Utente
Buongiorno dottori, mi chiamo Stefano ho 42 Dieci anni fa mi sono venuti dolori al centro del petto che rimanevano lì e solo quando facevo attività fisica. Non capitavano sempre, tant'è vero che nuotavo a livello agonistico. Poi sono successi sempre più spesso, solo durante l'attività. Quando arrivavano avevano un dolore ansiogeno che tutt'ora se ci penso mi sento male. Tutto passava quando smettevo e il cuore tornava a battiti sotto i 100. Nel 2013 ho fatto una visita sottosforzo in cardiologia in cui è comparso il tremendo dolore. Ricoverato feci subito la coronarografia. Esito: BBS frequenza dipendente doloroso. L'esame evidenziò un restringimento a riposo di una coronaria del 30% in modo così impercettibile che nemmeno il tecnico se ne rese conto subito. Responso coronarografico: non mostra stenosi di significato emodinamico con riscontro di ponte muscolare su IVA media che determina stenosi non emodinamica in sistole. Ho eseguito anche degli eco al cuore e due holter: tutto normale. Terapia: cardicor e quando devo fare un'attività leggera corlentor da 5mg. Il problema è che a seguito del terremoto ho attacchi di panico che mi fanno battere il cuore e il BBS con dolore arriva puntuale. Lo faccio terminare con la respirazione... Espirando lentamente i battiti scendono e il dolore va via. Ma non posso vivere così: ho tanta energia e voglia di fare e questi attacchi di panico ora avvengono per paura di ricreare il dolore e rovinare il cuore o morire. Il mio cardiologo dice che non è grave, ma altri cardiologi a reparto mi dissero che non sarei più dovuto arrivare a quel dolore, perchè pericoloso: non me lo scorderò mai. Ora gli attacchi arrivano non per la paura del terremoto, ma per la paura del cuore. Vi chiedo se la mia patologia è pericolosa. Al PS, andato per attacco di panico e dolore toracico, mi hanno detto, a novembre 2016, che il BBS non è pericoloso e che ci devo convivere (mi hanno fatto enzimi cardiaci, eco al cuore, monitoraggio: tutto negativo). Io invece ho paura di rovinare il mio cuore in quanto ho letto che nel lungo termine questa patologia porta a degenerazioni (nel 10% dei casi) dell'atrio sinistro. Ho paura, non vivo più bene e lo psicologo mi dice che devo risolvere questa parte "fisica". Vi chiedo - è proprio il caso di dirlo - con tutto il cuore un vero chiarimento perchè la mia vita non è più come prima. Grazie infinite. Stefano

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Dr. Mariano Rillo

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Guardi, se la sua vita non è più come prima non è per colpa del suo cuore, ma della sua mente...Gli attacchi di panico, che sono la causa dell'accelerazione del suo battito, non sono di pertinenza cardiologica, mentre lei, come tutti i soggetti ansiosi, crede che sia il suo cuore il vero problema...Lei ha bisogno solo del supporto di un bravo psicoterapeuta.
Cordialità
Dr. Mariano Rillo
Specialista in Cardiologia con Perf. in Aritmologia
Clinica e Elettrofisiologia Interventistica

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la Sua cortese risposta, ed in effetti è quello che penso anch'io, ma è indubbio che si arriva ad una frequenza che provoca in me dolore. Ora, sapere da uno specialista se ci sia un reale pericolo per la mia patologia o meno, non crede dottore che possa aiutarmi anche da un punto di vista psicologico? Non a caso si dice "mente sana in corpo sano".
Può darmi chiarezza su questa problematica che ho?
Grazie ancora

[#3] dopo  
Utente
Comunque il mio psicoterapeuta mi ha detto di risolvere con un medico cardiologo bravo anche la parte inerente la patologia. Quindi ecco il motivo delle mie domande. Sono di Ancona, ho provato a contattare anche privatamente il dott. Perna degli ospedali riuniti Ancona nord, ma le liste di attesa sono da oggi a luglio.
Cortesemente

[#4]  
Dr. Mariano Rillo

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Credevo di essere stato piuttosto chiaro...
non capisco cosa ci sia da risolvere....
Lei ha un blocco di branca frequenza-dipendente che non rappresenta alcun problema per lei e non non crea nessun rischio (nè tantomeno è la causa del suo "dolore")....se ne faccia una ragione e si afidi a psicoterapeuti all'altezza (perchè esprimersi dicendo che occorre risolvere il problema cardiaco significa non avere nè conoscenze ne professionalità adeguata, poichè questo non aiuta certo psicologicamente il paziente).
Saluti
Dr. Mariano Rillo
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[#5] dopo  
Utente
Lei lo può sapere perchè è un medico, ma io no, altrimenti non mi sarei rivolto per un consulto.
La ringrazio per le sue risposte e chiedo scusa se le ho fatto perdere tempo.
Distintamente saluto

[#6]  
Dr. Mariano Rillo

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Non c'è problema...
saluti
Dr. Mariano Rillo
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