Utente
Gentili Dottori,
ringraziando per l'attenzione che mostrate nel rispondere alle domande, sottopongo l'esito dei seguenti esami di mio padre (età 59 anni - diabetico)
Prima colonscopia: polipo peduncolato di 15 mm con superf. irregolare.
Seconda colonsopia: l'intento dei medici era quello di sottoporre mio padre ad intervento chirurgico. Durante colonscopia il medico ha deciso di procedere con polipectomia totale (il polipo si "sollevava" facilmente).
Esito: neoformazione sessile con apice depresso di aspetto irregolare che si solleva regolarmente.
Ci è stato detto che se le cellule tumurali sono superficiali, l'endoscopia può ritenersi definitiva e curativa. Secondo Voi, è coerente come ragionamento o, vista la situazione diagnosticata, risulta pacifico pensare ad un intervento chirurgico successivo con relativo decorso?.
In attesa di gradito riscontro,
porgo cordiali saluti.
Grazie.

[#1]  
Dr.ssa Maria Morena Morelli

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Gentile Utente,
ritengo sia stato un atteggiamento corretto (polipectomia endoscopica);
Per potere fornire ulteriori indicazioni su eventuale trattamento successivo bisogna aspettare il referto dell'esame istologico.

Se le fa piacere ci tenga aggiornati.

Dott.ssa M.M.Morelli

[#2] dopo  
Utente
Gent.ma Dott.ssa Morelli,
ringrazio per la risposta.
Avrei ancora due domande:
1) forse sbagliando atteggiamento ho letto e riletto in internet articoli e simili su patologie del colon. Per maggior chiarezza, il fatto che la neoformazione presenta apice depresso è prova di un qualcosa di decisamente anomalo o meno?
2) la probabilità di una risoluzione endoscopica è secondo Lei del 50% su intervento successivo? o meglio, anche Lei ritiene che il quadro clinico attuale possa contemplare una risoluzione senza intervento? o le parole del medico erano gentilmente finalizzate a non preoccupare troppo il paziente?
Ringrazio per la disponibilità.
Saluti.
Elena S.

[#3]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
per poter dire qualcosa di più, come già suggeritole, è indispensabile avere la risposta dell'esame istologico.
Infatti mentre la conformazione del polipo in questo caso ("...apice depresso...") non è significativa, diventa fondamentale sapere di quali cellule è composto il polipo. Solo allora si potrà dire se il trattamento è stato definitivo o se è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#4] dopo  
Utente
Gent.mo Dott. Nardacchione,
Ringrazio per la risposta e chiedo scusa per aver insistito.
Attendo esame istologico come suggerito.
Ancora grazie.
Saluti
Elena

[#5] dopo  
Utente
Gentili Dottori,
solo oggi mi è stato consegnato l'esito delle PRIME biopsie (EFFETTUATE PRIMA DELLA POLIPECTOMIA ENDOSCOPICA).
Sto ancora attendendo il risultato delle analisi su tutta la massa rimossa.

"Frammenti di proliferazione tubulo-papillare con displasia epiteliale grave e campi di mucosa comprendente ghiandole irregolari gravemente displastiche e gruppi di cellule infiltranti la tonaca propria. Si sospetta adenocarcinoma."

Quanto riportato, modifica i ragionamenti effettuati precedentemente?
La polipectomia può ancora essere definitiva?.

Grazie per l'attenzione.
Saluti.
Elena

[#6]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore,
alla luce dell'esame istologico presumo che suo padre dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti e forse ad un intervento chirurgico.
Le consiglio quindi, dopo esserne parlato con il medico curante di suo padre, di effettuare una visita chirurgica.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#7] dopo  
Utente
Gentili Dottori,

abbiamo ricevuto il secondo esame istologico sulla neoformazione rimossa endoscopicamente. L'esito è adenocarcinoma di 1.3 cm con focolai invasivi adenomatosi.
Stiamo vivendo una situazione particolare, poichè il primo chirurgo consultato ha suggerito a mio padre di operarsi, il secondo sostiene che mancano alcuni dati per poter dire se l'operazione sia realmente necesssaria (addirittura guardando gli esami ha detto che secondo lui la rimozione endoscopica potrebbe essere già risolutiva). Ha suggerito di richiedere come paziente gli esami completi (tramite richiesta di un medico fuori provincia).
Confesso che siamo un pò stupiti. Da un lato ci parlano di operazione urgente e dall'altro di quadro clinico molto positivo. Mi rendo conto di aver fornito pochi dati, però gradirei avere comunque un Vs. parere. Grazie mille per l'attenzione che rivolgete alle ns. richieste.
Saluti.
Elena

[#8]  
Dr.ssa Maria Morena Morelli

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Gentile Signora,
il referto dell'esame istologico da Lei riportato: "..adenocarcinoma di 1.3 cm con focolai invasivi.." induce ad una indicazione di rimozione chirurgica (intervento).

Dott.ssa M.M.Morelli

[#9]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
se non esistono controindicazioni assolute per le condizioni del paziente, il carattere diffusivo della malattia e gli aspetti invasivi riscontrati sulla lesione permettono di porre una indicazione chirurgica.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#10] dopo  
Utente
Gent.mi Dottori,

dopo un iter decisamente complicato (hanno rianalizzato le analisi in un'altra struttura), la decisione è stata quella di sottoporre mio padre ad intervento chirurgico. Ricordo che la neoformazione era stata rimossa endoscopicamente in modo ineccepibile, però ad oggi le nuove analisi confermano una situazione non favorevole. Dalle analisi istologiche del "polipo" rimosso risulta:
- neoformazione sessile - tubulo - villosa : adenocarcinoma
- infiltrazione linfatica positiva - infiltrazione vascolare negativa
- livello di infiltrazione: 4 livello di Haggitt.
- tumor budding: positivo

Vi chiedo gentilmente di dirmi, secondo Vs. esperienza, quanto grave risulta essere il quadro clinico.
E' comunque già prevedibile un'infiltrazione grave della malattia ed un eventuale diffusione metastatica?
In questa situazione l'intervento chirurgico può ancora essere considerato curativo?



In attesa di gradito riscontro,
porgo cordiali saluti.
Elena

[#11]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora,
l'esito dell'esame istologico riportato depone per un polipo maligno ad ad alto rischio che necessita di asportazione chirurgica completa.
In alcune casistiche è riportata la scomparsa della malattia nell'80% circa dei casi, dopo trattamento chirurgico resettivo, post-polipectomia endoscopica.
Ritengo quindi l'intervento chirurgico indispensabile e curativo.

Cordiali saluti

Dr. F. Nardacchione
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[#12] dopo  
Utente
Gent.mo Dr. Nardacchione,

ringrazio per la risposta. Attendiamo analisi pre-operatorie e successivo intervento chirurgico (confermato intervento in laparoscopia).
Giusto per correttezza inserisco l'esito dell'esame istologico completo in tutti i dati (nel precedente intervento ho omesso delle informazioni).

"Adenocarcinoma intestinale.
Differenziazione: basso grado. Pattern cribriforme assente.
Livello di infiltrazione: base del polipo, livello 4 Haggitt.
Livello di infiltrazione della sottomucosa (Kikuchi): sm3 4900 micron.
Estensione mopl. 8000 micron.
Budding positivo (=>5) per campo..
Margine di resezione indenne da neoplasia. Distanza dai margini di resezione 0.009 mm.

Livello di infiltrazione non valutabile. Si procede con intervento chirurgico".


Dopo l'intervento invierò ulteriori dettagli. Ringraziando per l'attenzione che pone nel rispondere alle mie domande, porgo
Cordiali Saluti.
Elena Scotti

[#13]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
quella che lei riporta così meticolosamente è una determinazione istologica molto dettagliata che conferma l'indicazione chirurgica. L'uso di alcuni termini può apparire roboante e spaventare, ma in realtà c'è scritto che c'era un polipo, che è stato tolto radicalmente e che, per maggiore tranquillità e pulizia totale è meglio togliere quella parte di intestino dove si era formato .
Alle altre sue domande purtroppo potrà rispondere solo ... il tempo. Noi comunque siamo qui sempre a vostra disposizione. Coraggio

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#14] dopo  
Utente
Gent.mi Dottori,
rinnovo il mio sentito "grazie" per le risposte!
Segnalo che è già avvenuto il ricovero e che è stata fissata la data dell'intervento in laparoscopia.
Duranti esami pre-operatori e TAC non si sono riscontrate particolari complicanze.
Se non abuso troppo della vs. disponibilità avrei due domande:

- l'intervento in laparoscopia verrà eseguito al San Raffaele di Milano. Ho letto che i benefici per il paziente sono estremamente rilevanti (tempo di recupero minore, meno dolore post-operazione ecc..) Cosa ne pensate?

- attualmente ho solo un dubbio circa il referto sopra riportato. "infiltrazione linfatica positiva. infiltrazione vascolare negativa". Informandomi, non riesco a capire se la presenza di invasione linfatica determina automaticamente invasione ai linfonodi o se esistono stadi intermedi.

In attesa di gradito riscontro.
Cordiali Saluti.

Elena

[#15]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena
il centro cui fa riferimento è tra i migliori d'Italia e le notizie che lei ha raccolto sono più che veritiere essendo il trattamento laparoscopico meno invasivo rispetto al trattamento laparotomico nel caso di resezioni intestinali, con risultati oncologici a distanza sovrapponibili.
Per quanto riguarda la classificazione di infiltrazione cui fa riferimento (4 livello di Haggitt) si riferisce solo ad alcune caratteristiche del polipo asportato e non alle strutture linfonodali, che devono ancora essere prelevate con il prossimo intervento.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#16] dopo  
Utente
Gent.mo Dr. Nardacchione,

come stabilito mio padre è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

Il chirurgo ci ha detto che l'intevento è andato bene. Ha aggiunto

che non si aspettava di trovare qualcosa di particolare poichè la

tac non evidenziava alcuna complicanza. Alla mia domanda su come

erano i linfonodi, lui ha risposto che macroscopicamente era tutto a

posto, ovviamente bisogna attendere esame microscopico.

Il quadro post-operatorio è buono. Si evidenzia solo la pressione

molto alta (già curata in precedenza con farmaco). A 3 giorni non ha

ancora iniziato a mangiare. Indicativamente come sono i tempi di

recupero? Ci sono avvertenze particolari da tenere in considerazione

dopo questo tipo di intervento?

Ringraziando ancora per la gentile attenzione che pone nel

rispondere alle mie domande,

porgo cordiali saluti.

Buon lavoro.

[#17]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
mi fa molto piacere che dopo l'intervento chirurgico tutto stia andando bene.
In genere dopo una resezione intestinale bisogna aspettare i tempi di cicatrizzazione dei due monconi intestinali e la ripresa del movimento intestinale (peristalsi), che avviene tra la 4 e la 5 giornata post-operatoria. Uno dei momenti più importanti è l'emissione di aria e successive feci. Quando questo avviene vuol dire che la cicatrizzazione è avvenuta correttamente e l'anastomosi permette il passaggio delle feci.
Verificato questo il paz. può gradatamente ricominciare ad alimentarsi.
I tempi di recupero sono abbastanza veloci e non ci sono avvertenze particolari se non un controllo medico nel tempo

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#18] dopo  
Utente
Gent.mo Dr. Nardacchione,
abuso ancora della sua gentilezza per rivolgerLe alcune domande.
La situazione post-operatoria sembrava buona ma negli ultimi giorni sono soppraggiunte delle "complicazioni".
Ricordo che Lunedì mio padre è stato operato. Marted' e Mercoledì stava molto bene. Giovedì sera ha cominciato a mangiare (la cena comprendeva pasta, bistecchina e purè). La notte è stato male di stomaco e da lì ha cominciato ad avere febbre alta. Venerdì e Sabato febbre a 38,5 con vomito frequente di notte (oggi, Domenica=37,5). Ha cominciato una cura antibiotica. Ha fatto n.2 prelievi per vedere se ci sono infezioni in corso (il risultato dovrebbe arrivare Lunedì mattina).
Questa è la situazione. Se ha modo di esprimere un suo parere, ringrazio!
Saluti.
Elena

[#19]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Cara Elena,
in chirurgia può succedere di tutto e c'è sempre la necessità di vigilare sul paziente. A distanza quindi posso immaginare di tutto e non sarebbe giusto incuterle solo timori.
Diciamo che sicuramente era meglio che non si manifestasse nulla, ma dopo un intervento, specie sull'intestino, ci può essere una infezione o altro. La cosa migliore è affidarsi, come sempre, ai colleghi del reparto, che sicuramente per primi vogliono che tutto vada nel migliore dei modi.
Un cordiale saluto ( da lontano ... le sono vicino)
Dr. F. Nardacchione
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[#20] dopo  
Utente
Gent. mo Dottore,
dagli esami eseguiti non risulta esserci un'infezione in corso. La febbre è sparita e anche il senso di malessere generarace/le. I dottori hanno parlato di malessere legato probabilmente ad una situazione di stress e stanchezza del paziante. Oggi hanno dimesso mio padre.
Riferisco quanto scritto sul foglio rilasciato all'atto della dimissione:

Diagnosi alla dimissione: AdenoCa del colon discendente.

Tralascio: "motivo del ricovero","cenni anamnestici", "descrizione intervento".

Accertamenti preoperatori: TC torace/addome: fegato a densità steatosica; al passaggio VII-VIII segmento, presenza di formazione tondeggiante subfrenica di circa 1 cm dotata di progressivo enhancement contrastografico ed iperdensità in fase tardiva, compatibile in prima ipotesi con angioma cevernoso; numerose cisti renali parapieliche.

Intervento chirurgico: emicolectomia sinistra laparoscopica; anastomosi colo-rettale sec. Knight-Griffen.

Decorso clinico: regolare

Condizioni alla dimissione: il paziente è apiretico, l'obiettività addominale è negativa e l'alvo è normocanalizzato.

Esame istologico: sezioni di mucosa colica sede di focale area di fibrosi sottomucosa con infiltrato macrofagico pigmentato, indenne da neoplasia, restante mucosa sede di adenomi tubulari con displasia lieve, presenza di metastasi di adenocarcinoma ad 1 su 8 linfonodi periviscerali. Rondelle di stapler indenni da neoplasia. pTX pN1.

Controlli successivi:
visita oncologica da fissare.

Le chiedo gentilmente di esprimere un parere sul quadro clinico descritto.
Due domande:
- in questi casi si interviene anche con cicli di chemioterapia? o meglio, come si procede generalmente?
- il rischio di "ripresa malattia" o localizzazione in altri siti è da contemplare? e se sì, con che percentuali?

Ringraziando sempre per la cortese attenzione che pone nel rispondere alle mie domande,
in attesa di gradito riscontro,
Saluti

Elena S.

[#21]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora,
perdoni il ritardo ma sono stato assente da Roma. Il quadro clinico mi sembra ottimo, nel senso che il tumore è stato completamente escisso, anche se la presenza di un linfonodo sede di malattia fa salire il grado di diffusione fino al III Stadio.
La necessità di chemioterapia va valutata dai colleghi oncologi che hanno dei protocolli standard da applicare in base a svariati fattori (es. istologico, stadiazione della malattia, condizioni del paziente etc.)
Per quanto riguarda la prognosi vanno valutati numerosi altri fattori tra cui quelli fisici, biologici ed istopatologici. Dalla combinazione di tutti questi si può immaginare una percentuale che comunque lascia sempre il tempo che trova, non potendo mai essere assolutamente precisa. Chiunque le potrebbe dare dei parametri tipo il 20 o il 75 % ma ogni caso fa storia a se, ed il compito del medico, cosi come quello dei parenti deve essere quello di dedicarsi alla persona, tralasciando i numeri.
Pensi che rischi si correrebbero se qualcuno decidesse di astenersi da intervenire su un paziente che ha il 95 % di possibilità di morire ! Cosa vuol dire un numero, chi lo ha stabilito ? E' certo ? No ! E' attendibile ? Si, forse, probabilmente !
Allora le percentuali lasciamole agli statistici, lei pensi a suo padre, lasci perdere i numeri e se può, e se vuole ci continui a tenere informati.
Un caro saluto
Dr. F. Nardacchione
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[#22] dopo  
Utente
Gentile Dott. Nardacchione,
ho un timore e brevemente lo espongo. L'oncologo e il chirurgo hanno detto che il caso di mio padre è raro. Parole loro, non pensavano di trovare qualcosa, anzi ne erano certi visto l'esito delle analisi pre-operatorie e il tipo di polipo. E hanno tolto 8 linfonodi. Poi però uno presentava metastasi e si procede con chemio. Poichè generalmente se ne tolgono 12, cosa devo pensare degli altri 4 non tolti? potrebbero presentare metastasi?
Se sto commettendo un errore nel valutare, mi scuso, ma non conoscendo la materia non posso che rivolgermi a chi ne sa più di me.
Con stima,
Elena

[#23]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
il suo ragionamento non farebbe una piega se i linfonodi asportati fossero stati tutti negativi. Allora si, poteva sorgere il dubbio che gli altri 4 rimasti potessero essere positivi. Ma essendone risultato positivo uno su otto asportati fanno collocare la malattia allo stadio III, così come se ce ne fossero stati 5 positivi su 12.
Il fatto poi di non averli asportati, anche in caso di positività, dovendo affrontare la chemioterapia, non cambia la prognosi.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#24] dopo  
Utente
Gentilissimo Dott. Nardacchione,
probabilmente non mi sono spiegata bene, cercherò di essere più chiara. Ipotizzando che ci siano altri linfonodi positivi NON tolti, la chemio può essere "curativa"?...o ancora il fatto di linfonodi positivi non tolti aggrava la possibilità di recidiva?
Non so perchè, ma l'idea di qualcosa di "malato" tolto mi lascia ben pensare rispetto a qualcosa di "malato" ancora presente.
Scusandomi per l'ulteriore richiesta,
ringrazio.
cordiali saluti.
Elena

[#25]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signora Elena,
sicuramente io non mi sono spiegato bene.
La presenza di un linfonodo positivo all'esame istologico fa cambiare la stadiazione del tumore e rende necessaria la chemioterapia. A questo punto non ha importanza se ci sono altri linfonodi positivi o megativi perchè la prognosi ed il trattamento non cambiano. Purtroppo la nostra mente è portata a pensare a "qualcosa di "malato" tolto" che non ha nulla a che fare con la malattia oncologica.
La presenza di un linfonodo positivo è indice di iniziale diffusione che può essere contrastata o rallentata solo con le terapie adiuvanti. Un lavoro, se non sbaglio, francese alcuni anni fa stabiliva che per dire che i linfonodi erano negativi dovevano essere asportati nel pezzo operatorio almeno 12 linfonodi e dovevano essere tutti negativi. Da li è nata la teoria dei 12 linfonodi. Ma se un linfonodo è positivo ... basta quello per dire che c'è stato un coinvolgimento linfonodale. Il suo ragionamento sarebbe giusto se nel nostro corpo ci fossero solo 12 linfonodi per cui basterebbe asportare quelli per essere sicuro di nonavere recidive, ma purtroppo non è così. Le stazion linfonodali sono molto numerose e non è possibile asportarle tutte. Non rimane quindi altro da fare che proseguire con le cure intraprese.
Nella speranza di esserle stato utile la saluto cordialmente
Dr. F. Nardacchione
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