Utente 110XXX
Gent.mi Dottori,

negli ultimi anni in seguito a diversi episodi di infiammazione agli epididimi
e alla prostata sono entrato nella "spirale del dolore pelvico cronico".
In sostanza nel momento in cui si riaccende anche se in forma leggera l'epididimite e/o la prostatite (con sintomi urologici "classici" non intensi e di breve durata - si risolvono in 7/15gg al max) mi trascino poi per mesi un malessere (bruciori in zona perianale quando sono seduto, sensazione slip stretti, fastidi alle piante dei piedi - tallone - i sintomi aumentano nel corso della giornata e non tutti i giorni hanno la stessa intensità).
Il proctologo mi ha diagnosticato un "modesto spasmo degli elevatori dell'ano" (Sindrome da spasmo dell'elevatore dell'ano) e mi ha consigliato l'utilizzo dei coni dilatatori.

Domande:
1) Utilizzando i coni dilatatori posso creare danni al nervo pudendo o ad altri nervi?
2) Diverse volte ho provato ad utilizzare il cono dilatatore di piccole dimensioni per alcuni giorni (2/3) ma l'aumento dei sintomi mi ha fatto sempre desistere. Perchè le dilatazioni peggiorano la situazione?
3) I coni dilatatori sono 3 e ho letto sulle istruzioni che per lo spasmo si dovrebbe usare quello più grande.
Il piccolo non serve proprio a nulla? Ci si può arrivare per gradi? 1 volta al giorno non basta?

Resto in attesa delle vostre valutazioni,
grazie!

[#1]  
Dr. Roberto Rossi

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La dilatazione deve essere ovviamente eseguita per gradi. Sarebbe pero opportuna una nuova visita di controllo urologica per stabilire se il disturbo non sia soprattutto causato dalla infiammazione prostatica.
Dr. Roberto Rossi

[#2] dopo  
Utente 110XXX

Grazie Dott. Rossi per la risposta! Ho già effettuato la visita urologica ma i sintomi strettamente urologici si sono "risolti" da almeno due mesi (considerando una certa cronicità della mia prostatite/epididimite). In sostanza ho come sempre (1/2 volte l'anno da circa 3/4 anni in autunno e primavera) il momento acuto che affronto con antinfiammatori ecc. (secondo indicazioni dell'urologo che mi segue) e poi come le ho scritto mi ritrovo a penare non poco con il "pavimento pelvico". Per questi ultimi, (solitamente) con un pò di movimento (sono particolarmente sedentario), relax, bidè caldi, alimentazione che favorisca lo svuotamento "sereno" dell'alvo i sintomi "proctologici" tendono a scomparire (con qualche ricaduta nel caso di stitichezza o meglio di eccessiva contrazione/tensione dello sfintere). Il proctologo mi ha consigliato i coni ma, le ripeto, quando li inserisco con delicatezza previo bidè caldo ecc. non mi provocano dolore (per quanto difficoltoso) ma poi dopo l'utilizzo mi sento più infiammato di prima. [Le piante dei piedi danno più fastidio / aumenta il bruciore sotto le natiche e nei lati del perineo tipo slip stretti da seduto – sintomi che scompaiono se mi stendo a letto].
Questi sintomi "proctologici" sembrerebbero essere legati agli spasmi del muscolo elevatore dell'ano" e per questo tra gli altri consigli mi era stato dato quello di usare i dilatatori.

Le chiedo nuovamente (mi scusi se mi ripeto):
1) i dilatatori possono infiammare/danneggiare il nervo pudendo o altri nervi?
2) i dilatatori possono all'inizio della cura incrementare i bruciori ai lati del perineo e alle piante dei piedi?
3) le due sedute al giorno possono diventare 1?
4) considerata la diagnosi di "spasmo degli elevatori dell'ano" è necessario arrivare al dilatatore più grande?

Spero vorrà rispondere ai miei quesiti,
ringraziandola le invio i miei più cordiali saluti

[#3] dopo  
Utente 110XXX

Dimenticavo... chiaramente all'incremento dei sintomi sopra riportati si aggiunge un discreto bruciore/calore all'interno dell'ano (unico sintomo direttamente collegabile all'uso del dilatatore che si presenta da subito alla prima seduta).

[#4]  
Dr. Vincenzo Adamo

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Buonasera,
a volte a seguito Di prostatiti ricorrenti si può instaurare un quadro di dolore perineale cronico. Questa diagnosi va però fatta da uno specialista proctologo.
Penso che nel suo caso, sia stata esclusa la presenza di ragadi anali.
In presenza di un dolore perineale cronico, o di un anismo legato alla cosiddetta contrazione paradossa del puborettale, l'uso dei dilatatori anali potrebbe essere anche controproducente.
Allora, prima di tutto, secondo il mio parere deve eseguire una manometria anale, esame che consente di valutare come si contraggono i muscoli che compongono lo sfintere anale.
Certamente l'uso di semicupi ( sciacqui con acqua tiepido calda con massaggio manuale della regione perianale) consente di rilassare la muscolatura perineale; inoltre l'utilizzo di fibre, fermenti lattici ed acqua ( almeno 2 lt al dì) aiuteranno a favorire la defecazione.
Non appena avrà eseguito la manometria si faccia risentire o senta il parere di un proctologo di fiducia perchè le modalità di trattamento del dolore pelvico cronico e/o dell'anismo sono diverse.
Cordiali saluti
Dr. Vincenzo ADAMO
Dr. Vincenzo Adamo

[#5] dopo  
Utente 110XXX

Gent.mo Dott. Adamo,
la ringrazio tantissimo per la risposta.
La diagnosi del proctologo (di circa 2 anni fa): "modesto spasmo degli elevatori dell'ano" (Sindrome da spasmo dell'elevatore dell'ano) e mi consigliò la riabilitazione del pavimento pelvico. Mi inviò poi da un suo collega più vicino a casa il quale "mi passò" ad un'infermiera (molto competente) che mi consigliò i coni dilatatori (e mi disse di lasciare stare con la riabilitazione). Al primo utilizzo dei dilatatori
(pur senza la presenza di ragadi o altro), come ho scritto, tutti i sintomi si sono sempre amplificati e quindi ho lasciato perdere (3 tentativi in 2 anni).
Effettivamente ciò che mi porta tantissimi giovamenti sono i bagni caldi (+ caldi che tipepidi), il relax (psico-fisico), un'alimentazione che favorisca la defecazione (fibre ecc.). A gennaio di quest'anno ero praticamente guarito poi a febbraio si è riaccesa una lieve prostatite con la successivamente ricomparsa dei "sintomi proctologici" accompagnati poi anche da una ragade ("scomparsa" in 2 giorni per la quale però ho utilizzato l'antrolin per oltre un mese come suggeritomi).
La settimana scorsa quasi guarito da tutto mi son detto... considerata la ragade che ho avuto (a marzo) e il mio "caro" spasmo perchè non ritentare con i coni.
Come sempre già dalla prima applicazione (pur non sentendo dolore nell'inserimento ma solo una lieve difficoltà essendo "particolarmente stretto") mi sono infiammato
(bruciore interno - non come quello della ex ragade che era molto localizzato ma un bruciore più generale // calore/bruciore sotto le piante dei piedi e al pavimento pelvico).
Quanto alla sua ipotesi diagnostica ("anismo legato alla cosiddetta contrazione paradossa del puborettale") mi pare possa dare una spiegazione al problema dei dilatatori (ovviamente appena possibile farò la manometria anale) pur non comprendendone pienamente la motivazione (che differenza c'è ad es. con la "Sindrome da spasmo dell'elevatore dell'ano), le chiedo però se può essere utile una riabilitazione pelvi-perineale.
Di certo a seconda dei periodi (più o meno stressanti) defecare risulta più o meno facile :-) A volte devo riprodurre un mantra... :-) pur andando in bagno 1 ma anche 2 volte al giorno l'espulsione delle feci a volte è naturale e serena altre volte no (al di là della consistenza delle stesse - chiaramente più sono morbide e meglio vado :-)...).
Che dire... ho come l'impressione di non sapere defecare, un tempo spingevo e via ora o spingo senza apparente successo (se sono in tensione) oppure spingo e tutto bene...
Le ho scritto tutto questo per completare (credo) il resoconto della mia situazione.
Dopo 3 giorni di dilatori per ora mi fermo, faccio qualche giorno di antrolin tanto per sentire meno fastidio e poi spero di tornare quasi a posto. Poi farò quell'esame che mi ha consigliato.
Ancora grazie per tutto e se quanto le ho scritto le conferma maggiormente quello che ha ipotizzato me lo faccia sapere.

[#6] dopo  
Utente 110XXX

NB: non si faccia ingannare dalla ragade che ho avuto solo questa volta ed è scomparsa in pochi giorni (era inevitabile che prima o poi accadesse)... E' chiaro che ora devo tenerne conto ma i coni mi facevano stare peggio anche quando la ragade "non esisteva".