengo più importante dell'ipertrofia prostatica, ritiene che l'assunzione di Cosyrel al mattino e Lercanidipina la sera possa essere una soluzione valida?
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Gentile Dottore, nonostante la terapia attuale con ACE-inibitore, riscontro valori pressori medi intorno a 170/80 mmHg. Vorrei chiederle se ritiene opportuno integrare il trattamento con l'aggiunta di Lercanidipina la sera. Resto in attesa di un suo parere in merito. La ringrazio
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Dr. Andrea Contine Cardiologo 60 2
Buonasera, nel momento in cui si iniziano a prendere in considerazione principi attivi é opportuno che ci sia una prescrizione medica che tenga conto delle caratteristiche del paziente ; ne parli con il medico di medicina generale la molecola in sé e l’associazione sono valide.

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Gentile Dottore, il mio medico di base mi ha prescritto un ACE-inibitore al mattino e l'amlodipina la sera per mantenere i valori pressori sotto i 170/80 mmHg. Tuttavia, ho letto che l’uso di molecole più recenti, come la lercanidipina, potrebbe ridurre significativamente il rischio di edema alle caviglie. Vorrei chiederle se, nel mio caso, questa possa essere una valida alternativa da proporre al medico di base.
Resto in attesa di Sue indicazioni e Le invio i miei più cordiali saluti
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Dr. Andrea Contine Cardiologo 60 2
Potremmo semplificare il discorso dicendo che Amlodipina è più efficace ma più edemigeno quindi bisogna capire quale sia il farmaco più adatto a lei. Nulla toglie che prima si prova un farmaco (esempio lacidipina)e se non funziona si passa all’altro (Amlodipina)sperando non dia edemi ; o viceversa iniziando da Amlodipina se da edemi si passa a lacidipina sperando che sia sufficiente

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Gentile Dottore,
a seguito della Sua risposta, avrei intenzione di proporre al mio Medico di Medicina Generale l'utilizzo di molecole quali barnidipina, lacidipina o manidipina.
Data la loro maggiore selettività vascolare, queste opzioni sembrerebbero garantire una minore incidenza di edemi periferici rispetto all'amlodipina. Preferirei quindi considerare quest’ultima come alternativa di seconda istanza, qualora i farmaci di più recente formulazione non dovessero sortire l’effetto terapeutico desiderato.
La ringrazio sentitamente per la Sua preziosa consulenza e Le porgo i miei più cordiali saluti
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Ipertensione

L'ipertensione è lo stato costante di pressione arteriosa superiore ai valori normali, che riduce l'aspettativa di vita e aumenta il rischio di altre patologie.

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