Utente 488XXX
Un saluto a tutti. Mi rivolgo a voi ormai rassegnato e sconsolato, ma ancora con la flebile speranza che qualcuno possa fornirmi una reale risposta. Sono un ragazzo di 36 anni, e da parecchi anni, che ormai non so neppure io quantificare, soffro di dolori al petto, in corrispondenza del cuore. Tali dolori, a seconda dei casi, si manifestano di due tipi: generalmente sotto forma di "stilettate", cioe' di fitte improvvise e momentanee in un punto preciso, ma capita anche che si manifestino dolori un po' piu' lievi, ma come "irradiati" nella regione del cuore, e persistenti questi anche per parecchie ore (anche piu' giorni). Nel corso degli anni ho notato come nella maggior parte dei casi tali eventi si verificassero sia a seguito di forti stress emotivi, in primis arrabbiature, ma anche a seguito di sforzi fisici, tra cui anche la semplice attivita' sessuale. Alle volte pero' ho avvertito queste "stilettate" anche in situazioni di assoluto rilassamento, condizione questa per me ancor piu' fastidiosa ed inspiegabile da un punto di vista psicologico. Inutile dire come tutto cio', nonostante in parte ormai mi ci sia pure abituato, mi causi comunque spavento, e non mi permetta di vivere serenamente. Consapevole del fatto che entrambi i miei genitori a suo tempo sono stati colpiti da infarto, ho tentato di vederci chiaro, e quindi nel corso degli anni mi sono sottoposto a vari esami, quali visita cardiologica, test da sforzo, ecocardiografia, ecocolordoppler, sino ad arrivare alla Tac alle coronarie. Da tutti questi esami e' emersa sempre pero' una situazione di normalita' (solo tendenza al prolasso del LAM con lieve insufficienza valvolare associata; insufficienza triucuspicalica di grado lieve) ed i professionisti cui i sono rivolto mi salutavano dicendomi sostanzialmente che sono sano e non dovevo fare caso ai dolori, probabilmente questi di natura intercostale, e tutt'al piu' di prendermi una aspirina al bisogno. Fatto sta che quando accuso questi dolori, e che io rilevo provenire chiaramente dal cuore, forse piu' per una questione mentale, comunque spesso assumo una compressa di cardioaspirina, (in uso a mia madre) magari per due o tre giorni, finche' non sto completamente bene, e poi la interrompo per poi riprenderla "al bisogno". In ogni caso, al di la di questo aspetto, mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia saputo spiegarmi in modo convincente l'origine di questi dolori. Recentemente ho sentito parlar in televisione della sindrome di Tako-tsubo, e documentandomi un po' in tal senso, ho trovate descritte la stessa fenomenologia di quanto avverto nel mio caso. A vostro avviso potrebbe trattarsi effettivamente di questa malattia, che peraltro ho visto essere piuttosto rara, soprattutto tra gli uomini, oppure di cosa si potrebbe trattare? Un cordiale, ma triste saluto

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Guardi, la Tako Tsubo non si manifesta con le stilettate che lei descrive.
Inoltre l assunzione dimaspirina come fa lei non serve assolutamente a niente.
Dopo gli inutili esami che ha eseguito occorre che lei si rassegni a non essere un malato di cuore.
Se ne faccia una ragione

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza