Utente 284XXX
Salve, spero di riuscire a spiegarmi al meglio. Ho provato a cercare in tutte le categorie del forum, domande già risposte ecc ma non trovo nulla come nel mio caso. Ecco il problema. Da circa due anni ho una strana desquamazione al pene(glande e parte interna del prepuzio). Quattro mesi prima di riscontrare il problema ho avuto il mio ultimo rapporto sessuale, e scettico nel dafarsi a causa del lungo periodo senza rapporti, mi sono recato dal medico di base che senza pensarci troppo su mi ha prescritto un crema antimicotica generica da applicare due volte al di per una decina di giorni. Soddisfatto dell'esito "positivo" della visita cominciai subito con la cura. Dopo il tempo stabilito dal medico però il problema non scomparve minimamente e rassegnato a parecchio deluso, mi sono recato da un dermatologo venereologo che oltre ad un ulteriore crema antimicotica, mi aveva prescritto dei lavaggi con dei saponi speciali, più una crema per il mantenimento (aloe) dopo la cura. Anche qui però nulla di fatto. Dopo un mese tutto come prima. E qui la rassegnazione. Per alcuni mesi ho lasciato il pene in pace, senza creme o unguenti vari, sperando in un miglioramento a causa del cessato trattamento antimicotico e mancato stress al pene ma ancora nulla, sempre la solita desquamazione con forte prurito. A questo punto si sono formate, alla base del glande, dei piccoli puntini rossi, che il dermatologo classificava come "normalità ce li abbiamo tutti!". L'estate scorsa ho deciso di recarmi da un nuovo dermatologo che mi ha fatto fare degli esami antiallergici(tutti negativi) esami del sangue vari(Hiv,ecc e sempre tutto negativo) e vari tamponi uretrali(il primo positivo ad un micoplasma, che secondo il dermatologo era la causa del mio disturbo e quindi curato con dieci giorni di antibiotici, tamponi successivi tutti negativi). Dopo tutti questi esami la conclusione è stata che il mio pene stava benissimo, che sono solo "delicato", che con un po' di olio di mandarla passa tutto e che potevo avere rapporti sessuoli senza problemi. Ma ancora ora dopo quasi due anni soffro di questa cosa, continua desquamazione che si verifica ogni 5-7 giorni e prurito, in aggiunta ora ho del bruciore quando urino nella parte interna del pene e quando defeco con forza una piccola fuoriuscita di un liquido biancastro. Ho provato anche ad avere dei rapporti sessuali, con risultato di un gran bruciore e un chiaro arrossamente con conseguente muta completa della pelle del pene dopo pochi giorni. Dopo tutto questo cosa posso fare? A chi posso rivolgermi dopo essere già andato da tre medici differenti? E' consigliabile una biopsia del pene? Ora come ora farei di tutto pur di risolvere questo problema, ma ho paura che con il passare del tempo la situazione andrà solo a peggiorare. Un grazie infinite per le eventuali risposte e idee. Tutto può aiutare, sia fisicamente che mentalmente.

[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti

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Gentilissimo,

prenda in considerazione l'ipotesi di una Balanopostite: esistono diverse forme ( veda pure www.balanopostite.it ) le quali possono diventare croniche se non ben inquadrate e curate.

Ovviamente da questa sede non possiamo escludere altre dermatosi o dermatiti non infettive, pertanto sono certa che il Venereologo (visita specialistica consigliata) saprà ben agire in modo da inquadrare tale situazione che le arreca disagio.

saluti carissimi
Dr.ssa Silvia Suetti, Specialista DermoVenereologo e DermoChirurgo
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[#2] dopo  
Utente 284XXX

Grazie mille per la rapida risposta. Ma una biopsia potrebbe centrare subito il problema? Ci sono altri esami particolari che potrei fare? Non so più a chi rivolgermi dopo essere già andato da due dermatologi, uno allergologo e l'altro venereologo. E' pur sempre una grossa spesa lo specialista e non vorrei sentirmi dire ancora di mettere unguenti per la pelle ecc.

Mi sembra solo strano che non riesco a venirne a capo, e sta diventato una situazione molto stressante oltre il gran disagio che procura.

[#3] dopo  
Dr. Silvia Suetti

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Gentile utente

premesso che lei può effettuare la visita anche in regime pubblico (pagamento del solo ticket o esenzione dallo stesso se in presenza di basso reddito certificato), l'indirizzo esclusivo per la diagnosi è e rimane quello venereologico:

non so dire non conoscendo il suo caso, il perché ancora la diagnosi sia vacante, ma di certo e solitamente prima di pensare ad una biopsia cutanea (comunque facilmente effettuabile su scelta del venereologo e direttamente praticabile da egli) è necessaria una valutazione clinica, a mio avviso da ripetere nuovamente

ancora carissimi saluti
Dr.ssa Silvia Suetti, Specialista DermoVenereologo e DermoChirurgo
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