Utente 553XXX
Buongiorno, scrivo abbastanza disperato sperando in qualche indicazione per sapere almeno come muovermi nel labirinto della sanità pubblica, che in un anno di sofferenza di ha portato a fare esami inutili e a evitarne altri che forse avrei fatto meglio a fare.
Ho 22 anni, e dopo 11 mesi di ragade anale sono stato operato con l'asportazione della stessa e di un polipo e una leggera sfinterotomia laterale. Il giorno immediatamente successivo all'intervento sono andato in bagno evacuando abbondantemente (feci grosse, morbide a causa del lassativo), e ho prevedibilmente sentito molto dolore (durato 1-1:30), ma riuscire finalmente a svuotarmi senza tornare in bagno più e più volte mi ha fatto ben sperare. Stessa cosa per altri 2-3 giorni: evacuazione più o meno regolare e forte dolore. Successivamente, ho iniziato ad avere problemi nella defecazione, sempre più simili a quelli avuti con la ragade, mentre il dolore ha preso a protarsi per più tempo. A 7 giorni dall'intervento ho avuto una visita di controllo e mi è stata evidenziata un'infiammazione alla zona perianale (per la quale mi è stato prescritto un gel), mentre la ferita è stata descritta "in fase di granulazione". Per i problemi d'evacuazione m'è stato detto di continuare con la terapia prescritta (lassativo, integratore di fibre e acqua abbondante). Ma ora, a 11 giorni dall'intervento, non vado in bagno da almeno 4 giorni, se non col risultato di espellere pochi brandelli di feci (ma non dure) o strisce estremamente sottili, causandomi un dolore immane. Ora, io ho sempre amputato questi sintomi alla presenza della ragade, ma a così breve distanza dall'intervento mi pare impossibile si sia riformata, o perlomeno me l'avrebbero vista. Può quindi la sfinterotomia stessa presentare una complicanza di questo tipo? O è un problema che può avere un'origine più "profonda", a livello di colon/intestino? Ma in questo caso perché nell'immediato postoperatorio avrei evacuato normalmente? Nel corso di questo calvario che mi accompagna ormai da un anno mi è stata diagnosticata anche la sindrome del colon irritabile, ma può bastare questa a giustificare una tale difficoltà nell'emissione delle feci? La mia impressione (che certo non è quella di un esperto) è che lo sfintere interno sia ancora stretto, e quindi nonostante l'assenza di ragade e polipo le feci non riescano a uscire. È un'ipotesi plausibile? E se questo fosse il caso, occorrerebbe intervenire nuovamente con la chirurgia?
Aggiungo che non ho mai fatto una colonscopia né un'anoscopia/rettoscopia che andasse oltre l'esplorazione digitale
Ringrazio in anticipo chiunque volesse aiutarmi, e se posso fornire particolari che aiutino a comprendere il quadro vi chiedo di farmelo presente, di modo che alla prossima visita di controllo (il 19) eviti di ometterli

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Disturbi compatibili con la sindrome dell'intestino irritabile.
Attenda il controllo.
Prego.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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