Utente 438XXX
Buonasera, a seguito di ulteriore episodio di aura mi sono sottoposta a test microbolle.
Risultato sussistenza di forame con efetto tendina.
La dott.ssa che ha eseguito l esame (chirurgo vascolare) dopo avermi precisato che non è il suo campo di specialità e avermi indirizzato al reparto cardiologia del sant orsola di Bologna, mi ha detto che secondo lei, vista la mia età (39) e visto che soffro di emicrania con aura sarebbe meglio chiuderlo.
E io, pur non essendo nessuno, francamente concordo. Piuttosto che vivere sotto cumadin o temere un embolia ogni 2 x 3 vorrei farmi operare.
Il problema è che mi par di capire (e me l ha detto anche la dottoressa che ha fatto l eco) che la tendenza attuale sia quella di bypassare l intervento di chiusura in favore della terapia farmacologica.
E francamente, se è vero che è intervento semplice e relativamente poco rischioso, non capisco perché. E vorrei un vostro parere sul punto.
Approfitto anche per fare un altra domanda, la dott.ssa.in questione mi hs prescritto cardio aspirina in attesa del cardiologo. È sufficiente? E soprattutto, è compatibile con il paracetamolo 1000? Io quando ho mal di testa non riesco a farne a meno.
Oggi è venerdì, chissà quando potrò farmi vedere da un cardiologo e sono um po in ansia. Ringrazio tantissimo chiunque mi risponderà.

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Da ciò che lei scrive suggerirei senz altro
La chiusura del difetto
Nel frattempo
L aspirina può essere associata al paracetamolo senza problemi se ne avesse il bisogno

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente 438XXX

La ringrazio moltissimo.
La disturbo l ultima volta per chiederle se è così tanto aumentato il rischio di ictus in presenza di forame. Lo so che sono arrivata a 39 anni indenne, ma non è che mi consoli molto.. è come sopravvivere 100 volte di seguito a una roulette russa (beh spero con rapporti di probabilità diversi!!)
A tal proposito le dico che credo di non aver altri fattori di rischio.
Fumavo 3 sigarette al giorno ma ho smesso da una decina di giorni, sono magra, ho la pressione tendezialmente bassa, colesterolo ai minimi, non prendo la pillola e i test per la trombofilia sono negativi (anche se ho avuto una sindrone di mondor [flebite seno sinistro] st inverno)
E poi sono bradicardica (e non ho idea di se o come influisca)
Dopo non la importuno piu.
Porti pazienza, ma mi hanno ribaltato la vita in un quarto d ora.. ho scoperto che il mio corpo sano e forte è difettoso e non è facile da mandare giu.
Di nuovo ringrazio.

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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L intervento di chiusura è veloce e sicuro.
La possibilita che un coagulo di sangue proveniente dal circolo venoso passi dall atrio destro a quello sinistro e che quindi venga espulso dal ventricolo sinistro nella circolazione arteriosa c’è . Ovviamente non avendo altri fattori di rischio la possibilita è minore .
Si tranquillizzi

Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente 438XXX

Mi perdoni dottore ma ho davvero bisogno di fare altre due domande.
Poi dopo davvero non la importuno più.
Ho compreso che vi è un correlazione tra ictus e pfo per il rischio che coaguli di sangue venoso passino nell atrio sinistro, quello che vorrei sapere è: ma la correlazione pfo ictus deriva solo dal fatto che un coagulo PREESISTENTE passi di la, oppure è la formazione del coagulo è provocata dallo shunt stesso per effetto della miscelazione del sangue? (Questa cosa mi è venuta in mente guardando l infermiera shekerare le siringhe)
La distinzione per me è importante, perché nel primo caso ho probabilità di avere un ictus quante ne avrei di avere una trombosi venosa o un'embolia polmonare se avessi il pfo chiuso.
Nel secondo invece devi seriamente preoccuparmi.
Il quesito non serve tanto a scegliere ae operarmi o no, insisterò che mi operino a costo di farlo privatamente perché se madre natura vuole che il forame non ci sia mi pare corretto chiuderlo se c è.
La paura che ho riguarda il tempo intercorrente tra oggi e l operazione.
La seconda domanda che ho è questa: se lo shunt dipende da una pressione elevata, perché io ce l ho che ho la pressione bassa? Oppure ho la pressione bassa proprio a causa del passaggio di sangue?
Grazie davvero della pazienza e mi perdoni le domande forse stupide.

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Quello che puo' accadere e' che un banale trombo formatisi in un territorio venoso (gambe , addome) arrivi in atrio destro e vada in atrio sinistro.
Mentre un piccolo coagulo comporta una embolia polmonare del tutto insignificante ,un piccolo coagulo puo ' avere un effetto disastroso in ambito cerebrale.
Si chiama embolia paradossa.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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